Dopo due lunghi anni di qualificazioni e amichevoli, con la gara tra Polonia e Grecia inizia oggi il 14esimo Europeo della storia del calcio. Si svolgerà tra Polonia e Ucraina, anche se i giocatori ne avrebbero fatto volentieri a meno dopo una stagione lunga e logorante. D’altronde, dopo 9 mesi molto intensi di competizioni, si rischia di arrivare con il fiato corto proprio alla manifestazione più importante dell’anno. Se n’è accorta l’Italia di Cesare Prandelli che, nell’unica amichevole pre-Euro 2012, è finita ko a Zurigo contro la tutt’altro che irresistibile Russia.

In pole position: Spagna, Germania e Olanda
Per fortuna il cittì azzurro ha avuto diversi giorni per cambiare le carte in tavola ed aggiustare un giocattolo ancora difettoso e ne avrà ancora fino al all’esordio di domenica contro la Spagna. La vera prova del nove al primo giorno di scuola visto che l’avversario non è uno qualsiasi, bensì la squadra campione d’Europa e del Mondo in carica, che tra Danzica, Varsavia e Kiev cercherà di centrare un trittico mai riuscito nella storia del calcio.

Gli azzurri sono stati inseriti in uno dei gironi più difficili della manifestazione, secondo solo a quello che annovera Olanda, Germania, Portogallo e Danimarca. L’Irlanda di Giovanni Trapattoni, l’allenatore più vecchio della competizione con i suoi 73 anni e la Croazia di Slaven Bilic sono le altre due squadre che completano il quadro del ‘nostro’ Gruppo C. Superfluo dire che secondo gli addetti ai lavori e i bookmakers la vincitrice del torneo sarà certamente la squadra di Del Bosque. Tutto il mondo si aspetta di vedere gli iberici sollevare la coppa il primo luglio a Kiev davanti a Michel Platini, visto che hanno dominato il calcio europeo negli ultimi tempi: anche quest’anno ben cinque squadre ispaniche sono arrivate alla fase finale di Champions ed Europa League. Quindi la vittoria della ‘Roja‘ sarebbe pressoché scontata, nonostante le assenze per infortunio di Puyol e David Villa.

L’Olanda di Van Marwjik, anche in virtù del trio d’attacco Van PersieHuntelaar Luuk De Jong (un tridente che ha realizzato 115 gol in stagione) è la squadra che può insidiare veramente da vicino i campioni, ma ciononostante non occupa la seconda posizione tra le preferenze di chi fornisce le quote degli scommettitori. La seconda piazza è della Germania. Una squadra mai doma, da sempre tosta e cinica, che non stecca quasi mai ed è stata capace, negli ultimi dieci anni, di arrivare due volte in finale e in semifinale, pur senza mai alzare un trofeo.

In seconda fila: Francia, Inghilterra e Italia
Poi, a ruota, ci sono le solite note: Francia, Inghilterra e Italia. I ‘bleus’ sono ancora un cantiere aperto e dipendono troppo dall’umore di Frank Ribery, immarcabile quando è in giornata. La disastrosa gestione Domenech ha gettato nella depressione cronica tutto il movimento e Laurent Blanc sta facendo anche il lavoro dello psicologo. I ‘leoni’, invece, finita l’era Capello, hanno abbracciato Roy Hodgson. Difficile passare dal caratteraccio di Don Fabio all’atteggiamento accomodante dell’ ex allenatore dell’Inter. Oltretutto le assenze di Lampard, infortunato, e di Rooney, che dovrà saltare per squalifica i primi due match, peseranno tantissimo. L’Italia – sesta in classifica per gli allibratori – è invece reduce dalla debàcle del “Lippi-bis” e non si trova in un buon momento per via di defezioni e polemiche sul calciooscommesse: difficile trovare immediatamente la quadra. Orfana di Giuseppe Rossi, le speranze azzurre sono riposte in Cassano e Balotelli, sperando che il primo, capocannoniere azzurro con 6 reti nelle qualificazioni, abbia smaltito a tempo di record il problema al cuore e che Supermario lasci a casa le bravate che l’hanno reso tristemente noto in tutto il Mondo.

