Sanremo sbanca l’auditel ed entra non senza far rumore nella bagarre elettorale. La prima serata del Festival targato Fazio-Littizzetto fa registrare ascolti eccellenti: nella fascia oraria dalle 20,46 alle 24,33 ha registrato il 48,28% di share e poco meno di 13 milioni di telespettatori (12.969.000). La prima parte dello spettacolo è stata seguita da 14 milioni 196mila spettatori, con uno share del 47,61%. Un risultato in linea con quello fatto registrare un anno fa da Gianni Morandi, che nella sua prima serata registrò 14 milioni 378mila spettatori e uno share del 48,51%, anche se in quell’occasione la fascia oraria considerata fu quella dalle 20,44 alle 23,33.

Quel che ha fatto maggiormente discutere è stata la performance di Maurizio Crozza, duramente contestata da parte del pubblico. Proprio quel momento è coinciso con il picco degli ascolti: alle 22 e 43, gli spettatori sintonizzati su Rai1 erano 17 milioni 33mila. “La contestazione a Crozza è stata fatta da due persone. L’ovazione finale da tutto il resto del teatro. E comunque… Viva Verdi!”. Fabio Fazio ha provato a sdrammatizzare così i fischi in sala della prima serata del Festival di Sanremo contro il comico, che ha esordito nei panni di Silvio Berlusconi, distribuendo soldi “non miei” agli italiani. Poi il tempo di una canzone-parodia e oltre un minuto di insulti, anche pesanti, con il comico impossibilitato a proseguire. Eppure, secondo Massimo Martelli, uno degli autori di Fazio, ad essere criticati dal pubblico erano gli stessi contestatori, anche se l’intensità e degli insulti (“pirla”, “a casa”) e le parole udite distintamente quando il comico è stato costretto a fermarsi non fanno pensare a questo, o unicamente a questo.

Interviene all’indomani della performance anche Silvio Berlusconi che, pur ammettendo di non averla vista, è certo che si sia trattato di un “boomerang per la sinistra”. Il leader del Pdl è intervenuto a ‘Mattino 5’ dove ha detto di avere preferito guardare in tv “una bella partita con la vittoria della Juve contro il Celtic per la quale mi sono compiaciuto”. Poi ha aggiunto: “Ho già criticato abbastanza il fatto che Sanremo sia stato fatto ora. Ho già detto quello che dovevo dire”. Dura la dichiarazione di Angelino Alfano: “Non ho visto Sanremo, ma ho seguito i video di Crozza attraverso le agenzie. Avrei tanto da dire, ma preferisco non commentare, sperando che i vertici della Rai abbiano tanto da riflettere su quanto accaduto. Mi mordo prepotentemente la lingua”. Commenta l’intervento del comico anche il leader Udc Pier Ferdinando Casini che ritiene Crozza “esilarante, divertente e mi piace moltissimo. Ma – aggiunge – ieri a Sanremo è stato molto diverso dal Crozza normale, non è stata una delle sue performance migliori”.

Poco dopo l’esibizione, mentre Luigi Gubitosi assisteva alle contestazioni nelle prime file e “guardava la scena con un certo imbarazzo”, come scrive il Corriere della Sera, sono arrivate le prime reazioni politiche di area Pdl. “Crozza, Fazio e i vertici Rai sono stati protagonisti di un clamoroso autogol. Farebbero bene a scusarsi e a riflettere sul grave errore che hanno commesso. E soprattutto farebbero bene a rispettare tutti gli italiani che pagano il canone e non vogliono comizi faziosi e di parte”, ha detto il portavoce azzurro Daniele Capezzone. Giudizi negativi sull’intervento del comico anche da parte del consigliere d’amministrazione della Rai Antonio Verro, candidato del Pdl al Senato. “Non sono a Sanremo – ha detto – E questa volta nessuno potrà accusarmi, come accaduto l’anno scorso per Celentano, di aver orchestrato qualsivoglia contestazione. Ma da cittadino se fossi stato in sala avrei fischiato l’intervento di Crozza”. A Verro non è piaciuto “per niente” il suo intervento perché “ha fatto una par condicio degli insulti. Una cosa è la battuta, la satira, altra è un intervento su tutti in insulti”. E conclude che “queste sono cose che poteva dire Grillo sul palco non un comico”.