Leggo gli strabilianti dati del Movimento 5 Stelle al Nord, la sorprendente vittoria di Federico Pizzarotti a Parma, i numeri a due cifre raggiunti nel cuore dell’Emilia. E sono contento, perché i successi dei grillini rappresentano un salutare scossone contro la politica dei politici di professione, contro i partiti che lottizzano tutto il lottizzabile, contro una classe dirigente composta sempre dalle stesse facce.

Ecco. Qualcuno sa spiegarmi perché proprio al Sud, inquinato fino al midollo da una casta di politici voltagabbana e di collusi con la criminalità organizzata, dove clientele e sprechi hanno fatto scempio dei conti pubblici e dove maggiore dovrebbe essere l’istanza di rinnovamento, di ricambio di persone e di programmi, i grillini stentano a decollare? Al di sotto di Roma sono riusciti a fare eleggere un solo consigliere comunale, il candidato sindaco di San Giorgio a Cremano (Napoli) Danilo Cascone, il cui 6,59% è un risultato interessante, ma è poca cosa rispetto ai consensi ottenuti dal M5S nel settentrione.

Scarsa qualità delle candidature? Non credo. Conosco personalmente molti degli esponenti napoletani del movimento. Si tratta per lo più di persone preparate, competenti e documentate, ben radicate sui rispettivi territori.

Poca diffusione della banda larga, che penalizzerebbe un movimento le cui idee circolano principalmente su Internet? Mah, ormai è possibile disporre di un 1 MB di connessione quasi ovunque, questa tesi sembra poco fondata, inesatta o comunque riduttiva.

Un’economia fondata qui più che altrove sul sostegno del ‘pubblico’ e quindi della ‘politica’, che rende particolarmente difficile lo svincolo dell’elettore dal cacicco di riferimento geografico e partitito? Se ne potrebbe discutere. Ma senza dimenticare che ormai gli enti pubblici pagano fornitori e aziende con ritardi siderali, hanno accumulato debiti vertiginosi e nessun politico può promettere una rapida inversione del trend. Controllare comuni, province e regioni non garantisce più il controllo di centri di spesa capaci, da soli, di assicurare consenso. Semplicemente perché non si può più spendere e spandere, quei tempi sono finiti.

Quindi al Sud è impossibile cambiare? Non è affatto vero e la entusiasmante vittoria dell’anno scorso a Napoli di Luigi de Magistris ne è la prova.

Allora perché il M5S non vince anche nel meridione? Qualcuno ha una risposta?