Le outsider: Portogallo, Russia e le squadre ospitanti
Ma le outsiders? Una su tutte: il Portogallo, che grazie a Paulo Bento non è più Ronaldo dipendente; ma anche la Russia della ‘volpe’ Advocaat, autentico giramondo e trainer scafato. Le altre, sinceramente, non hanno le carte in tavola per stupire a cominciare dalle due squadre ospitanti, Polonia e Ucraina del solito Shevchenko, fino ad arrivare alla Danimarca e alla Grecia. Ma anche la Svezia non convince: continua a dipendere troppo da Ibrahimovic, scarsamente decisivo quando veste la maglia del suo Paese.

Giovani campioni crescono
Ma la cosa bella è che questo Europeo verrà ricordato anche come il più “young” dell’ultimo decennio. Tantissimi i ragazzi “terribili” nati negli anni Novanta che si affacciano per la prima volta ad una manifestazione di questo tipo. Attenzione ai polacchi Blaszczykowki, Piszczek e Sobiech; ai greci Ninis e Papadopulos; al russo Dzagoev; agli olandesi Willems e Strootman; al danese Eriksen; ai tedeschi Reus, Kroos, Gundogan e Gotze e al bomber portoghese Nelson Olivera. Riflettori puntati anche sull’irlandese Mc Clean, sull’ucraino Garmash, sullo svedese Elm, sul francese M’Vila e sugli inglesi Phil Jones, Wellbeck e Chamberlain. Tutti giocatori tra i 18 e i 23 anni, pronti in rampa di lancio. L’eccezione, ovviamente, è rappresentata dall’Italia, che non crede troppo nei giovani, ad eccezione di Balotelli. Ma questo è l’annoso problema che la nostra Federcalcio si trascina da troppo tempo e che non sembra intenzionata a risolvere a breve.

Le sfide più suggestive del torneo
Tanti gli incroci in questo Euro 2012, tante le sfide suggestive. Ovvio che attorno alla Spagna ruotino la stragrande maggioranza dei confronti affascinanti. Per esempio Spagna-Italia di domenica 10 giugno, che sarà vissuto come una sorta di remake degli Europei del 2008. In quell’occasione gli iberici, che poi si laurearono campioni d’Europa, eliminarono gli azzurri ai calci di rigore nei quarti di finale. Ma ancor più voglia di rivalsa nei confronti della ‘Roja’ ce l’avrà la Germania che, nella stessa edizione, fu sconfitta in finale. Due anni dopo, ai mondiali in Sudafrica, le furie rosse eliminarono i tedeschi in semifinale.

Anche Italia-Irlanda sarà un match molto affascinante. Non soltanto perché dall’altra parte della barricata ci sarà quel vecchio “volpone” di Giovanni Trapattoni, ma perché molto probabilmente sarà un match decisivo per le sorti di entrambe le compagini. Essendo l’ultima gara del Girone C, determinerà il passaggio del turno di una delle due, dando per scontato che prima arriverà la squadra di Del Bosque (ma i pronostici sono fatti per essere smentiti). Saranno 90 minuti molto strani. Una sorta di “Italia contro Italia”, passato contro presente, maestro contro allievo Trapattoni contro Prandelli.

Ma lo stesso Trap non vede l’ora di affrontare la Croazia per vendicare la sconfitta patita ai Mondiali asiatici del 2002, quando lui era sulla panchina dell’Italia. Quel ko nel secondo match del Girone G (finì 2-1 per i croati) aprì delle crepe evidentissime nella squadra azzurra che riuscì a qualificarsi agli ottavi di finale grazie al brutto pareggio (1-1) contro il Messico e all’inaspettato ko della stessa Croazia contro il già eliminato Ecuador. Quella squadra fu poi eliminata al turno successivo dall’arbitro Moreno, che permise alla Corea del Sud di avanzare. Anche Danimarca-Germania sarà una riedizione, questa volta ai gironi, della finalissima di 20 anni fa che vide i danesi alzare inaspettatamente la coppa. Ma occhio anche a Russia-Ucraina. I russi vogliono finire a tutti i costi davanti ai padroni di casa vista la storica rivalità sempre più accesa negli ultimi anni.

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