“Credo che ‘tagliare le ali’ sia una brutta espressione, ma se le ali sono estreme è una buona cosa”. Mario Monti lancia il messaggio a Pier Luigi Bersani dallo studio di Uno Mattina su RaiUno e invita il segretario del Pd a compiere “un atto coraggioso”, ovvero a silenziare la parte conservatrice del suo movimento”. Nel mirino finiscono Stefano Fassina, che ha definito la lista Monti come la ‘lista Rotary, oltre a Cgil e Fiom in campo sindacale. A loro si aggiunge anche Nichi Vendola, che il Professore ha definito ‘conservatore’ come il responsabile economia dei democratici. Duro attacco anche all’ex ministro Renato Brunetta che, pur essendo di una “certa statura accademica, sta portando il Pdl su posizioni estreme e settarie”. Il centrodestra inoltre, molto vicino “agli ordini professionali, tra cui le farmacie”, secondo il Professore ha ostacolato la strada delle liberalizzazioni. 

“Simpatica l’immagine dell’onorevole Fassina per il quale la lista Monti sembra il Rotary, che dimentica i più deboli”, dice Monti, che ironizza sulle critiche dell’esponente democratico e osserva che “io la lista Monti non la conosco ancora, si vede che lui ha già una buona immaginazione”. Poi si arriva al dunque: “Volevo richiamare l’onorevole Fassina ad avere una visione diversa. A differenza di lui – sottolinea il Professore – sono una persona anziana e dunque ho fatto diverse cose nella vita, come anche lui già ovviamente, e quelle per cui un po’ sono ricordato in Europa sono state tutte azioni contro i potenti, per esempio contro Microsoft e General Electric, tutte le lobby potentissime, e anche in campo fiscale ho fatto la prima direttiva europea sulla tassazione del risparmio”. Quindi, conclude, “suggerisco all’onorevole Fassina, magari in una conversazione che potremmo avere, e me lo auguro, di aggiornare un po’ il suo pensiero”.

Secondo il premier “sarebbe molto importante – dice ancora a Bersani – acquisire invece allo sforzo della sinistra oltre al centro, dove anche lì non è che sia tutto oro, anche i riformisti di sinistra e di destra disponibili”. In particolare, il Professore ribadisce di puntare “a sinistra su parte considerevole del Pd come Ichino, che addirittura ha lasciato il Pd per venire nel nostro movimento, ma anche Morando, Tonini, Vassallo che hanno scritto una lettera a un quotidiano rivendicando che il Pd stia con Monti”, e si augura che Bersani “convinca ma non vinca”. E sul centrodestra ha spiegato di aver “constatato in un anno di governo, parlando con il massimo rispetto, che chi ha impedito a varie riforme di andare più avanti, è stato chi è nel blocco più tradizionale della sinistra, Cgil e Fiom per i sindacati, Vendola e Sel e Fassina, dal punto di vista politico e molte posizioni nel Pdl che hanno impedito riforme per iniettare più concorrenza, come Brunetta“. 

Il nome della lista legata al premier sarà “qualcosa tipo ‘Con Monti per l’Italia'”, ha detto lo stesso ex rettore della Bocconi, parlando della lista – unica – che sarà presentata per il Senato, mentre sul numero e sui nomi delle liste per la Camera bisognerà attendere i prossimi giorni perché “dipende dall’interpretazione della legge”. Nel corso del suo intervento, Monti si è anche espresso su Berlusconi che lo ha definito ‘poco credibile’. ”Se lo dice lui”, ha commentato il Presidente del Consiglio, sottolineando quanto il Cavaliere sia “volatile sulle vicende umane e politiche negli ultimi tempi”. Nelle scorse settimane il Cavaliere aveva attaccato Monti in particolare sul fronte delle tasse e vorrebbe “che ci fosse qualcosa di simile a un governo ‘Monti due’ per far vedere che nel mio volto non c’è la cattiveria del tassatore”. Quanto alla patrimoniale ”non è il diavolo”, ha aggiunto, ma in riferimento all’introduzione dell’Imu ritiene che “non si debba intervenire ancora”.