Il Comune di Roma ha concesso al Rugby Roma Club di Riccardo Mancini, coinvolto nello scandalo per le presunte tangenti dell’affaire filobus, l’affidamento dei campi di rugby Tre Fontane all’Eur, nonostante una sentenza del Tar ordini di reintegrare la Nuova Rugby Roma, società esclusa precedentemente, nel bando di concorso per l’assegnazione. Nonostante il verdetto del tribunale fosse immediatamente esecutivo, il Comune l’11 gennaio, appena otto giorni dopo tale responso, ha assegnato a Mancini i campi ad un canone di circa 2300 euro annui a fronte dei 2mila mensili offerti dalla Nuova Rugby Roma, società con circa 150 tesserati, fondata da un gruppo di genitori degli atleti. “A Mancini – spiega Roberto Barillari, presidente della società esclusa -sono già stati assegnati fino al 31 dicembre scorso i campi sportivi ad un canone irrisorio: 51 euro al mese. Per un motivo altrettanto irrisorio, a novembre scorso, ci hanno escluso dal bando di gara (mancava una copia originale di un documento,ndr) tant’è che il Tar ci ha dato ragione ed ha condannato l’amministrazione capitolina alle spese processuali. A quanto sembra però le sentenze per il Comune non hanno alcun valore, visto che hanno sospeso di nuovo la nostra società dalla gara assegnando ancora i campi a Mancini”. Motivazione ufficiale: l’altra società ha impugnato la sentenza del Tar davanti al Consiglio di Stato e il Comune ha chiesto all’avvocatura comunale un parere.

Una motivazione che ha ben poco di ufficiale visto anche il retroscena: “Mentre i nostri ragazzi – denuncia Barillari – continuano ad allenarsi in campi da calcio pagando un affitto di circa 70 euro l’ora, il 25 gennaio scorso siamo stati convocati al Dipartimento Sport del Comune per la riammissione alla gara e ci hanno comunicato la nuova sospensione a seguito dell’impugnazione della sentenza del Tar da parte di Mancini. Peccato però che la comunicazione ufficiale del ricorso in questione è arrivata al Dipartimento, con notifica ufficiale, 4 giorni dopo. Quel giorno c’era stata solo una semplice telefonata che informava il Dipartimento dell’impugnazione. Il fatto che un ente pubblico prenda decisioni ufficiali a seguito di una semplice telefonata è quantomeno singolare”. Abbiamo cercato di avere una dichiarazione ufficiale dal Campidoglio per ottenere altre spiegazioni, ma l’amministrazione comunale non è stata di questo parere.