Il caos primordiale. Un circo strepitoso. Nel Pdl si “vedono cose” che gli umani non possono immaginare. La scoperta della democrazia, dopo vent’anni di berlusconismo, ha prodotto venti, diconsi venti candidati per le primarie, cifra che Ignazio La Russa “arrotonda per eccesso”. Il bello, anzi il ridicolo è che la lista è top secret e non viene resa pubblica. Così aumentano le incognite sulla competizione interna dei berlusconiani. Dovevano essere all’americana (cioè differite, con voti scaglionati nelle regioni) e invece si faranno in un turno solo, ma non si sa quando. Non ci sono i soldi per farle. Infine, Berlusconi è contrario. Per il resto la folla di candidati produce imbarazzi e insulti reciproci nell’ex partito dell’amore. La Mussolini si sfila, gelosa della concorrenza dell’ultima arrivata, la Meloni, e parla di “squallore”. La nomenklatura di partito è spaventata dall’effetto circo e spera che la presentazione delle firme, domenica 26 novembre, operi una selezione “seria”. Contro Alfano, per esempio, potrebbe esserci anche Luciano Silighini Garagnani, con un passato tra i fascisti di Forza Nuova. Sempre per l’estrema destra, Diego Righini del Popolo della Vita-Trifoglio, che manifesta contro i gay, ha invece smentito di far parte della lista dei venti top secret. Chi c’è e si lamenta perché non si parla di lei è Germana Lancia, disabile. Si è candidata una settimana fa ma nessuno lo sapeva: “Forse perché non sono tutta seno e sedere”.

ANGELINO ALFANO

Chi l’avrebbe mai detto che l’assistente del Cavaliere, dunque uomo fidato, sarebbe diventato ministro della Giustizia dove la fiducia era essenziale e poi, nonostante l’assenza di quid, sarebbe diventato candidato alle primarie con i galloni di segretario.

 

 

 

GIAMPIERO SAMORÌ

 

Il Berlusconi mignon alias Gianpiero Samorì è il banchiere dei misteri, già andreottiano e dellutriano. A Chianciano ha riunito il suo movimento Moderati in rivoluzione e sono arrivate truppe di anziani che non sapevano chi fosse. Imbarazzante.

 

 

DANIELA SANTANCHÈ

La pasionaria del Pdl è la vera anti-Alfano, ma nel partito viene indicata come la “Ninfa Egeria” di Alessandro Sallusti, direttore del Giornale. La coppia ispira veleni e perfidie che sfociano in una domanda: “Che fine faranno una volta tramontato B.”?

 

 

 

L. SILIGHINI GARAGNANI

 

La sua battaglia più nota è la difesa del fantasma di Azzurrina nella rocca di Monte-bello. Azzurrina è una bimba scomparsa nel 1375 e Luciano Silighini Garagnani si è proclamato suo discendente . Fozista sia nel senso di Forza Italia sia di Forza Nuova.

 

 

MICHAELA BIANCOFIORE

Amazzone di Silvio, questa l’autodefinizione di Michaela Biancofiore da Bolzano, che accanto al Cavaliere sfoggiò il dito medio alla folla di un comizio. Votata al martirio per B., se necessario, si candida contro gli “sfascisti” di La Russa e Gasparri.

 

 

 

VITTORIO SGARBI

In orbita centrodestra ha fatto di tutto, anche il sottosegretario nel governo di B. e assessore a Milano con la Moratti. Ha tante qualità scritte nel curriculum, ma più evidente è quella di ospite televisivo. Gli mancava quest’ultimo sfizio.

 

 

 

GIORGIA MELONI

 

La finta giovane Meloni dopo una vita tra Msi, An e Pdl si presenta come rotta-matrice del vecchio. Stucchevole il tormentone della sua candidatura, durato settimane. Gasparri, La Russa e Alfano non volevano, ma alla fine non ha resistito.

 

 

GUIDO CROSETTO

In televisione se lo contendevano perché criticava il governo B. pur essendo sottosegretario in carica. Non ha tollerato il sostegno all’esecutivo dei tecnici e ha sempre fatto della trasparenza (e della sua stazza) un tratto distintivo.

 

 

 

GIANCARLO GALAN

Per lunghe stagioni è stato un serioso presidente del Veneto, poi fu costretto a sacrificarsi per far posto alla Lega e fu spedito al ministero della Cultura. Oggi è uno dei più agitati nel Pdl e guarda proprio al Carroccio. Nemesi.

 

 

 

ALESSANDRO PROTO

 

Agente immobiliare, sembra un rampante degli anni ’80 della Milano da bere. Dice che Alfano è un “salmone che va contro la corrente” e rivela di aver messo in vendita una villa di B. a Cannes per 20 milioni. “Anche se quei soldi non li vale”, precisa.

 

 

ALFONSO LUIGI MARRA

 

Viene da lontano Alfonso Luigi Marra. È stato parlamentare forzista. È un avvocato che scrive libri e li fa promuovere da Manuela Arcuri. È stato fidanzato con Sara Tommasi. Lotta contro le banche. Marra è uno, dieci, cento, mille personaggi.

di Fabrizio d’Esposito e Carlo Tecce

da Il Fatto Quotidiano del 21 novembre 2012