Prescrizione per Silvio Berlusconi al processo Mills. Scattata, a quanto si apprende, appena una decina di giorni fa. Il giudice Francesca Vitale, dopo circa due ore di camera di consiglio, ha dichiarato “il non doversi procedere”, perché “il reato è estinto per intervenuta prescrizione”. Il presidente ha citato l’articolo 531 del codice di procedura penale. Berlusconi, accusato di corruzione in atti giudiziari, non è stato ritenuto innocente dal collegio giudicante, che altrimenti avrebbe optato per l’assoluzione.

Tanto è vero che il difensore Piero Longo ha affermato a caldo: “Una sentenza così la impugno tutta la vita”. Insieme al collega Niccolò Ghedini, infatti, aveva chiesto come prima istanza l’assoluzione nel merito. Per motivi opposti, anche la Procura sembra intenzionata a ricorrere in appello. ”Noi abbiamo l’auspicio di avere un’assoluzione piena”, ha aggiunto Ghedini, “perché crediamo che il presidente Berlusconi se la meriti”. I legali attendono comunque le motivazioni della sentanza di primo grado, che saranno rese pubbliche entro novanta giorni.

Lo scoccare della prescrizione è determinato da una legge ad personam, la “ex Cirielli” approvata nel 2005 dalla maggioranza berlusconiana. Prima, infatti, il reato di corruzione in atti giudiziari si prescriveva in 15 anni, scesi a dieci dopo l’approvazione della norma.

La prescrizione sarebbe scattata appena una settimana-dieci giorni fa. A quanto si apprende, infatti, il Tribunale ha calcolato che i termini per perseguire il leader del Pdl sono scattati tra il 15 e il 18 febbraio. Il conteggio sarebbe stato fatto scattare l’11 novembre 1999, giorno del presunto versamento di 600 mila dollari da Berlusconi al legale inglese, il punto chiave dell’accusa di corruzione. Da lì la decorrenza dei dieci anni previsti per la prescrizione ha subito alcune interruzioni previste dalla procedura, e così, secondo i giudici di primo grado, si è arrivati all’estinzione del reato una manciata di giorni prima della lettura della sentenza. Lo stesso Mills, nel processo per la stessa vicenda, aveva ottenuto la prescrizione in Cassazione per soli venti giorni di “ritardo”, dopo le condanne in primo e secondo grado.

In questi conteggi, il collegio avrebbe adottato la giurisprudenza secondo la quale quando si verifica una sospensione in attesa della decisione della Corte Costituzionale (cosa accaduta due volte in questo processo) su eccezioni di legittimità di una norma, i termini di prescrizione riprendono a decorrere dalla pubblicazione della sentenza della Consulta in Gazzetta Ufficiale.

Per il pm Fabio De Pasquale, invece, ci sarebbe ancora tempo, perché la prescrizione scatterebbe il 3 maggio oppure si potrebbe arrivare anche fino a metà luglio, se si considera che il reato sarebbe stato commesso il 29 febbraio 2000. Nei suoi calcoli, poi, il pm parte dal presupposto che le sospensioni della prescrizione, in attesa delle due decisioni della Consulta, sono terminate solo quando il dibattimento è ripreso. Ancora diversi i calcoli della difesa, che prendeva in considerazione altre variabili, concludendo che il reato poteva essere già dichiarato prescritto l’8 gennaio scorso, o anche il 31 gennaio, o al massimo il 3 febbraio.

Per l’ex premier, il pm Fabio De Pasquale aveva chiesto 5 anni di reclusione con l’accusa di corruzione in atti giudiziari.  L’avvocato Longo, difensore dell’ex premier con Niccolò Ghedini, al termine della sua arringa aveva avanzato ai giudici la richiesta di assolvere Berlusconi perché il fatto non sussiste. In subordine, l’assoluzione dell’ex premier per non aver commesso il fatto o il proscioglimento per prescrizione. Proprio sulla prescrizione si è giocata la partita nelle ultime fasi del processo, con calcoli discordanti tra accusa e difesa.

Nella sua arringa, Longo aveva sottolineato che “non esiste falsa testimonianza di Mills nei due processi” che si sono svolti alla fine degli anni Novanta – quello per le tangenti alla Guardia di finanza e All Iberian, al centro dell’accusa di corruzione in atti giudiziari. E l”‘eventuale reticenza” di Mills in aula andrebbe valutata in base al fatto che un testimone “reticente su cose che possano incriminarlo non commette falsa testimonianza”. Infine, per la difesa di Berlusconi, “manca la prova dell’accordo corruttivo”.  Il legale aveva concluso con un’esortazione ai giudici: “Decidete senza timori e senza speranza”.

VIDEO: LA LETTURA DELLA SENTENZA

Per la Procura di Milano, l’ex premier avrebbe corrotto il legale inglese David Mills con un versamento di 600 mila dollari per indurlo a testimonianze reticenti nell’ambito dei processi All Iberian e tangenti alla Guardia di finanza che lo vedevano imputato. Mills, che su quei 600 mila dollari ha fornito via via versioni discordanti, ha ottenuto la prescrizione in Cassazione, con una sentenza che però confermava le tesi dell’accusa, che avevano portato alla condanna dell’avvocato per corruzione in primo grado e in appello (qui l’articolo di Peter Gomez e Antonella Mascali sulle motivazioni della Cassazione su Mills). La posizione di Berlusconi, inizialmente imputato con Mills, era stata stralciata per l’approvazione del lodo Alfano sull’immunità delle più alte cariche dello Stato, poi dichiarato incostituzionale.

In questo nuovo processo l’avvocato inglese, sentito in videoconferenza da Londra con un fitto contorno di schermaglie procedurali, ha negato di essere stato corrotto da Berlusconi e ha spiegato di aver ricevuto i 600 mila dollari dall’armatore napoletano Diego Attanasio, che a sua volta ha sempre smentito la circostanza.

Berlusconi non si è presentato in aula per la lettura della sentenza. Già ieri aveva parlato di “processo inventato” contro di lui. “Se un tribunale non vuole ascoltare i testimoni della difesa e ammette solo quelli dell’accusa, è ovviamente impossibile pervenire a una sentenza giusta”, aveva affermato nella memoria difensiva depositata nei giorni scorsi.

Nelle ore precedenti la sentenza, l’ex premier ha ribadito: “E’ chiaro che se non verranno sentiti testimoni in merito, questo non potrà essere considerato un giusto processo, ma sarà invece la mera conferma delle tesi della procura senza contraddittorio alcuno”. Secondo Berlusconi inoltre, l’avvocato Mills lo ha fatto condannare “ingiustamente”, due volte in primo grado, proprio nei processi indicati dall’accusa come oggetto della corruzione.  “Perché mai – si chiede quindi – avrei dovuto pagarlo?”. L’ex premier ripete inoltre che i 600 mila dollari con cui si sarebbe attuata la corruzione “venivano dall’armatore Attanasio, è stato dimostrato.  Ritengo di avere il diritto – scrive Berlusconi in conclusione – di aspettarmi da questo collegio non una sentenza di prescrizione ma invece una sentenza di piena assoluzione per non avere commesso il fatto”.

Dopo il verdetto, è arrivato anche il commento di David Mills: ”L’ex premier è stato coinvolto per colpa mia”, ha affermato alla trasmissione in ‘A ciascuno il suo’ di Radio 24. “Sono molto contento. Una condanna sarebbe stata scorretta. Ma soprattutto l’importante è che dopo 16 anni sia finito tutto”.