C’è qualcosa nella vicenda della Val di Susa e nell’ostinata ed eroica resistenza di quei montanari irriducibili che mi ricorda Asterix e il suo villaggio di Galli altrettanto irriducibili, ma la realtà è ovviamente diversa. Dall’altra parte non c’è il potere di Roma nel momento della sua massima spinta propulsiva e “civilizzatrice” ma una classe politica svaccata e spenta, semianalfabeta  e corrotta.  La Val di Susa d’altra parte non è affatto isolata, se pensiamo che in Italia ci sono decine di esperienze analoghe, grandi e piccoli, cittadini alle prese con il connubio affari-politica e i suoi intenti di devastare il territorio per ricavarne un facile profitto a spese delle generazioni attuali e future. Parliamo di movimenti contro discariche, parcheggi, autostrade, ecc. : operazioni speculative mascherate da “progresso”, parola cui ricorrono i fessi in buona fede e i furbi in malafede quando non sanno che altro dire. E’ venuto il momento di dare vita a un vasto movimento politico di cittadini per la difesa del territorio contro le cavallette dei partiti e dei gruppi imprenditoriali senza scrupoli. In questo senso il movimento No-Tav è la migliore espressione di quello spirito locale correttamente colto e giustamente apprezzato da Giorgio Bocca, e che è stato invece pervertito e strumentalizzato dai leghisti. Importante anche la diffusione della solidarietà nei confronti dei No-Tav su scala nazionale e l’intreccio con spezzoni sociali importanti come i migranti.

Come giurista devo poi osservare che il movimento No-Tav, oltre a battersi, come rilevavo nel mio ultimo blog in argomento, per la difesa del territorio, dell’ambiente e delle finanze pubbliche, portano avanti almeno due principi di grande importanza all’interno del diritto internazionale:

1. il primo è un principio emergente, affermato come accennavo dalla convenzione di Aarhus in ambito europeo, ma di cui si colgono varie manifestazioni nella più recente prassi internazionale, è quello di partecipazione democratica, informazione e consultazione in materia ambientale;

2. il secondo è poi il più importante principio del diritto internazionale, quello di autodeterminazione dei popoli che, come ho argomentato nel mio libro I diritti dei popoli indigeni, costituisce a sua volta la base per un’autentica democrazia partecipata e il diritto a disporre delle risorse naturali da parte delle popolazioni direttamente interessate, non solo indigene.

Un Parlamento e un governo realmente attenti alla necessità di rispettare la democrazia  dovrebbero sospendere ogni attività in val di Susa e convocare immediatamente un referendum a livello locale, regionale e nazionale per sapere che ne pensano le popolazioni interessate e l’intero popolo italiano.

Anche al di là di queste importanti implicazioni di ordine legale, la vera forza del movimento No-Tav è nelle molteplici argomentazioni di ordine economico, ambientale e sociale, cui gli adepti e servi vari della cricca non sanno contrapporre altro che il fatto che oramai sia stato deciso…tanto lorsignori sono come è noto dotati del crisma dell’infallibilità, come e più del Papa…

Pur di non rispondere nel merito delle razionali e precise argomentazioni contro la costruzione della Tav  si attaccano a tutto e cercano ad ogni modo di mandarla “in caciara”… E’ davvero impressionante il teatrino che vari esponenti politici, dalla FinocchiaroLa Russa a Schifani, hanno messo in scena per condannare quella che hanno definito una provocazione e che in realtà era una, sia pure maldestra, ricerca di dialogo e che poneva comunque un problema serio, quello dell’identificazione delle forze di polizia, che in tutta Europa è risolto ben altrimenti che da noi. Qualcosa di sensato mi pare abbia scritto al riguardo Adriano Sofri…e il “colpevole” ha avuto modo di spiegare il suo intento.

Quello che i politicanti trovano davvero scandaloso nell’episodio è in realtà il fatto che il manifestante si sia rivolto al carabiniere da pari a pari e senza paura, minando così quella sacralità e quel timore degli apparati di repressione che è l’ultimo rifugio di una classe politica giustamente screditata e che dovrebbe andare a casa e restarci. Ad ogni modo  con  i componenti delle forze dell’ordine, mal pagati per fare un mestiere difficile e ingrato, bisognerebbe aprire un dialogo rispettoso, serio, permanente  e approfondito come da tempo sostengo

Quale che sia il giudizio in merito, si tratta di episodio assolutamente marginale che non presenta alcun profilo di rilievo penale. Eppure in questo Paese di Arlecchino e Pulcinella si parla di questo e non del fatto che Luca Abbà sia ancora gravissimo e degli attentati perpetrati contro il movimento. Chi ha dato fuoco alle auto degli attivisti No-Tav mercoledì sera? Esclusa l’autocombustione, potrebbe ipotizzarsi un’azione di qualche corpo parallelo dello Stato ovvero una scesa in campo diretta di mafia/camorra/ndrangheta a protezione dei propri “legittimi interessi” nella costruzione del maledetto tunnel. Ad ogni modo sarà bene chiarire le circostanze di questa che è davvero una grave provocazione. Se ne occupi la magistratura. Così come si occupi dell’intreccio di interessi poco chiari e inquietanti () che è dietro quest’opera inutile e dannosa.