Un esposto alla Procura di Roma e una reazione scatenatissima in conferenza stampa per rispondere alle accuse sul caso Lusi. Francesco Rutelli l’aveva detto prima di incontrare il pm di Roma Alberto Caperna: “Sono qui e sono arrabbiatissimo”. E così ha risposto a tutte le contestazioni, in particolare quelle mosse in un’anticipazione dell’Espresso, che ha svelato che una fondazione che fa capo a Rutelli, il Centro per un futuro sostenibile, aveva ricevuto 886 mila euro provenienti dai fondi della Margherita, con una serie di bonifici disposti dall’allora tesoriere Luigi Lusi, indagato per appropriazione indebita. In un successivo comunicato, l’ex sindaco di Roma ha confermato i versamenti, definendoli “regolari” e ha accusato Lusi di essere stato la fonte dell’Espresso, con l’obiettivo di “depistare” le indagini.

Oggi intanto il gip di Roma ha convalidato il sequestro di sei immobili e di due milioni di euro riconducibili a Lusi effettuato l’8 marzo scorso. I sigilli erano stati apposti a cinque appartamenti nel comune di Capistrello (L’Aquila) e ad una villa ad Ariccia che risulta assegnata in usufrutto alla nipote dell’ex tesoriere della Margherita. I due milioni di euro sono invece stati rintracciati su conti aperti alla Allianz Bank.

Dopo un’ora di colloquio con il pm Caperna, Rutelli ha riferito ai cronisti il contenuto dell’esposto: “Ho presentato un esposto-denuncia di quattro pagine contro Luigi Lusi, dal contenuto molto forte, perché evidenzio una serie di fattispecie, credo molto interessanti, affinché la Procura approfondisca il profilo criminale dell’indagato”. Rutelli ha di nuovo messo l’accento su “tutte le esternazioni e gli atteggiamenti di inquinamento e depistaggio di Lusi”. La cosa che dà più fastidio, ha aggiunto l’esponente politico, “è che si prendano dei punti, qualcuno vero, qualcuno più forzato, e che si compiano da parte di qualcuno dei reati. C’è un conto corrente bancario, e certamente Lusi è a conoscenza dei bonifici, ma chi è a conoscenza delle uscite? Insomma, qualcuno è entrato nel conto corrente, e si tratta di capire chi lo ha fatto”.

“Contro di me una manica di cazzate”. Rutelli, in una conferenza stampa di oltre 2 ore, in certi momenti perde anche le staffe: “Su di me avete scritto una manicadi cazzate!” sbotta contro i giornalisti dell’Espresso, che lo incalzavano sulla somma di 150 mila euro passati dalla fondazione Cfs, finanziata dalla Margherita e presieduta da Rutelli, all’Api. “Quando leggerete i bilanci – ha aggiunto Rutelli – vi toglierete il cappello”. Rutelli spiega di aver consegnato ai magistrati, che hanno indagato il tesoriere Luigi Lusi, “tutti i bonifici e gli estratti conti, nessun partito ha consegnato mai tutta la sua documentazione contabile. La Lega arrivò fino alla Corte Costituzionale per impedire che alcuni documenti conservati a via Bellerio fossero acquisiti dagli inquirenti”.

“Intrusione illecita nei dati bancari”. “Si segnala che, nel caso riguardante il sottoscritto ignoti hanno esercitato un’intrusione illecita nei dati di movimentazioni bancarie il cui accesso non è disponibile al pubblico” prosegue Rutelli. “Se, infatti, i finanziamenti in entrata al conto corrente del Cfs sono certamente noti al Lusi e i suoi eventuali accoliti, non è questo il caso di movimenti in uscita pubblicati dall’Espresso.

“Da Lusi depistaggio e inquinamento”. “Le cifre erogate, come per tutte le altre associazioni, fondazioni, istituti, scuole di formazione, figurano nella contabilità e nei bilanci approvati” spiega Rutelli. Riferendosi alle erogazioni di somme destinate, come riportato dall’Espresso, al “Centro per un futuro sostenibile”, sottolinea che “l’attività di tale Fondazione è perfettamente regolare; che è seria e qualificata in campo ambientale, con adesione di parlamentari di tutti gli schieramenti politici e scienziati, accademici ed economisti di rango”. Per l’ex leader della Margherita è dunque “in atto una azione di depistaggio e inquinamento dell’indagine che va certamente ascritta a Luigi Lusi”. “Chiare evidenze – si legge nell’esposto – peraltro collegate ad esplicite pubbliche esternazioni di Lusi, indicano la fonte di successive forniture di documenti ed informazioni ai mezzi di comunicazione nello stesso indagato, come già indicato nel Decreto di sequestro preventivo dell’8 marzo scorso”.

