Trionfo? Trionfetto? Almeno ci vengono risparmiati i trionfalismi degli anni scorsi, quando la gestione Mazza-Mazzi veniva in conferenza stampa sventolando successi inarrivabili e mai visti, in una insopportabile quanto autoreferenziale apologia. Gli ascolti premiano la premiata ditta di Che tempo che fa, in temporanea trasferta su RaiUno. Fa ridere, any sense, che il picco di telespettatori sia stato con Crozza-Bersani alle 22.43 con 17 milioni di persone sintonizzate su RaiUno (mentre il picco di share – il 58.89% – mentre Cutugno con il coro dell’Armata rossa cantava Nel blu dipinto di blu). La prima parte ha totalizzato 14 milioni di spettatori, la seconda otto. Il sottotesto è: con un budget ridicolo abbiamo fatto miracoli.

E’ l’anno della crisi, con un Festival fatto in casa, le nozze con i fichi secchi per una volta sono riuscite. Il direttore di RaiUno Giancarlo Leone gongola: “La Rete si aspettava da questo Festival un cambiamento: che non vuol dire fare meglio, vuol dire trasformare. Non si può replicare un successo costruito in un certo modo in tanti anni, quello che ha avuto il suo culmine con la bellissima conduzione di Morandi”. Furbissimo Leone che previene l’obiezione sulla dilatazione degli ascolti (più la puntata è lunga, più gli ascolti si alzano): la puntata di ieri è iniziata tre minuti dopo rispetto all’anno scorso ed è finita sei minuti prima. Infatti, poi, non ci sono domande. Addirittura si mettono le mani avanti sugli ascolti di stasera: “L’anno scorso la seconda serata perse dieci punti, domani ricordatevelo”, spiega il direttore.

Fabio Fazio e Luciana Littizzetto sono stanchi ma felici, alternano come al solito il copione di prese in giro e complimenti: lei lo chiama “signorino tumistufi”, lui la adula. “Naturalmente siamo più rilassati per via degli ascolti. Ho trovato Luciana strepitosa, con una misura perfetta. Condurre è cosa diversa da quello che fa di solito e lei ha interpretato perfettamente il suo ruolo”. La nota dolente, dolentissima, riguarda i Ricchi e Poveri, che stasera non si esibiranno perché è improvvisamente mancato il figlio di Franco, 22 anni. L’affaire Crozza viene ridimensionato, nessuno ha voglia di rinfocolare polemiche. Il conduttore ribadisce: “Sono felice che il Bersani-Crozza sia stato il picco di ascolti. Sanremo è un grande Carnevale e quindi ci sta tutto, soprattutto quando la vita ci ricorda che ci sono cose molto più importanti”. Luciana Littizzetto è stanca : “Scusate ma ho passato la notte con Toto Cutugno e l’Armata rossa che ci guardava”.

Ma intanto arriva Bar Refaeli, bellissima e la interrompe. Nella città dei fiori c’è solo un bouquet ed era originariamente destinato alla padrona di casa. Lei annuisce e permette a Fazio di riciclarlo e darlo alla modella. Ma nemmeno la beltà israeliana riesce a distogliere l’attenzione dalla polemica della prima sera. C’era modo di prevenire lo show dei maleducati? “Non c’è il daspo per l’Ariston” è la risposta secca degli organizzatori. Stasera tocca a Neri Marcorè, che con Crozza ha già fatto la staffetta di Ballarò. Non parlerà di politica, l’ha già chiarito. Benigni non verrà, l’altro comico atteso è Claudio Bisio: ora bisogna capire se la sola musica sarà in grado di tenere gli spettatori davanti alla tivvù.

di Silvia Truzzi