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Alessandro Ferretti
Ricercatore universitario

Università, al sondaggio vota anche Napoleone

E’ partita da poco la consultazione sul valore legale della laurea, e già il ministero di Francesco Profumo canta vittoria: ventimila iscrizioni al voto in quattro giorni. In effetti, numeri simili sono un’enormità per una questione che appassiona ben pochi. Vado alla pagina del Miur e scopro che su ventimila iscritti, ben 9.000 hanno cliccato “mi piace” su Facebook. Un record da fare invidia a Justin Bieber!

Inserisco codice fiscale e indirizzo email e dopo un istante arriva la password. Mi imbatto in quesiti complicati: lo stesso sito avverte che “per compilare interamente il Questionario, servendosi degli spunti di approfondimento e del glossario, serve approssimativamente 1 ora.” Tempo sicuramente ben speso: la sapida tendenziosità di alcuni passaggi merita un post a parte. Comunque, una volta studiate le risposte, la compilazione vera e propria si fa in un baleno.

Mi viene la curiosità di studiare il sistema di registrazione al questionario. Ci sono dei blocchi o dei controlli? Si può votare più volte? Cerco  un provider di email e un calcolatore di codici fiscali e comincio dalla beneamata Elsa “se famo du spaghi” Fornero. Avrà già votato? Il sito Miur senza esitare mi fornisce la password e mi accoglie con un “benvenuto” che denota una scarsa attenzione alle questioni di genere, tanto care alla ministra.

Mi viene voglia di essere il ministro di me stesso e provo ad impersonare Profumo. Calcolo il codice fiscale, apro una nuova casella email et voilà: non ho neanche dovuto resettare i cookies. Anche Profumo non ha ancora votato: potrei farlo io a suo nome, ma non sono certo che ne sarebbe contento. Provo allora con mio figlio: scrivo il codice ed eccomi abilitato. Il fatto che abbia appena compiuto due anni non turba affatto il sito del Miur, che evidentemente lo conosce bene e quindi lo ritiene già maturo per esprimersi su questioni complesse.

E se volessi far partecipare qualcuno che ha lasciato questa terra? Provo con Francesco Cossiga, grande estimatore di studenti e docenti: anche qui un bel “benvenuto” mi accoglie senza sospetti. Ma Cossiga è mancato da solo due anni: magari non hanno aggiornato i database. La situazione sta diventando surreale e mi viene in mente Rino Gaetano, che ci ha lasciati nel 1981: per il sito del MIUR è vivo e vegeto, tanto che mi sembra di sentirlo cantare.

Colto da emozione, mi gioco Napoleone Bonaparte, BNPNLN69M15Z110Z: la password arriva rapidissima a stretto giro, e provo l’ebbrezza di far votare un imperatore. Ma perchè limitarsi? Inserisco PPRNNN43P67Z404X ed eccomi a votare a nome di una tenera vecchina di campagna che allieta i suoi nipotini con antica saggezza e torte strepitose… Nonna Papera, ovviamente!

Con un sistema di accreditamento così accomodante si può fare di tutto. In un’ora puoi votare per 20: da fare invidia ad Arturo Brachetti e alla mafia dei corleonesi. Sono colto da una fantavisione: mi appare uno qualunque dei tanti riccastri che hanno da guadagnare dalla competizione darwiniana tra atenei.  Tira fuori diecimila euro dal taschino e assolda per 1000 ore un gruppo di informatici di un sobborgo di Hyderabad, che cominciano a cliccare come dannati…

Il cane del vicino abbaia ed esco dalla trance. Per fortuna, queste cose in Italia non possono succedere. Sarebbe semplicemente assurdo: quasi quanto decidere del futuro dell’università in base ai risultati di un sondaggio che ha meno controlli del Club di Topolino!


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