Newcleo, dietro lo sbarco a Wall Street la corsa contro il tempo della startup dei mini reattori che ha tra i soci Exor
Newcleo, la società che vuole realizzare i reattori modulari nucleari, va alla conquista del Nasdaq. Ma la startup del fisico e manager Stefano Buono è in corsa contro il tempo nei confronti dei propri concorrenti e soprattutto delle proprie finanze. Intanto la politica europea, che ha appoggiato l’azienda mirata a usare come combustibile atomico le scorie delle centrali nucleari francesi e britanniche, non apprezza la mossa che privilegia Wall Street, i rapporti con l’Ai Usa e con la Casa Bianca.
L’annuncio della quotazione di Newcleo al Nasdaq tramite la fusione inversa (reverse merger) con la Spac NewHold Investment Corp III (Nhic), le cui azioni sono già scambiate al listino hi-tech di New York, è un momento di rottura per la società italo-francese. L’operazione, che assegna alla società una valutazione di circa 2,4 miliardi di dollari, posiziona l’azienda al centro dei flussi di capitale americani, sfruttando la crescente domanda di energia elettrica destinata ad alimentare l’espansione dei data center per l’intelligenza artificiale. Dietro l’ottimismo per la quotazione a Wall Street, tuttavia, emerge un quadro complesso fatto di sfide ingegneristiche estreme, tensioni finanziarie e un posizionamento geopolitico che solleva diversi interrogativi.
Il cuore del vantaggio competitivo di Newcleo sta nella tecnologia degli Advanced Modular Reactors (Amr) di quarta generazione: reattori nucleari veloci raffreddati a piombo liquido (Lfr). Questa tecnologia distingue nettamente il progetto della startup da quelli dei concorrenti di terza generazione, come NuScale Power, che si limitano a miniaturizzare i classici sistemi raffreddati ad acqua. La missione di Newcleo è ambiziosa: “Chiudere il ciclo del combustibile” usando il Mox (ossido misto di uranio e plutonio) e riducendo drasticamente il volume di scorie radioattive finali.
Il tallone d’Achille della startup è la tempistica. Newcleo punta all’accensione del suo primo reattore commerciale da 30 MWe in Francia tra il 2030 e il 2032, ma i rivali statunitensi corrono molto più veloci. Oklo, partner industriale di Newcleo dall’ottobre scorso, prevede un prototipo commerciale in Idaho tra l’anno prossimo e il 2028. TerraPower, fondata da Bill Gates, ha già avviato i cantieri in Wyoming per essere operativa entro il 2030. NuScale ha ottenuto le prime certificazioni di design dalla Nuclear Regulatory Commission (Nrc), l’agenzia Usa che regola l’uso civile dei materiali nucleari. Il rischio è che Newcleo arrivi su un mercato tardi, quando i reattori dei principali concorrenti potrebbero essere già in vendita.
Il ruolo di Oklo svela le torsioni tra business e politica Usa. L’azienda, presieduta fino al 2025 da Sam Altman, ad del colosso dell’intelligenza artificiale OpenAI, è accusata dai Democratici di conflitti di interesse con l’amministrazione Trump. Sotto la lente c’è la nomina a segretario dell’Energia di Chris Wright, ex membro del cda di Oklo, il cui insediamento è stato preceduto da donazioni a favore della campagna elettorale repubblicana, con oltre 780mila dollari versati da Wright e consorte. I critici contestano l’accelerazione dei permessi federali a Oklo per il piano di riconversione in combustibile civile di tonnellate di plutonio militare della Guerra Fredda. La famiglia Trump non ha quote azionarie, ma le accuse riguardano il favoritismo istituzionale verso un’azienda politicamente allineata che progetta un impianto di ritrattamento del plutonio da 1,7 miliardi di dollari nel Tennessee.
Nell’azionariato di Oklo, oltre ai giganti della finanza globale come Blacrock e Vanguard, c’è Peter Thiel di Palantir e Anduril, altro tecnocrate vicino a Trump. La partnership strategica tra Oklo e Newcleo, che prevede investimenti miliardari per lo sviluppo di combustibili avanzati, è un “ponte” che permette alla società di Buono di validare la propria tecnologia agli occhi del Dipartimento dell’Energia Usa e garantirsi un accesso privilegiato al mercato americano del combustibile nucleare, anche nell’ipotesi che il prototipo di reattore realizzato in casa arrivasse tardi rispetto a quelli dei concorrenti.
