Ci ha salutati il giorno dopo il 25 aprile Didala Ghilarducci. Nella sua Viareggio. A 90 anni la “Partigiana per amore” (titolo del suo libro per Marco del Bucchia Editore nel 2007) è volata più in alto delle sue montagne, poche ore dopo esser salita, per celebrare la Liberazione, ancora una volta fino a Sant’Anna di Stazzema, dove il 12 agosto 1944 si è consumata una delle più feroci stragi naziste sul suolo italiano: trucidati 560 innocenti, tra i quali una bambina di appena 20 giorni, Anna Pardini.

Suo marito Ciro Bertini, per tutti i compagni semplicemente “Chittò”, trovò la morte per mano nazista sempre nell’agosto del ’44: Chittò era in perlustrazione nel territorio di Massarosa, insieme ai compagni partigiani Giancarlo Taddei, Ciro Bertini e Gustavo Rontani. L’agguato di un gruppo di Ss gli fu fatale. Insieme a Taddei finì così la Resistenza di Chittò.

Lei, la partigiana per amore Didala aveva seguito Chittò sulle Apuane, con il figlio Riccardo, nato da soli pochi giorni, già nel 1943. Accudiva un neonato e faceva la staffetta partigiana, nella Brigata Garibaldi. Dopo la morte del marito Didala è diventata una dei custodi di quei giorni, di quel terribile agosto 1944, non si è mai stancata, è stata eletta consigliere comunale a Viareggio e presidente della sezione Anpi.

Ciao Didala, partigiana per amore. Partigiana per tutti noi.

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