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Finmeccanica, Berlusconi elogia le tangenti: “All’estero una necessità”

L'ex premier sostiene che quando le aziende italiane trattano con altri Paesi devono adeguarsi per vendere i prodotti e negarlo è moralismo da "sepolcri imbiancati". Bersani: "Basta con le mazzette e basta con Berlusconi". Fini: "Chissà se parlava di se stesso?"

Finmeccanica, Berlusconi elogia le tangenti: “All’estero una necessità”

Silvio Berlusconi tesse l’elogio delle mazzette in televisione. “E’ un fenomeno che esiste ed è inutile negare questa condizione di necessità se si ha da trattare con qualche regime o Paese del terzo mondo”, ha detto l’ex premier ospite di Agorà su Raitre, a proposito dell’inchiesta che coinvolge Finmeccanica. E ha aggiunto: “Negarlo è moralismo da sepolcri imbiancati”. 

“Ho fotografato la realtà globale esistente nel mondo”, ha detto, “quando Eni, Enel e Finmeccanica trattano con altri Paesi per vendere i loro prodotti devono adeguarsi alle condizioni di quel Paese”, perché “in Paesi che non sono complete democrazie ci sono altre condizioni che bisogna accettare se si vuole vendere quel prodotto”. “Con questa magistratura che ha dimostrato un autolesionismo nei confronti dell’Italia assoluto”, ha aggiunto, “noi ci stiamo facendo fuori dalla possibilità di competere nel mondo con altri importanti gruppi, perché nessuno tratterà più con Eni, Enel o Finmeccanica”. Secondo Berlusconi, le recenti indagini su Eni e FInmeccanica, ma anche la condanna all’ex governatore Fitto, sono “cose per sviare l’attenzione dal macroscopico scandalo di Monte Paschi, in cui il Pd è assolutamente coinvolto”.

Le parole del leader Pdl hanno scatenato una pioggia di critiche. L’Associazione nazionale magistrati ha definito “inaccettabili” le dichiarazioni di Berlusconi sulle tangenti. Rodolfo Sabelli, presidente dell’Anm, ha ricordato che la corruzione internazionale “non è una condotta eticamente censurabile, ma un reato”, che va perseguiton e “l’illegalità è un male che va contrastato”. Duro anche il leader di Rivoluzione Civile, Antonio Ingroia: ”Berlusconi è il capostipite di questa classe dirigente che va cacciata dai posti di potere – ha detto – Le ultime dichiarazioni di Berlusconi ripropongono un vecchio gravissimo cliché, col quale il Cavaliere parla da imputato e che assolve e autoassolve tanti atti di corruzione, pretendendo di fare il giudice, autoassolvendo il sistema della corruzione e pretendendo di fare anche il pubblico ministero sostenendo di dover mettere la magistratura sul banco degli imputati”. Ingroia ha quindi concluso: “Noi invece diciamo che sul banco degli imputati ci debba andare la classe dirigente che continua a prosperare nell’illegalità e Berlusconi, capostipite di questa classe dirigente che va cacciata dai posti di potere”.

Rigido anche il candidato di Pdl e Lega Nord alla presidenza della Regione Lombardia, Roberto Maroni. “Le aziende devono combattere il sistema delle tangenti ovunque nel mondo”, ha detto rispondendo a una domanda dei giornalisti sulle affermazioni di Berlusconi, precisando che l’ex premier “ha parlato di questo sistema riferito a Paesi terzi, non all’Italia o ad altri Paesi occidentali”. Il leader del Pd Pier Luigi Bersani, invece, ha lanciato un avvertimento: “Basta con le tangenti e basta con Berlusconi”. “Io non escludo che nel mercato globale accadano cose di questo genere e allora sarà bene darsi dei codici di comportamento su scala europea perché ci deve essere la garanzia che i vertici aziendali siano responsabili di protocolli condivisi che escludano vicende di questo tipo”, ha detto. “Vogliamo avere un mercato pulito, io non mi arrendo all’idea che si possa andare avanti solo oliando la ruota”.

Gianfranco Fini ha ironizzato: “‘Berlusconi si è confessato. Dire che pagare una tangente può essere una situazione di necessità, significa essere pronti a corrompere pur di raggiungere un obiettivo – ha dichiarato il leader di Fli -Chissà se parlava di se stesso?”. Molto critico anche Antonio Di Pietro,  leader dell’Italia dei Valori. “E’ un’affermazione vergognosa che non ha né capo né coda”, ha detto. “E’ come dire che, siccome ci sono tanti delinquenti in giro, anche noi dobbiamo comportarci da criminali per poter competere”. “Ai tempi di Mani Pulite le chiamavamo mazzette”, ha aggiunto, ”che in gergo erano il corpo del reato, oggi le chiamano royalty e le prendono i broker per fare trading”.

Berlusconi, ospite di Agorà, è poi tornato sul tema del condono, sostenendo che “fa emergere chi non paga le tasse” ed è una possibilità che ha lo Stato per “perseguire chi non le paga e metterli nel mirino”. Per quanto riguarda l’immunità parlamentare, invece, Berlusconi dichiara che dovrà essere reintrodotta, perché “c’è una magistratura rossa che è il cancro della nostra democrazia”. L’ex premier ha infine lasciato uno spiraglio aperto per una prossima candidatura. Alla domanda se questa sarà l’ultima campagna elettorale per il Cavaliere, l’ex premier ha risposto: “spero assolutamente di sì. Ma se l’Italia chiamasse, io amo l’Italia”, ricordando di essere “tornato indietro per amore del mio Paese, perché c’è ancora il rischio che la sinistra, che ha invidia per il ceto medio e vuole mettere piu’ tasse, vada al governo”.

Contemporaneamente, Pier Luigi Bersani, a Omnibus, ha commentato la situazione europea, annunciando che “a un certo punto bisogna capire se sull’Europa vogliamo andare avanti o indietro, se vogliamo andare verso gli Stati Uniti di Europa”. “Bisognerebbe fare una convenzione per discutere i trattati e poi chiamare gli europei a un referendum“, ha aggiunto, chiedendo un rilancio dell’Unione Europea. Il leader del Pd ha poi assicurato che non intende chiedere all’Ue un rinvio dell’impegno per il pareggio di bilancio, fissato al 2013. “In questo momento dilazioni non ne chiedo. Chiedo che ci sia un’iniziativa europea sul tema degli investimenti”, ha detto. “Intendo che tendiamo a bada al meglio la spesa pubblica. L’italia mantiene i suoi impegni, ma chiede una diversa politica europea”.


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