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Strage a Denver, killer spara al cinema: 12 morti, anche alcuni bambini

Un 24enne alla prima di Batman si è travestito da "cattivo" del film, è entrato da un'uscita di sicurezza con un fucile e due pistole e ha aperto il fuoco sulla platea. E' stato arrestato all'uscita del parcheggio. Tra le vittime anche militari. Ci sono circa 50 feriti, il più piccolo di questi ha 3 mesi: "Mirava a chi scappava". Obama: "Sono scioccato"

Strage a Denver, killer spara al cinema: 12 morti, anche alcuni bambini

Si trasforma in una strage la prima mondiale dell’ultimo film di Batman, ‘The Dark Knight Rises’, il più cupo e cruento della serie: un uomo di 24 anni con una maschera antigas come quella del “cattivo” del film, è entrato in un cinema di Denver, in Colorado, nella proiezione di mezzanotte, e con un fucile e due pistole ha aperto il fuoco sulla platea. Sono rimaste uccise almeno 12 persone e tra queste un numero imprecisato di bambini. Altre 50 persone circa sono rimaste ferite: hanno un’età compresa fra i 3 mesi e i 45 anni. Al Medical Center di Aurora sarebbero state ricoverate 12 persone, di cui tre curate per esposizione a sostanze chimiche, ovvero al gas lacrimogeno usato dal killer. Fra i feriti anche un bambino di sei anni. 

Una sparatoria “tragica ed atroce” che ha “scioccato e rattristato” il presidente degli Stati Uniti Barack Obama e la moglie Michelle. Il candidato repubblicano Mitt Romney ha parlato invece di “violenza senza senso”.

L’irruzione al cinema. Il killer è James Holmes, 24 anni da compiere a dicembre, studente in medicina ritirato da pochi mesi, incensurato, segnalato solo per una multa. E’ stato arrestato dalla polizia nel parcheggio del cinema subito dopo aver compiuto la strage e ora è sotto interrogatorio. Era arrivato sul posto con la sua auto, che aveva lasciato nel parcheggio del cinema e che è stata perquisita dalle forze dell’ordine. Ha agito da solo e l’Fbi ha subito escluso legami con il terrorismo: secondo la ricostruzione della polizia, è entrato nel cinema Century 16 del quartiere di Aurora vestito di nero, con un giubbotto antiproiettile, un casco, la maschera antigas, ha aperto con un calcio la porta della sala dove era in corso la proiezione del film, ha prima gettato un fumogeno e poi ha aperto il fuoco. “Una raffica di colpi, tutti consecutivi, almeno 50-60”, ha raccontato un testimone. Un altro spettatore ha riferito che Holmes avrebbe sparato mirando in particolare a coloro che tentavano di scappare.

Tra i morti anche militari. Tra i morti e i feriti di Denver ci sono anche alcuni militari Usa, secondo quanto riferito dal portavoce del pentagono, George Little, sottolineando che non è ancora chiaro quanti militari siano rimasti coinvolti. Le indicazioni preliminari non indicano che Holmes fosse un militare. Jessica Ghawi, invece, è la prima vittima di cui si conosce l’identità. Era già scampata a una sparatoria all’Eaton Shopping Center di Toronto lo scorso 2 giugno. Si era trasferita da San Antonio, Texas a Denver l’anno scorso ed era un’aspirante cronista sportiva.

“Credevamo fossero gli effetti speciali”. Gli spettatori non si sono accorti subito della follia omicida che li aveva raggiunti, convinti che si trattasse di effetti speciali della pellicola: “Abbiamo sentito degli spari e un’esplosione, ma credevamo fosse il film, quando abbiamo visto che molte persone si alzavano e scappavano ci siamo alzati anche noi”, ha detto un testimone alla tv statunitense 9news.

La sala era piena e tutti i biglietti erano stati venduti. A pochi minuti dall’inizio del film il killer ha fatto irruzione in sala, e ha lanciato un fumogeno. Indossava giubbotto antiproiettile, casco e occhialoni scuri, maschera anti-gas simile a quella di Bane (tradotto nella versione italiana con ‘Flagello’), il personaggio “cattivo” del film. Ha aperto il fuoco all’impazzata quando il film era iniziato da circa 15 minuti e durante la sparatoria, mentre si era già scatenato il panico, il film continuava ad essere proiettato.

