La domanda è stata posta da Libero, partendo dalla premessa logica che se la Sinistra vincesse alle prossime elezioni Nichi Vendola potrebbe avere un figlio. Tradotto in italiano: la Sinistra al governo riconoscerebbe le adozioni a favore delle coppie dello stesso sesso, quelle che nel lessico corrente si chiamano, molto impropriamente, adozioni gay.

La domanda è deficiente. Non perchè stupida, ma nel senso che difetta (dal latino deficere) di ogni elemento idoneo a valutarne la serietà.

Primo. La premessa è errata. La Sinistra non ha, ad oggi, alcuna intenzione di introdurre le adozioni gay. Nella fantapolitica con la quale Libero si distingue sempre, si immagina un governo presieduto da Vendola con una maggioranza del primo partito della Sinistra, il Pd. Il Pd ha come presidente Rosy Bindi, non dimentichiamolo, e come segretario Pierluigi Bersani, che ha promesso ai gay, per ora, solo le unioni alla tedesca, espressione tanto intelligibile quanto lo sono i maccheroni all’amatriciana o gli spaghetti alla puttanesca. Che non è matrimonio, non sono le adozioni, e forse non c’è nulla di più lontano dalle realtà di altri Paesi democratici vicini al nostro.

Libero agita dunque uno spauracchio per niente. Bersani non è David Cameron e la Bindi non è Barack Obama. Siamo in Italia.

Secondo. La domanda è capziosa, perchè fa leva sul senso comune dell’italiano medio – quello tecnicamente, ma pure volgarmente, chiamato “uomo della strada” – il quale immagina (con tanto di foto presente nell’articolo) Vendola col compagno al parco con in braccio due bambini. In questa immagine i giornalisti di Libero vedono questo: due gay (che schifo!) che si mostrano in pubblico (ma per carità!) vicino a dei bambini (oddio…) dei quali si prendono cura (terribile!). Il messaggio è subliminale, perchè evoca immagini sulle quali si può liberamente scatenare la fantasia dell’uomo della strada.

La domanda corretta, invece, sarebbe la seguente: cosa faresti se tu e la persona che ami e con la quale vuoi passare il resto della tua vita foste privati della possibilità di avere e di crescere dei figli?

Ovviamente, di una domanda simile non c’è traccia nel dibattito scatenato da LiberoChe poi si lamenta se piovono gli insulti.

Terzo. La domanda è posta malissimo. Chiedersi se dareste un figlio a qualcuno non ha alcun senso, e per fortuna non sono i sondaggi a decidere se una determinata persona è meritevole di svolgere il ruolo di madre o di padre. Chi stabilisce se si può essere dei buoni padri o delle buone madri? Il legislatore? Il governo? Con un Parlamento come il nostro, dominato da gente con famiglie allargate, bunga-bunga, relazioni extraconiugali o intraconiugali e con presidenti di regione dediti alla castità, di certo – qui sì – la società sarebbe destinata all’estinzione.

Quarto ed ultimo punto. Udite udite: esistono già coppie gay con dei figli. Sono le famiglie omogenitoriali, che esistono in tutti gli Stati occidentali e crescono dei figli che – udite udite di nuovo! – sono bambini felici e stanno benissimo. Chi non ci crede può guardare il video di Sach Wahls, un ragazzo ventenne che ha svolto un intervento presso il parlamento dell’Iowa: “Sono cresciuto in una con due mamme e sto benissimo“, spiega Zach. “E’ l’amore che ci lega a fare una famiglia“, non la politica!

Per fortuna.