C’è una nuova svolta nella tormentata vicenda giudiziaria che riguarda l’Ilva di Taranto. Il Tribunale del Riesame ha sospeso Bruno Ferrante, presidente dell’impianto, dalla funzione di custode giudiziale delle aree dell’azienda sequestrate dalla magistratura lo scorso 25 luglio per disastro ambientale. Al posto di Ferrante viene reintegrato per la seconda volta il presidente dell’Ordine dei commercialisti di Taranto, Mario Tagarelli. Secondo l’agenzia Ansa la disposizione non è esecutiva. Secondo i giudici Ferrante, “ha dimostrato, pur presentando ricorsi legittimi, discutibile e scarsa disponibilità a collaborare con l’autorità giudiziaria, palesata soprattutto in maniera chiara con la volontà, o quantomeno l’interesse, a proseguire l’ attività produttiva che darebbe luogo a protrazione o aggravamento di conseguenze dannose di reato, giunte, invero, già a livelli allarmanti”. Il doppio ruolo di presidente dell’Ilva e custode giudiziario degli impianti sequestrati, secondo i giudici, “pregiudica la serena e compiuta esecuzione del sequestro ed introduce il rischio serio e concreto della possibile prosecuzione dell’attività produttiva”. 

In una nota la valutazione dell’amministratore e del gruppo: “Il presidente dell’Ilva Bruno Ferrante prende atto della decisione del Tribunale di Taranto di oggi. L’incarico di custode gli era stato conferito il 7 agosto dal Tribunale del Riesame, confermato poi dal Tribunale dell’Esecuzione. Oggi il Tribunale di Taranto ha deciso la sospensione del provvedimento in attesa del giudizio della Corte Suprema di Cassazione. Il presidente Ferrante si rimette quindi alle decisioni dell’Autorità Giudiziaria nei confronti della quale manifesta comunque e sempre la propria disponibilità”.

Il collegio del Tribunale di Taranto formato dai giudici Petrangelo, Detommasi e Orazio, ha deciso che per il momento il presidente ed amministratore non può ricoprire più il ruolo delle sei aree dello stabilimento siderurgico sequestrate il 25 luglio scorso su disposizione del gip del Tribunale ionico Patrizia Todisco. Il provvedimento è stato deciso al termine dell’incidente di esecuzione chiesto dalla Procura della Repubblica in attesa che sulla questione si pronunci la Corte di Cassazione. In pratica i magistrati avevano presentato ricorso contro la decisione del Tribunale del Riesame del capoluogo ionico del 28 agosto scorso che aveva rimesso Ferrante tra i custodi giudiziari, dopo la temporanea estromissione decisa dal gip l’11 agosto. Il giudice Todisco, infatti, aveva emesso un decreto nel quale si sottolineava “l’evidente conflitto di interessi” tra il ruolo di presidente dell’azienda e quello di custode. 

Questa settimana è stata cruciale per il futuro dello stabilimento Ilva di Taranto. Dopo la pubblicazione dei dati choc sull’aumento esponenziale dei casi di tumore nell’area e dopo che il ministro dell’Ambiente Corrado Clini che ha concesso l’Aia, l’autorizzazione integrata ambientale  il destino dell’azienda, dei lavoratori e del territorio sembra comincia a essere segnato.