Caldo, ancora 25 città italiane in bollino rosso. Danubio a secco: la Romania libera il corso con l’esplosivo
Il caldo non dà tregua all’Italia: oggi, 4 agosto, e fino a mercoledì sono 25 le città, su 27 monitorate dal ministero della Salute, in bollino rosso. Si tratta del livello massimo di allerta e indica condizioni di emergenza che possono avere effetti negativi sulla salute anche delle persone sane e attive e non soltanto delle categorie più vulnerabili. Il 6 agosto invece tutte e 27 le città monitorate saranno contrassegnate dal bollino rosso, un picco mai raggiunto fino a ora.
I Comuni interessati sono Bolzano, Campobasso, Civitavecchia, Firenze, Frosinone, Latina, Perugia, Rieti, Roma, Torino, Viterbo, Bologna, Brescia, Cagliari, Milano, Napoli, Pescara, Venezia, Verona, Catania, Genova, Palermo, Trieste, Ancona e Bari. Messina e Reggio Calabria passano invece dal bollino giallo a quello arancione, che segnala un livello di rischio intermedio. Una tregua, seppur breve, potrebbe arrivare nel prossimo fine settimana, da venerdì 7 a domenica 9. Il calo delle temperature dovrebbe essere più evidente al Nord e sulle regioni centrali adriatiche, dove i valori potrebbero scendere sotto i 35 gradi. Nel resto del Paese le massime dovrebbero comunque rimanere elevate, tra i 36 e i 37 gradi. A complicare il quadro, da oggi sono possibili temporali in alcune aree del Centro Italia. La Protezione civile ha emesso un’allerta meteo per il passaggio di un sistema perturbato che interesserà diverse regioni.
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La sequía extrema del Danubio afecta la generación eléctrica en Europa. Hungría apagó su única planta nuclear y Rumania realizó explosiones controladas en un canal para desviar agua hacia la central de Cernavodă. – Infobae pic.twitter.com/Z0ZUAAWnJ0— Reporte Ya (@ReporteYa) August 3, 2026
Ma l’ondata di caldo e la siccità non riguardano soltanto l’Italia. In Romania l’esercito è intervenuto sul Danubio con 180 chilogrammi di esplosivo nel tentativo di contrastare gli effetti della siccità. I militari hanno fatto brillare le cariche nei pressi del Canale di Bala per modificare il corso dell’acqua e convogliarla verso il ramo principale del fiume. L’obiettivo è garantire il rifornimento idrico della centrale nucleare di Cernavoda, l’ultimo reattore ancora operativo. La portata del Danubio è infatti scesa a circa 1.500 metri cubi al secondo, meno di un terzo della media registrata a luglio. Ora, secondo il ministro della Difesa romeno Radu Miruță, anche l’unico reattore in funzione rischia di essere spento e per questo governo ha già dichiarato lo stato di allerta nel settore energetico e invitato i cittadini a ridurre i consumi di elettricità soprattutto nelle ore serali.