Tra le tante denunce di Grillo, che condivido ed apprezzo, ne manca una: quella contro i privilegi dei magistrati amministrativi.

Più volte ho denunciato su questo blog gli odiosi privilegi di cui godono giudici amministrativi (quelli del Tar e del Consiglio di Stato, per intenderci)  e Avvocati dello Stato, peraltro sovente posti dai vari governi ai vertici degli apparati tecnici dei ministeri e della presidenza del Consiglio dei Ministri, che versano in condizioni di benefici e privilegi ben lontane dalle assolute difficoltà in cui lavorano i giudici ordinari.

Questa volta mi pare si sia passata la misura.

Dopo essersi aumentati lo stipendio, con una semplice delibera interna, di ben 50.000,00 euro l’anno, i giudici che compongono il “Csm” dei giudici amministrativi (denominato Consiglio di Presidenza della Giustizia Amministrativa), hanno adottato una delibera che obbliga i presidenti dei collegi giudicanti ad assegnare un numero di ricorsi ancora inferiore rispetto a quello già minimo che svolgevano sinora. Un numero di ricorsi annui ridicolo, che i giudici ordinari trattano, invece, in poche settimane, tra mille difficoltà.

Parlo a ragion veduta: ho fatto il giudice amministrativo per 8 anni e posso garantire che – senza mai riportare un ritardo nel deposito delle sentenze e producendo quanto o più dei colleghi – non ho mai lavorato più di 4 o 5 giorni…al mese! Si, perché e i giudici amministrativi fanno solo due udienze al mese vederli in ufficio è davvero cosa rara. In quegli anni ho scritto oltre 40 libri, insegnato in 4 diverse università, perfezionato due lingue, praticato numerosi sport. Ma c’è chi si dedica alla pittura, chi ai viaggi (anche all’estero, senza chiedere ferie), chi  trova doppi o tripli incarichi, anche fuori ruolo. Il tutto condito, di fatto, da circa tre mesi ferie l’anno.

Ma la cosa più grave è che i giudici, di fatto, potranno continuare a fare la stessa quantità di lavoro di oggi, solo se vorranno ovviamente, ma verranno pagati di più: circa 1.300 euro ad udienza, per un massimo di sei udienze l’anno. Cioè lo stesso lavoro di prima, ma con un aumento salariale che i giudici amministrativi si sono assegnati da soli, grazie all’organo di autogoverno, di circa 8.000 euro l’anno. Alla faccia della crisi, della cassa integrazione e della spending review, tanto voluta dal ministro Patroni Griffi e dal sottosegretario Catricalà che, tornando finalmente a fare il proprio lavoro di Consiglieri di Stato, potranno godere anche di questo aumento di stipendio.

Lo avevo denunciato, solitario, già 18 mesi fa. Ora sta diventando realtà: perché nessuno non dice ancora nulla?