Il numero degli esodati “è di circa 65mila e pertanto l’importo finanziario individuato dalla riforma delle pensioni, attuata col decreto Salva Italia, è adeguato a corrispondere a tutte le esigenze senza dover ricorrere a risorse aggiuntive”. Il ministero del Lavoro affida a una nota la stima dei lavoratori senza lavoro e senza pensione, rimasti nel “limbo” a causa della riforma Fornero: “Si è data così risposta a un ingiustificato allarmismo”. Ma nonostante questa puntualizzazione, la battaglia delle cifre continua. A pochi minuti dall’annuncio, i sindacati vanno all’attacco e, citando le stime fornite mercoledì dall’Inps, parlano di un numero ben superiore di interessati. E dai banchi parlamentari del Pd si alza la richiesta di riaprire il tavolo del lavoro.

IL GOVERNO: “INGIUSTIFICATO ALLARMISMO” – “Sono definiti “esodati” i lavoratori in prossimità del pensionamento che hanno accettato incentivi, appunto, all’esodo, ma che, per effetto delle nuove regole previdenziali, si sono trovati senza il diritto alla pensione. “L’importo accantonato – puntualizza il ministero in una nota – era il frutto di stime prudenziali che hanno reso possibile includere anche quanti, successivamente introdotti da emendamenti parlamentari al decreto Milleproroghe, non erano compresi nella platea originariamente prevista. Il Ministro Elsa Fornero “ha voluto che il controllo dei dati fosse scrupoloso e preciso, una stima che ha quindi richiesto un’analisi di dettaglio molto puntuale e un tempo relativamente lungo che può aver alimentato preoccupazione. Si è data così risposta a una situazione di comprensibile ansia per migliaia di persone, fugando un ingiustificato allarmismo”. Sulla base di tutto ciò, si procederà nelle prossime settimane all’emanazione del previsto decreto ministeriale”.  Il ministero del Lavoro definisce quindi “allarmistiche” le cifre circolate nei giorni scorsi, smentendo, di fatto, anche la stessa Inps: “Proprio per rispetto verso queste persone il ministro Fornero ha voluto che il controllo dei dati fosse scrupoloso e preciso, una stima che ha quindi richiesto un’analisi di dettaglio molto puntuale e un tempo relativamente lungo che può aver alimentato preoccupazione”.

CGIL, CISL E UIL: “NUMERI SBALLATI” – I sindacati, che venerdì scendono in piazza proprio per chiedere una soluzione “vera” al problema, contestano i dati. Spingendosi, con la Cgil, a definire le cifre del ministero sballate: “Il governo – afferma Vera Lamonica – scherza con il fuoco. Il dubbio è che con queste cifre si voglia nascondere la vera entità del fenomeno e non si voglia risolvere il problema per non ammettere di aver fatto una riforma delle pensioni sbagliata e superficiale. E’ anche ben strano infatti che proprio ieri l’Inps, in sede di commissione parlamentare, abbia dato una cifra molto diversa (130 mila) di quella fornita oggi dal ministero“. Anche il segretario della Cisl Raffaele Bonanni respinge i dati: “Gli esodati sono decine di migliaia in più rispetto a quanto dichiarato dal governo”. La Uil parla di “gioco dell’oca” del ministero.

PD: “DATI IMPROBABILI, SI RIAPRA IL TAVOLO” – Oltre al mondo sindacale, anche in Parlamento c’è chi contesta le cifre ufficiali. L’ex ministro del Lavoro Cesare Damiano (Pd) parla di “dati improbabili” e aggiunge: “Vorremmo ricordare che i problemi riguardano i lavoratori posti in mobilità, coloro che si sono licenziati individualmente, oltre ai cosiddetti esodati delle grandi imprese. E’ opportuno che il governo apra immediatamente un tavolo di confronto con i sindacati e fornisca nel dettaglio tutti i numeri. Pretendiamo che il governo risolva queste situazioni mano a mano che si presentano. Si mettano a disposizione le risorse che si renderanno necessarie attraverso una clausola di rifinanziamento automatico, nel caso in cui quelle stanziate non fossero sufficienti. Ma non è certo possibile lasciare i lavoratori nell’incertezza”. Una parlamentare Pd che fa parte della commissione Lavoro della Camera, Lucia Codurelli, conferma: ”Le dichiarazioni del ministro Fornero sul numero degli esodati mi lasciano alquanto perplessa, ma se fossero veri, ci si chiede perché si è drammatizzato sino ad ora. Purtroppo penso che non lo siano, visto i numeri presentati ieri in audizione in commissione dal direttore dell’Inps”.