La quotazione di Newcleo al Nasdaq tramite reverse merger con la Spac punta a raccogliere fondi lordi per 429 milioni di dollari, di cui 220 milioni già garantiti tramite un fondo Pipe (Private Investment in Public Equity) interamente sottoscritto che assicura la continuità aziendale – questione calda sottolineata più volte dai revisori dei conti – anche in caso di elevati riscatti da parte degli attuali azionisti della Spac. Ma la solidità finanziaria di Newcleo è comunque sotto pressione perché la società ha un elevato consumo di cassa, con perdite annuali che superano i 100-110 milioni di euro, per la struttura con oltre mille dipendenti e massicci investimenti in ricerca.
Oggi Newcleo è “pre-revenue”, ossia non ha ancora realizzato alcun incasso, e la sua valutazione borsistica di 2,4 miliardi si basa quasi solo su proiezioni future. Le analisi indicano che la liquidità generata dall’Ipo garantirà l’operatività solo fino al 2028 o 2029. C’è dunque un gap finanziario: Newcleo non ha ancora le risorse per coprire l’ultimo miglio fino al lancio commerciale atteso nel 2030-2032, il che lascia immaginare nuovi aumenti di capitale o emissioni di debito dopo la quotazione.
Proprio questi probabili bisogni di ulteriori finanziamenti attribuiscono un ruolo centrale agli azionisti della prima ora di Newcleo tra i quali spicca Exor, la holding della famiglia Agnelli-Elkann. La quotazione al Nasdaq offre ai vecchi soci una via per la vendita dei loro titoli, ma con vincoli precisi. I documenti depositati dalla startup alla Sec, l’equivalente Usa della Consob italiana, prevedono per i soci preesistenti un divieto di vendita delle loro azioni (lock-up) di 180 giorni dalla quotazione, con clausole di sblocco anticipato legate al prezzo del titolo che scattano in caso di forti rialzi. Data la natura speculativa del titolo, che agenzie come GuruFocus valutano però con un basso punteggio di salute finanziaria (17/100), non è escluso che gli azionisti storici possano decidere di alleggerire le proprie posizioni non appena si presenteranno finestre favorevoli.
La scelta di Oklo come partner industriale e di New York come piazza finanziaria ha però generato altri attriti. Il sottosegretario al ministero dell’Economia Federico Freni, autore della riforma del mercato dei capitali, ha criticato apertamente la decisione di Buono, affermando che la società non ha colto i vantaggi della riforma del Testo unico della finanza pensata proprio per trattenere le eccellenze tecnologiche a Piazza Affari. Il governo Meloni vede nello sbarco al Nasdaq di Newcleo un indebolimento della sovranità tecnologica nazionale proprio sul fronte del nucleare civile sul quale l’esecutivo punta. Anche il quadro geopolitico è delicato: sinora Newcleo dipende da Francia e Regno Unito per l’approvvigionamento di combustibile esausto. Il timore di alcuni osservatori è che le autorità nucleari governative come l’Asn francese possano sollevare ostacoli burocratici, temendo che una tecnologia alimentata dalle scorie europee finisca per arricchire solo gli investitori d’oltreoceano e per sostenere il predominio degli Usa nell’Ai.
Anche la stampa osserva l’operazione con cautela. Se da un lato il Wall Street Journal sottolinea il potenziale della tecnologia di Newcleo, dall’altro Il Sole 24 Ore esprime scetticismo sullo strumento finanziario scelto per la quotazione, la Spac, in passato foriero di valutazioni eccessive e successivi tonfi delle azioni. Per Newcleo, insomma, il successo passa da una duplice sfida: un lato la capacità di trasformare i laboratori dell’Enea di Brasimone (Bologna) e i siti francesi in una realtà industriale funzionante prima dell’esaurimento della cassa e del successo dei concorrenti, dall’altro il mantenimento degli azionisti storici agganciati alle promesse del progetto.