“Sono gay. Anzi: sono prete felicissimamente gay”. Se quando il 14 febbraio aveva chiesto alla chiesa apertura nei confronti delle coppie omosessuali era scattata la repressione dei superiori contro di lui, adesso che ha dichiarato al mondo cattolico di essere lui stesso omosessuale, apriti cielo! Una rivoluzione di quelle grosse è partita da un piccolo paesino del Lecchese quando don Mario Bonfanti, 41 anni, di Pagnano, frazione di Merate (già finito nel mirino della Curia per le sue idee anticonformiste) ha scelto nuovamente Facebook per una delle sue rivelazioni shock.

Comunicando ai suoi fedeli di essere gay. Solo una provocazione o una confessione? Dopo lo scatenarsi dei commenti sul social network il religioso ha spiegato il perché del suo gesto: “Perché, come scrive Margherita Graglia nel suo magnifico libro Omofobia, il silenzio è una sottile e gravissima forma di omofobia. E purtroppo spesso la chiesa cattolica su questi temi intima il silenzio! Oggi è il giorno in cui rompere il muro omertoso e omofobo del silenzio e dichiarare pubblicamente la propria identità omosessuale non per sfrontatezza, non per orgoglio, non per rivendicazione o altro… ma semplicemente per essere sé stessi e vivere nella verità. Spero che adesso molti gay e lesbiche cattolici abbiano il coraggio di dichiararlo”.

Il prete era balzato agli onori della cronaca quando aveva condiviso sul popolare social network un link di Amnesty International che recitava: “Ogni giorno, anche in Europa, alle persone lesbiche, gay, bisessuali, transgender e intersessuate viene negato il diritto alla libertà di espressione, di riunione e di manifestazione”, aggiungendovi un suo commento che sottolineava come la chiesa italiana fosse particolarmente indietro su questo tema.

Il suo pensiero era stato giudicato intollerabile dalla Curia Milanese guidata dal cardinale Angelo Scola, che è esponente di Comunione e Liberazione. E così il sacerdote che da tempo si era espresso a favore dell’integrazione da parte della chiesa verso certe categorie emarginate, quali gli omosessuali e le persone divorziate, dal primo marzo è stato sollevato dall’incarico di occuparsi della parrocchia di Perego. Don Mario ha chiesto ed ottenuto un periodo di tempo per riflettere e riprendersi dall’accaduto. Eppure la sua opinione aveva fatto presa sui fedeli e in sua difesa era nato perfino il comitato ‘Io sto con don Mario‘, che aveva raccolto firme in suo sostegno per poi inviarle in Arcivescovado.

Il prete aveva inneggiato a Gesù nel motivare la sua battaglia: “Il sottoscritto desidera con tutto se stesso seguire la strada battuta da Gesù, il quale, di fronte al muro di incomprensione e chiusura delle gerarchie religiose del suo tempo, ad un certo punto ha rinunciato a rivendicare le proprie ragioni, anche solo con la forza della parola, e si è lasciato far fuori”. Il cambiamento, però, stavolta è già partito e don Mario senza paura di ulteriori punizioni annuncia: “Tra qualche giorno farò un’altra rivelazione”.