“I super ricchi devono andare al diavolo, e Putin ha le sembianze del diavolo”. Nichi Vendola, dallo studio di Uno Mattina usa parole severe commentando la vicenda Depardieu, che ha ottenuto la cittadinanza russa, e allarga il discorso al presidente del Consiglio uscente. “Monti – dice – ha avuto il coraggio relativo di bussare alle porte dei soliti noti e invece quando si è trattato di chiedere un contributo ai più ricchi ha detto che era ‘tecnicamente complicato’, perché è tecnicamente di destra e ritiene che ontologicamente i sacrifici tocchino sempre ai più deboli”. 

Poi, in merito al nostro panorama politico, ritiene il Pdl “un horror”, Monti “chiuso nel segreto delle stanze” del potere e il Pd che invece sta “con il popolo”, a cominciare dalla scelta dei candidati con le primarie. “Pd e Sel decidono di andare tra la gente a scegliere i candidati e lo fanno con le primarie, sperimentando un metodo di cessione della sovranità, diciamo, a un popolo più largo”. Vendola rivendica questo metodo per sottolineare che “anche indicare chi dovrà andare a rappresentare le istanze del territorio alle Camere avviene attraverso questo coinvolgimento fenomeno di partecipazione democratica“. Il Cavaliere, invece, “decide, da perdente, di mettere insieme tutte le forze delle destre populiste, il leghismo, la destra post-fascista di Storace e ciò che resta del Pdl. La destra si è spaccata e la parte più presentabile, più innamorata della finanza va con Monti, quella più vernacolare e belluina con Berlusconi”. 

Nessuna valutazione positiva per un eventuale ‘ticket’ tra Casini, Bersani e Monti che giudica “spaventoso”, anche perché “ci si candida per vincere e per governare il Paese”. Il leader Sel aggiunge che “l’eventualità su cui si basa è che i progressisti non prendano la maggioranza al Senato ma il dibattito al riguardo – segnala – è un po’ comico, visto che non sappiamo niente di cosa sarà il prossimo Parlamento, di come sarà composto il personale politico di Grillo o degli arancioni”. Il leader Sel martella invece su “un discorso per la salvezza dell’Italia. Monti e Casini non propongono un’alleanza alla sinistra ma una resa e se permettete – ribatte – vorrei fare un altro gioco”.  “Forse è un segno di novità se, ad oggi, la formazione di Ingroia non nasce nel segno di una rissa a sinistra“. Vendola spiega così che non intende “vivere la campagna elettorale come resa dei conti nel ceto politico” ma avverte che “dovere della sinistra è candidarsi per governare, non per testimoniare”. “C’è bisogno – incalza – non di un megafono per far sentire la voce del dolore di giovani e precari ma di una coalizione responsabile e – sottolinea – credibile, che si proponga di cambiare il Paese”. 

Infine, un’altra stoccata a Monti quando ricorda la sua dichiarazione secondo cui il Pd dovrebbe “tagliare le ali estreme della sinistra“. Parole che secondo Vendola “significano fare della politica una palude, facendo finta che ci sia una contesa per cui invece chiunque vinca, alla fine, vincono sempre quelli come Monti: la razza padrona”. E prosegue: “Io taglierei le ali dei cacciabombardieri” mentre puntualizza che “Monti ha rapidamente imparato la lezione della vecchia politica e si presenta come un vecchio classico politico”, un campione della “razza padrona, per usare un’espressione di Scalfari, che Monti – annota – lo conosce bene”.