Per il timore di gesti emulativi e in forma precauzionale, ha spiegato la Nbc, il Dipartimento di polizia di New York ha annunciato che invierà degli agenti a presidiare i cinema dove si proietta l’ultimo episodio della saga dell’ “uomo pipistrello”.

Casa imbottita di esplosivi. Dopo essere stato fermato dalla polizia ha detto di avere dell’esplosivo custodito a casa, a circa 5 miglia dal cinema. In effetti durante la perquisizione sono ritrovati numerosi ordigni esplosivi. La polizia sta cercando di capire come disinnescare i materiali esplosivi e infiammabili che sono accatastati nella casa, che appaiono essere “molto sofisticati” e che potrebbero richiedere “diverse ore, se non giorni” per il disinnesco.

Columbine a 33 chilometri. Il luogo della strage si trova a 33 chilometri in linea d’aria da Littleton, sobborgo in cui si trova la Columbine High School, dove 13 anni fa avvenne un episodio analogo, poi ricostruito in un film di Michael Moore: due studenti aprirono il fuoco in un liceo, uccidendo 12 compagni e un insegnante. Si trattò di una delle tante tragedie senza senso avvenute negli ultimi anni negli Stati Uniti. 

Obama: “Non capiremo mai queste tragedie”. Nel pomeriggio Obama, che ha annullato alcune iniziative elettorali, ha parlato da Fort Myers dov’è rientrato anticipatamente: “Ci saranno altri giorni da dedicare alla politica. Questo è un giorno per pregare e riflettere”. “Non capiremo mai – ha aggiunto – perché accadono queste cose, sono tragedie senza senso, oltre ogni logica. Oggi abbiamo il cuore distrutto. L’unica cosa che capiamo è che la vita è un dono breve, un bene prezioso”. 

“Potremmo anche non capire mai cosa porti qualcuno a terrorizzare altre persone in questo modo – ha sottolineato il presidente americano – ma l’amministrazione farà tutti i passi necessari per sostenere la gente del Colorado”.

Il presidente degli Stati Uniti nel suo discorso alla nazione ha chiesto un minuto di silenzio non solo per le 12 persone morte, ma per tutte le vittime di episodi di violenza e ha però colto l’occasione per una riflessione sul senso della vita. “Sono morti madri, padri che amavano ed erano amati; mariti, mogli, fratelli, figli e figli che avevano speranze per il futuro e non si sono realizzate”. “Purtroppo – ha aggiunto – questa tragedia ci ricorda che la vita è molto fragile, che il nostro tempo qui è limitato e prezioso e che quello che è importante non sono le inezie che spesso ci distraggono, ma come scegliamo di trattarci l’uno con l’altro; e come ci amiamo. E alla fine del giorno quello che ricorderemo sarà quel che abbiamo fatto per gli altri”. Poi cita le figlie che vanno al cinema e dice: “Io e Michelle siamo fortunati a poterle abbracciare questa sera”. La strage di Denver, ha detto, “ci ricorda che siamo uniti come un’unica famiglia americana. Saremo qui come paese per le famiglie” delle vittime.

Bloomberg: “I candidati parlino chiaro sulle armi”. Il sindaco di New York, Michael Bloomberg, ha condannato la strage e ha attaccato i due candidati alle elezioni, Obama e Romney: “Devono dire cosa vogliono fare in merito alla violenza” afferma Bloomberg in un messaggio trasmesso via radio, riferendosi al mancato chiarimento della loro posizione in merito al porto di armi negli Stati Uniti. Le armi sono state finora un argomento tabù nella campagna elettorale.

Interrotte le promozioni del film. Dopo la strage di Denver è stata annullata la première di stasera a Parigi per presentare lo stesso film. Il red carpet e le interviste all’hotel Le Bristol per promuovere il film sono state annullate dalla Warner Bros. “Profondamente tristi” per uno “scioccante avvenimento” si sono detti la Warner Bros e tutto il cast tecnico e artistico del film. “Siamo profondamente rattristati – hanno sottolineato in una nota – nell’apprendere di questo scioccante avvenimento. Esprimiamo le nostre sincere condoglianze alle famiglie e a tutti i conoscenti delle vittime di questo tragico fatto”.


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