Ora spero che nel mondo di Heidi, di cui un certo pezzo di opinione pubblica si fa portatore non si pensi realmente che le commesse internazionali per centinaia di milioni di euro non si ottengano senza pagare dazio. Ovvero mediazione, ovvero stecca per i meno raffinati.

La cosa, mi lascia perplesso. Mi domando se questo opinione pubblica dovesse, da posizioni di governo, nominare manager e rappresentanti di multinazionali italiane quale mandato darebbe loro. Perché, credo, non vi siano dubbi sul fatto che tutte le multinazionali di tutti i paesi per gli affari colossali pagano ciò che si definisce, spiritosamente, un onere da mediazione. Basta avere lavorato in qualsiasi paese africano, anche senza essere manager per sapere che così va il mondo. Quando va bene, e il business è economicamente rilevante, ti chiedono semplicemente di fare una società in cui ci piazzano (con quote non minuscole) i loro uomini.

Ed allora sarebbe più proficuo interrogarsi su come cambiarlo questo mondo e non avvicinarsi le manine sul viso emettendo un “ooooh” di stupore. L’alternativa è quella di rinunciare al gas, o alla vendita di beni o servizi, ma anche di tecnologia varia e insomma di privare le nostre multinazionali della parola “multi”.

Che poi faccia schifo questo mondo è altro discorso e tutti gli uomini di buona volontà possono concordare su questo, ad esclusione del reginetto di Arcore. Ma non pensiamo che i tedeschi non lo facciano o i francesi vincano le commesse grazie allo champagne.

In realtà la questione pone un altro quesito. Le attività come queste a cosa si devono assoggettare? Ad un codice internazionale? Ai codici nazionali? A nessun codice? Le attività che per un paese, a torto o a ragione, hanno un a importanza strategica vanno perseguite a tutti i costi o si può ipotizzare un galateo istituzionale per cui l’importante è partecipare?

Ecco su questo una parolina dall’Europa non sarebbe poi così male accolta posto che una serie di nostri competitor, in Europa, hanno natali e sedi legali.

Ed allora ci si aspetta che la politica faccia il dovere di risolvere queste situazioni, di trovare una soluzione di trasparenza alle gare internazionali e, mi aspetto, che l’opinione pubblica si pronunci non dal tinello di casa ma affacciandosi nel mondo. Che non è quello di Heidi.