Indagato. Il finanziere Alessandro Proto aveva annunciato la sua candidatura da appena qualche giorno e ora risulta indagato per truffa e aggiotaggio dalla procura di Milano. Non si sa se e quando si faranno le primarie nel Partito delle libertà. La disputa sulle “modalità”, la mancanza di soldi, le lotte intestine tra correnti e candidati e le parole di Silvio Berlusconi, non hanno fatto altro che aumentare le incertezze sulle consultazioni popolari del Pdl. Ma una cosa sicura c’è ed è che uno degli aspiranti leader del partito di Berlusconi risulta indagato ancor prima che si siano svolte le consultazioni, anche se per motivi che con il voto di centrodestra non hanno niente a che vedere.

Proto, 38 anni, è accusato di aggiotaggio per una serie di comunicazioni al mercato che, secondo gli inquirenti, non sarebbero state trasparenti. L’accusa di truffa, invece riguarda alcune operazioni immobiliari portate avanti dal finanziere e l’attività del fondo ‘salva-imprese’ Caronte, da lui lanciato nel 2010. Analizzando i comunicati di Proto gli inquirenti hanno riscontrato quelle che definiscono “mezze verità”, come nel caso delle note in cui si parla di offerte per l’acquisto di quote di Mps o di partecipazioni in Unicredit, Rcs, Mediobanca, Fiat.

Acquisti rimasti avvolti nel mistero (sotto il due per cento non c’è l’obbligo di comunicazione alle autorità di controllo) e su cui la Consob sta da tempo compiendo accertamenti. Per la procura le proposte venivano effettivamente fatte, ma al mercato non veniva poi comunicato che erano immediatamente respinte. Nelle settimane scorse Proto era stato sentito come persona informata sui fatti e ha giustificato la vaghezza dei suoi comunicati spiegando che lui opera sempre per conto di investitori che si rivolgono alle sue società e non acquisisce direttamente le quote delle società oggetto delle comunicazioni. 

Secondo quanto si è appreso, inoltre, gli inquirenti stanno valutando anche ipotesi di bancarotta all’interno della stessa inchiesta sulla galassia societaria di Proto.

Pronta la risposta di Proto: ”Questa è la macchina del fango che si mette in moto. Non mi farò intimidire da accuse infondate e calunniose e proseguirò sulla mia strada, certo di avere le capacità per proseguire e che a quanto pare fanno già paura a qualcuno – ha dichiarato – Non ho neanche fatto in tempo a ufficializzare la mia candidatura nel Pdl che già arrivano notizie false, infondate e diffamatorie”. Secondo il suo legale, Francesco Rubino, il finanziere non ha ricevuto finora avvisi di garanzia. “Ovviamente – ha aggiunto Proto – procederò nelle opportune sedi per la piena tutela della mia persona, delle mia aziende e dei miei collaboratori”.