La notizia è di quelle che dovrebbero fare rumore ed invece non ne parla nessuno, anche per la scarsa trasparenza che connota l’operato del CPGA (il “CSM” dei giudici amministrativi) in ragione della difficoltà di accedere alle informazioni che la riguardano.

In un periodo storico in cui il ministro per la Pubblica amministrazione (il consigliere di Stato Filippo Patroni Griffi) invoca tagli, efficienza ed austerità ed in cui i consiglieri di Stato che occupano i vertici di molte istituzioni repubblicane sono coinvolti a vario titolo nei maggiori scandali del Paese (dal ruolo di Donato Marra, segretario generale alla Presidenza della Repubblica, nella vicenda “Mancino-trattativa Stato/mafia”, a quello del Presidente del Consiglio di  Stato de Lise e dell’ex consigliere di Stato Carlo Malinconico nella vicende della c.d. cricca, tanto per fare un esempio), è proprio l’istituzione che “ha dato loro i natali” a non aver raggiunto gli obiettivi richiesti dal DL 98/2011, il quale impone per gli uffici giudiziari l’abbattimento dell’arretrato del 5% annuo e, dal 2012, del 10%.

Che sia colpa dei bassi carichi di lavoro imposti dall’organo di autogoverno (una recente richiesta di poter lavorare di più, avanzata dal giudice del TAR Toscana Ugo De Carlo, è stata respinta duramente dal “CSM” dei giudici amministrativi (sic!)) o invece dei troppi fuori ruolo che il supremo organo di giustizia amministrativa ha prestato al Governo Monti, non è ancora chiaro. Di certo, però, l’organo di autogoverno dei giudici TAR e del Consiglio di Stato è preoccupato e, a leggere i verbali, si sta attrezzando per non rinunciare alle risorse in più che (non) gli spettano.
Significativi i verbali della seduta pubblica del 12 aprile 2012, di cui riporto dei passi:

“Il Pres. CORAGGIO rileva che, alla luce di tale elenco, le sezioni giurisdizionali del Consiglio di Stato risultano non allineate con la quota di abbattimento dell’arretrato del 5%,
(…) Il Cons. MAIELLO ribadisce l’assenza di qualsiasi discrezionalità in ordine alla compilazione dell’elenco richiesto dalla norma agli organi di autogoverno. Manifesta inoltre il proprio contrario avviso circa la possibilità di considerare questioni “definite” quelle la cui sentenza sia stata solo firmata e non pubblicata. (…) Interviene il Cons. CACACE che, premettendo il ruolo di garanzia che la norma in questione intende affidare agli organi di autogoverno circa l’emissione di tali dati, argomenta un avviso contrario rispetto all’interpretazione formulata dal Cons. POLI, considerandola un’operazione ermeneutica artificiosa, in quanto è solo il deposito della sentenza a definire il procedimento (…) Il Pres. CORAGGIO si ritiene sorpreso riguardo la circostanza che nonostante l’istituzione di un’altra sezione giurisdizionale, i risultati di produttività siano inferiori allo standard di abbattimento richiesto dalla normativa in discussione”
e quelli della successiva seduta del 24 aprile 2012 in cui si è cercato di calcolare i dati in modo diverso (sic!):
“(…) Il Pres. CORAGGIO propone di indicare un asterisco accanto ai dati relativi al Consiglio di Stato (…)  Il Cons. MAIELLO si dichiara contrario a tale soluzione, che ritiene connotata da scarsa chiarezza e trasparenza.(…). Il Cons. TAGLIENTI fa notare che non risultano essere sorti elementi di novità rispetto alla precedente deliberazione, tali da generare un ripensamento (…)Il Cons. MAIELLO, pur condividendo le preoccupazioni e le finalità in gioco, non ravvisa elementi tali da consentire al Consiglio di rivedere una decisione basata su una costruzione giuridica certa e stabilita. Pertanto, preannuncia il proprio voto contrario. (…) Il Cons. MAIELLO ribadisce l’assenza di qualsiasi discrezionalità in ordine alla compilazione dell’elenco richiesto dalla norma agli organi di autogoverno. Manifesta inoltre il proprio contrario avviso circa la possibilità di considerare questioni “definite” quelle la cui sentenza sia stata solo firmata e non pubblicata. (…) Il Pres. CORAGGIO conclude sul punto prendendo atto della posizione del Consiglio e annunciando un’eventuale nota integrativa all’elenco, a Sua firma o del Segretario generale, e impegnandosi a tenere informato lo stesso Consiglio di Presidenza del relativo contenuto.”?

Scartata (si presume) la soluzione di dichiarare il falso al ministro dell’economia, Mario Monti ad interim, o al suo vice ministro Grilli, alla potente oligarchia del Consiglio di Stato non resta quindi che prendere atto dell’inefficienza palesata dalla Presidenza de Lise nel 2011 o cercare di far cambiare la norma in proprio favore.

Il ministro dell’Economia Mario Monti renderà pubbliche le statistiche e la nota esplicativa inviate dal presidente del Consiglio di Stato Giancarlo Coraggio, come si legge nel verbale del 24 aprile 2012?