Una brutta tegola si abbatte sulla Juventus, da stasera in ritiro a Vinovo per preparare la finale di Coppa Italia in programma domani a Roma contro il Napoli. Il suo tecnico Antonio Conte è stato tirato in ballo dal pentito Carobbio per due partite della scorsa stagione, quando entrambi erano a Siena. L’accusa è da brivido, non si tratterebbe di una ‘banale’ omessa denuncia ma di un vero e proprio ‘doppio illecito’ sportivo. Questo almeno è quanto emerge dalle 8 pagine del verbale dedicate a Carobbio e risultanti dagli interrogatori e dalle deposizione rilasciate dall’ex giocatore del Siena (ora allo Spezia) sia alla Procura della Repubblica di Cremona sia lo scorso 29 febbraio agli 007 della Procura Federale di Palazzi.

La posizione del Siena è più leggera nel primo troncone di processi, che – è stato ufficializzato ieri – comincerà il 31 maggio nell’aula dell’Hotel Parco dei Principi a Roma e le cui sentenze sono previste a metà giugno, dopo i playoff e i playout della Serie B . Nel primo troncone, che coinvolge 22 squadre (tre di Serie A: Atalanta, Siena e Novara) e 61 tesserati, il Siena dovrà rispondere ‘solo’ di responsabilità oggettiva per l’associazione finalizzata alla commissione di illeciti da parte di Carobbio, suo tesserato al momento di commettere gli illeciti.

Le accuse di Carobbio a Conte e alla società saranno invece inserite nel secondo troncone di processi: quello che riguarderà anche la Serie A e che si baserà anche sugli atti provenienti dalla procure di Napoli e Bari, i cui deferimenti arriveranno a fine giugno e le sentenze entro fine luglio. Questo ‘doppio processo’ è dovuto proprio al fatto che Palazzi vuole prima sentire l’ex tecnico Conte, impegnato fino ad ora nella lotta scudetto e in Coppa Italia, e il presidente Mezzaroma, la cui audizione prevista ad aprile è stata posticipata a fine maggio per motivi di salute. Entrambi saranno sentiti entro la fine del mese dal procuratore federale, lì dovranno rispondere delle accuse gravissime di Carobbio, ritenuto ‘credibile’ da entrambe le procure.

Due le partite incriminate, entrambe della Serie B 2010-11. La prima è Novara-Siena 2-2 del 30 aprile 2011, al cui proposito Carobbio denuncia: “Ci fu un accordo per far finire la gara in parità, e in effetti ne parlammo anche durante la riunione tecnica. Eravamo tutti consapevoli del risultato concordato, soprattutto al fine di comportarci di conseguenza durante la sfida. Lo stesso allenatore, Antonio Conte, ci disse che potevamo stare tranquilli in quanto avevamo raggiunto l’accordo con il Novara (…) l’accordo è stato comunicato a tutti”. Al proposito Carobbio racconta anche di un incontro nel ritiro del Siena tra Drascek del Novara e Vitiello e poi di una conferma dell’accordo in campo tra lui e due avversari: Bertani e Gheller.

La seconda combine emersa dai verbali di Carobbio riguarda invece la partita dell’ultima giornata di campionato di Serie B tra AlbinoLeffe e Siena, disputatasi il 29 maggio con il Siena già promosso e i lombardi bisognosi di punti per evitare la retrocessione e disputare i playout e terminata con il risultato di 1-0 a favore dei lombardi. Qui le confessioni di Carobbio sono ancor più circostanziate e tirano in ballo anche i vertici societari. Il primo contatto per commettere l’illecito risale al termine della partita di andata (8 gennaio 2011, vittoria del Siena per 2-1). Nelle parole di Carobbio: “L’allenatore in seconda Stellini (il vice di Conte, anche lui quest’anno alla Juventus, ndr), chiese a me e a Terzi di contattare qualcuno degli avversari per prendere accordi sulla partita del ritorno, in modo da lasciare i punti a chi ne avesse maggiormente bisogno”.

L’accordo vero e proprio si consuma a ridosso del match di ritorno: “Nel tardo pomeriggio, o in serata, del giorno prima della gara AlbinoLeffe-Siena del 29 maggio, ci fu un ulteriore incontro fuori dal nostro albergo del ritiro (…) Vennero Sala, Passoni e Poloni, collaboratore tecnico dell’AlbinoLeffe, che s’incontrarono con me, Nando Coppola e un altro del Siena che non ricordo – racconta Carobbio – In quell’occasione ci accordammo per dare i punti all’AlbinoLeffe (…) ma chiedemmo di limitare la sconfitta a un solo gol di scarto, possibilmente 1-0. Sia per cercare di mantenere la miglior difesa, sia per evitare clamori per un risultato eclatante. In settimana si parlò molto tra società, calciatori e allenatore sull’accordo raggiunto (…) Alla fine fummo tutti d’accordo, squadra e allenatore, nel lasciare la vittoria all’AlbinoLeffe”.

Dai verbali, Carobbio risulta estremamente chiaro sul coinvolgimento del tecnico e della società: “Alla riunione tecnica partecipavano l’allenatore, il vice, il preparatore dei portieri e il collaboratore. E’ evidente che la società fosse al corrente degli accordi. Tutte le componenti partecipavano a questi discorsi. Ricordo di averne anche parlato con Daniele Faggiano, che è un dirigente, braccio destro di Perinetti (fino a pochi giorni fa direttore sportivo del Siena, da poco approdato al Palermo (ndr)”. Fin qui le accuse del giocatore. Altro saranno i processi e le sentenze, sportive ed eventualmente penali. Attenzione però, nella giustizia sportiva il processo è inquisitorio, ovvero l’onere della prova a sua discolpa spetta all’imputato. Vedremo cosa risulterà dalle dichiarazioni di Conte davanti a Palazzi e dal dibattimento in aula. L’estate del pallone si preannuncia bollente.