“Campagna anti-politica che valorizza i racconti di un ladro”. Per Rutelli ”tale comportamento di straordinaria, inaudita gravità è attivo in tutte le fasi della vicenda. Da quelle prodromiche quando Lusi avrebbe segnalato (il sottoscritto l’ha appreso solo dopo l’esplosione del caso) un finanziamento di 4 milioni di euro per l’ onorevole Dario Franceschini, poi smentito dall’interessato; alla diffusione di allusioni e riferimenti a documenti riguardanti il sindaco Matteo Renzi e, successivamente, l’onorevole Enzo Bianco; sino all’indecente espressione ‘tutti sapevano’ (oggetto di specifica azione giudiziaria già attivata dalla parte offesa in sede civile) e alla minaccia di ‘far saltare il centrosinistra’ e alla diffusione, nella giornata di ieri, di notizie riguardanti l’attività della Fondazione Centro per un Futuro Sostenibile, da me presieduta”. Secondo l’ex presidente della Margherita “lo scopo di Lusi è evidente: provare a distrarre l’attenzione dell’opinione pubblica dall’indagine che lo inchioda alle sue responsabilità utilizzando una campagna anti-politica che tende a valorizzare persino i racconti di un ladro, nello spingersi a colpire l’onorabilità di personalità politiche integre, oneste, corrette”.

“Lusi diceva: non lascerò un debito”. “La determinazione e l’elevatissima capacità criminale del Lusi non possono più sorprendere chi, come il sottoscritto, gli aveva purtroppo assegnato la propria completa fiducia personale, politica ed amministrativa” dice Rutelli di Lusi. Per l’ex sindaco di Roma “di tale capacità fa parte la dissimulazione assoluta dell’ex-dirigente scout e, successivamente, magistrato onorario; dell’amministratore arcigno e dal cattivo carattere che giurava non avrebbe mai lasciato un euro di debito e più volte minacciava le dimissioni in caso di dubbi sulla sua capacità”. Rutelli scrive, inoltre, che “analoga fiducia era a lui rivolta in seno al Partito Democratico (non avendo egli seguito il sottoscritto nell’iniziativa politica di Alleanza per l’Italia), che gli aveva assegnato importanti incarichi parlamentari, sino alla rappresentanza nella Giunta delle elezioni e le immunità parlamentari (da cui, nonostante i solenni annunci, risulta peraltro il Lusi non si sia ancora dimesso), oltre che nel sottoscrivere il contratto di sublocazione della sede nazionale del Partito e, tra l’altro, adottare la collaborazione dello stesso studio di commercialisti”.

“Neanche un euro all’Api”. “Non un euro è andato dalla Margherita all’Api. La Margherita ha devoluto 1,126 milioni alla fondazione Cfs, ma in questo non vedo nulla di male. I 284mila euro transitati dalla fondazione all’Api erano soldi di miei sostenitori che solo per motivi contabili sono transitati prima nella fondazione” dice Rutelli. “Ho chiesto ai membri del Cfs di sospendere la mia attività finchè Lusi non sia condannato” ha aggiunto. L’ex leader della Margherita usa toni molto duri: ”Oggi ho presentato un esposto-denuncia in Procura per dimostrare in modo articolato che l’attività criminale di Lusi sta continuando con tentativi di intimidazione e minacce che servono a completare la strategia criminale. Siamo di fronte ad un gigantesco furto ai danni di un partito di persone perbene che aveva dentro di sè un cancro”. Di contro “sei milioni della Margherita sono andati ad associazioni, a fondazioni e per finanziare campagne di candidati di tutte le aree politiche. Ma la stessa situazione vale per altri partiti non più attivi come i Ds, Fi e An. Perchè non rivolgete la stessa domanda anche a loro o a partiti che sono stati buttati fuori dal Parlamento?”. E comunque anche dopo il 2008 “in modo legittimo tutte le aree politiche della Margherita si riferivano naturaliter al tesoriere”.

“I bilanci dei partiti falsificabili”. “Così come sono fatti i bilanci dei partiti sono facilmente falsificabili” ammette il leader dell’Api che ricorda di essersi “battuto per la trasparenza dei bilanci dei partiti per tutta la vita, dai tempi dei Radicali”. Rutelli ha spiegato che Lusi è riuscito a distrarre quelle somme dai bilanci del partito anche grazie a “un meccanismo del finanziamento pubblico, in cui ci sono modalità “lasche, molto lasche” di controllo. Per questo Rutelli ha annunciato di aver depositato un ddl in Senato con tutto il Terzo polo per “rendere quei meccanismi più stringenti”.

“Possibili altri complici, non politici”. ”Adesso noi calcoliamo che siano circa 23 milioni i soldi rubati da Lusi con la sua strategia criminale. I magistrati stanno indagando ed è possibile che emergano altre persone non politiche che hanno collaborato con Lusi”. Rutelli, insomma, si definisce “vittima del raggiro” dell’ex tesoriere della Margherita. “Il nostro obiettivo – sostiene Rutelli – è recuperare tutto il maltolto, anche i soldi di una causa civile per diffamazione”.

“Assemblea della Margherita a giugno”. L’ex ministro spiega che “non convochiamo l’assemblea della Margherita perchè non abbiamo i bilanci o meglio quello che c’è ora è un bilancio truccato da chi ci ha derubato. I pm hanno dato l’incarico alla Banca d’Italia di fare la riconciliazione degli assegni, ci vorranno 60 giorni e quindi l’orientamento è di fare l’assemblea federale a metà giugno. Quando avremo i bilanci completi la faremo per liquidare e per la conclusione della vita della Margherita”.

(n.t.)