Fuori Ségolène, fuori Marine. Al di là del risultato generale delle elezioni politiche francesi (la vittoria della sinistra e, in particolare, la maggioranza assoluta dei seggi per i socialisti), sono queste le due grandi sorprese del secondo turno delle legislative d’oltralpe: il Front National, il partito di estrema destra, è riuscito a far eleggere almeno due deputati, ma resta fuori la sua leader, Marine Le Pen. Sul fronte dei socialisti, invece, nonostate un trionfo su scala nazionale, delusione per la sconfitta di Ségolène Royal.

Front National, una vittoria a metà. La Le Pen puo’ dirsi soddisfatta: grazie alla sua strategia di dédiabolisation, lo sdoganamento del proprio partito (abbandonando gli eccessi del padre, Jean-Marie), era riuscita a imporsi al terzo posto nella corsa delle presidenziali. Intanto l’Fn era diventato il terzo partito di Francia al primo turno delle legislative. una settimana fa. Ora Marine Le Pen centra un altro dei suoi obiettivi, uno dei più ambiti, che il Front sia rappresentato nella nuova Assemblea nazionale. Non succedeva dal lontano 1988. Stavolta, invece, nonostante venga ancora applicato un sistema di voto maggioritario a due turni (e che nessun altro partito abbia accettato di appoggiare i candidati della sua formazione ai ballottaggi), passano Marion Maréchal-Le Pen, appena 22 anni (sarà il deputato più giovane in aula), figlia di Yann, sorella di Marine, e nipote del patriarca Jean-Marie, e Gilbert Collard, avvocato, che l’anno scorso aveva deciso di presiedere il comitato di sostegno della Le Pen alle presidenziali, pur non aderendo al partito. E’ uno dei personaggi “nuovi” attirati dalla Le Pen nel suo ovile grazie alla dédiabolisation. Entrambi sono stati eletti nel Sud-Est. Un terzo deputato, Jacques Bompard, sindaco di Orange, della Ligue du Sud, dovrebbe allinearsi in Parlamento alle posizioni del Front. Resta, invece, esclusa la zarina in persona: a Hénin-Beaumont, nel Nord operaio e in crisi, sempre più attratto dall’estrema destra, la Le Pen è stata battuta per una manciata di voti dal socialista Philippe Kemel.

La delusione di Ségolène Royal. Ex candidata alle presidenziali del 2007 contro Nicolas Sarkozy ed ex compagna di François Hollande (e madre dei suoi quattro figli), si era presentata nella città atlantica della Rochelle, con una solida tradizione di sinistra. Peccato che, nei mesi scorsi, Olivier Falorni, un politico locale, insegnante di 40 anni, abbia deciso di uscire dal Partito socialista e di sfidarla, proprio per protestare contro il fatto che il partito avesse deciso di catapultare in loco una personalità non originaria della città. La vicenda è piombata al centro delle cronache azionali dopo che Valérie Trierweiler, la première dame, ha inviato un tweet appoggiando Falorni, che era sempre stato vicino a Hollande, prima di diventare dissidente. Falorni ha ottenuto il 62,97% dei consensi, perché è stato votato da molti elettori di destra ed estrema destra.

Trionfo della sinistra, destra nell’impasse. I socialisti hanno alla fine ottenuto la maggioranza assoluta nell’Assemblea nazionale con 300 seggi (per averla sono necessari 289). Era questa una delle incognite dell’elezione: la capacità del Partito socialista di governare da solo, senza dover ricorrere al sostegno di alleati, soprattutto il Front de gauche, l’estrema sinistra, che avrebbe potuto spostare sensibilmente l’asse della politica di Hollande. Con i piccoli gruppi di sinistra alleati del Ps (in particolare i radicali) si arriva a quota 315 deputati. Globalmente, incluendo anche i Verdi (che in realtà sono già presenti nel governo formato dal neopresidente) e il Front de gauche si giunge a un totale di 346. Che per Hollande è una quota incoraggiante, anche se non costituisce i 3/5 dell’Assemblea nazionale, il cui voto è necessario per far passare riforme costituzionali, come il diritto di voto agli stranieri alle elezioni municipali, uno dei cavalli di battaglia del Presidente socialista. Quanto all’Ump, il partito di centro-destra, ha ottenuto 226 deputati. E ha visto battuti svariati baroni di questa formazione politica, già vicini a Sarkozy. Come Claude Guéant, ex ministro degli Interni, famoso per le sue battaglie contro gli immigrati. O Nadine Morano, anche lei ex ministro, che in maniera più o meno ambigua ha cercato di ottenere durante la campagna l’appoggio degli elettori del Front national. Ma non le è servito a nulla.