Psicoanalista: Buongiorno. Di solito ho a che fare con esseri umani, un’idea è qualcosa di insolito ma interessante da analizzare. Ci possiamo provare. Mi dica tutto quello che le viene in mente.

Idea No tav: Dottore non capisco perché ci sono io qui a farmi analizzare? E’ un arbitrio! Ci dovrebbe essere “l’idea Si Tav”. Questa idea dovrebbe spiegare tutto l’accanimento che porta pervicacemente ad insistere per un’opera dannosa ed inutile. Le mie ragioni sono palesi; troppi soldi da spendere, distruzione ambientale, rischio di infiltrazioni mafiose….…. Ma lei mi ascoltata? Si è convinto delle mie ragioni? Sento che rimane in silenzio……. In questo silenzio si racchiude una sorta di disapprovazione? O, invece, è dalla mia parte? Sa, anche io mi chiedo alcune volte se sia giusto drammatizzare fino al punto di farne una questione di “vita o di morte”. La morte da qualche tempo aleggia sinistra e sembra attendere che un poliziotto o un attivista che crede in me, finisca nella sua rete.

In psicoanalisi si parla della propria infanzia, quindi vorrei parlare di quando circa venti anni fa sono nata. Fin dagli inizi si è trattato di contrappormi all’idea Si Tav. Lei era coccolata e vezzeggiata dal potere politico, economico e finanziario. Allora si pensava e si prevedeva che lo sviluppo economico sarebbe stato inarrestabile e continuo. Gli estensori dell’idea della Tav ritenevano che le merci nell’era della globalizzazione sarebbero aumentate a dismisura e che, quindi, occorressero sempre nuove linee di collegamento ferroviario. Io, l’idea No Tav, sono nata in sordina, piano piano, sono cresciuta di fronte allo spettacolo offerto in Italia da altre grandi opere che divenivano immancabilmente oggetto di inchieste giudiziarie per tangenti e che non rispettavano mai i tempi e i costi prefissati. Attualmente sono cresciuta e mi sono fatta forte, molte persone credono in me anche se a volte mi domando se non ci siano anche tante persone che tentano di usarmi per i loro scopi politici, ideologici, di immagine.

Il fatto che negli ultimi tempi si sia sempre più ricorso alla violenza in mio nome mi ha provocato un grande malessere. Oramai si è arrivati al muro contro muro, al bisogno di credere ciecamente. Le ragioni dell’altro non vengono più menzionate ed addirittura si afferma che chi esprime un dissenso non lo fa sinceramente ma in malafede per ragioni subdole. Non c’è più il dialogo, tanto che si sono evocati i fenomeni storici più orribili quali il nazismo, la dittatura, la mafia. Cosa ne pensa dottore?

Psicoanalista: Vorrei non esprimere un giudizio per poter così tentare di comprendere gli elementi inconsci. Quando si creano contrapposizioni così nette negli opposti schieramenti ci si vuole autoconvincere che l’avversario non ha alcuna ragione, che tutte le ragioni sono dalla nostra parte. Guardi quello che avviene, per citare un esempio meno drammatico, fra opposte tifoserie di calcio riguardo ad episodi di gioco. Il gruppo dei tifosi A pretende ed è convinto di avere tutte le ragioni, allo stesso modo di quello che penseranno i B. Questi meccanismi psicologici servono a diradare i dubbi e a liberarsi dai sensi di colpa nel momento in cui si prevaricano gli avversari. Capisco che anche per lei sia difficile essere presa in ostaggio da radicalismi eccessivi.

Idea No Tav: Io sono un’ idea con positività e negatività con limiti ed opportunità. Certamente anche l’idea Si Tav ha lati positivi accanto a quelli oscuri. In fin dei conti stiamo parlando di costruire un tunnel per fare passare un treno. Non certo qualcosa di distruttivo e sconvolgente. Si potrebbero elencare i pro e i contro dell’una e dell’altra idea per poi formulare una decisione. Naturalmente ritengo che le ragioni contro quest’opera prevalgano. In particolare l’inutilità di un’opera troppo costosa e caratterizzata da parecchi pericoli. Oramai mi rendo conto di essere stata presa in ostaggio da tutti coloro che vogliono essere contro ad altri e che cercano la “prova di forza” per distruggere o indebolire l’avversario.

E’ per questo che, purtroppo, ritengo che un giorno o l’altro, avendone fatto una ragione di “vita o di morte”, la morte drammaticamente potrebbe arrivare. Io mi sento già in colpa ora per quello che potrebbe succedere. Mi sono presentata alla seduta per affrontare questa angoscia.

Psicoanalista: Freud, che possiamo definire pioniere della psicoanalisi, in un suo scritto intitolato “Al di là del principio del piacere” ipotizzò l’esistenza dell’”Istinto di morte”. Secondo lui accanto a una spinta biologicamente innata verso l’esistenza e il piacere (Eros) è riscontrabile, più nascosta e meno evidente, una forza che induce a ricercare la morte (Thanatos). Freud spiegava in questo modo la guerra e altre follie umane. Si tratterebbe di una spinta a ritornare allo stato originario inorganico che precede l’esistenza. Di fronte all’incertezza, ai dubbi, alle paure l’unica certezza di cui disponiamo è la morte. Poter decidere sulla fine della nostra vita, paradossalmente, è l’unico modo per sentirci al pari di Dio, svincolati dai capricci del destino. Per questo è così bello ed esaltante mettere a rischio la vita per un’idea in cui crediamo vivamente. Immolarsi per un ideale è esaltante perché in un solo gesto si soddisfano l’istinto di vita ( fare qualcosa per un ideale che cambi il mondo) e istinto di morte (l’immolarsi).

Idea No Tav: Sinceramente non ho capito tutto quello che mi ha detto. Mi paiono elucubrazioni cervellotiche tipiche di voi psicoanalisti. Riflettevo mentre lei parlava e sono arrivata finalmente a capire cosa voglio. Non voglio che qualcuno si immoli per me! Non mi ritengo un’idea come la libertà, l’uguaglianza o la democrazia. Non voglio questa responsabilità né sentirmi in colpa per la morte di qualcuno. Io sono un’idea come le altre, con pregi e difetti. Mi ritengo un’idea giusta e corretta, ma non tale da giustificare la morte.