La gambizzazione ieri sera dell’ex militante dei Nuclei armati rivoluzionari (Nar) Francesco Bianco, avvenuta secondo gli inquirenti per “contrasti personali”, riaccende i riflettori sulla destra radicale romana.

Il Fattoquotidiano.it aveva raccontato come l’estrema destra italiana si stesse riorganizzando (leggi) attorno all’anniversario della strage di Acca Larentia (7 gennaio 1978). Il “Forum della solidarietà sociale” nato la scorsa estate avrebbe dovuto raccogliere attorno ai decani del neofascismo italiano provenienti da Avanguardia Nazionale, Terza Posizione, Ordine Nuovo tutte le formazioni della destra radicale nostrana a cominciare da Casa Pound Italia e Forza Nuova, provando, almeno su alcune date simboliche e patrimonio comune come quella di Acca Larentia, a superare ostilità, gelosie e divisioni.

Qualcosa non ha funzionato e i “camerati” tornano a litigare: prima dall’organizzazione della manifestazione si “sfila” Forza Nuova, troppo gelosa dei sui simboli per poterci rinunciare e probabilmente preoccupata del ruolo preponderante assunto da Casa Pound nell’organizzazione della manifestazione, ma a seguire è la stessa Casa Pound che ritiene “non esserci più le condizioni” per la manifestazione. A scriverlo su internet e a provocare grandi polemiche è “l’ideologo” dell’organizzazione, l’ex di Terza Posizione Gabriele Adinolfi : “Ho richiamato l’attenzione sulla necessità di essere oculati, gerarchizzati e di evitare improvvisazioni e spontaneismi sui quali si possono facilmente innestare provocazioni e strumentalizzazioni.Credo che nervi saldi e sguardi coscienti possano sventare quelle minacce. In questo clima, ogni atto, anche celebrativo, assume però un valore strettamente politico. Per questa ragione, perché si tratta di sfidare strumentalizzazioni esterne già ampiamente documentate, ritengo che sfilare in corteo il 7 gennaio potrebbe involontariamente svalutare il senso stesso del rito invischiandolo in una dialettica profana”.  Casa Pound si sente assediata e dopo i fatti di Firenze, l’arresto di Alberto Palladino (dirigente romano di Cpi) per il pestaggio di alcuni giovani militanti del Pd a Monte Sacro, lo scandalo attorno a Mario Vattani (diplomatico di giorno e nazi rocker di notte), decide che le condizioni per una manifestazione, che forse non controlla fino in fondo, e sicuramente condita da croci celtiche e saluti romani non ci sono più. In molti intendono però sfilare comunque e sono soprattutto i “reduci” degli anni ’70 e ’80 e le organizzazioni più marginali che mantengono il concentramento previsto a piazza Asti.

Casa Pound non si accontenta solo di non sfilare: il 31 dicembre sera Gianluca Iannone, portavoce di Cpi, pubblica su internet una nota indirizzata ai militanti e i dirigenti in cui indica di rompere con tutto l’ambiente della destra neofascista: “Vi chiedo di sconfiggere la zizzania, lo sciacallaggio e il chiacchiericcio da tastiera che arriva da destra con lo stesso sistema con cui, nella leggenda, il mago Merlino sconfisse la strega Morgana. Sì perché Merlino non sconfisse Morgana con un incantesimo maggiore o con un trucchetto medievale. Merlino sconfisse Morgana semplicemente, dandole le spalle. Dimenticandola. Sì, avete letto bene: dimenticandola. Quindi DIMENTICHIAMOLI, lasciamoli bruciare nella loro invidia, nella loro impotenza, non rispondiamo agli insulti con altri insulti”. Risultato? Nuove polemiche che scoppiano sulle bacheche facebook dei militanti come sul forum fascinazione.info (gestito da Ugo Maria Tassinari). L’accusa principale rivolta a Casa Pound è quella di volersi “ripulire” per poter continuare a trattare con Pdl e Fli senza mettere in imbarazzo questi ultimi, e per poter continuare ad appoggiare il centrodestra nelle scadenze elettorali come avvenuto in molti comuni, regioni e provincie, tra cui Roma e la regione Lazio con Alemanno e Polverini, alle ultime tornate elettorali.

Intanto l’Anpi di Roma e del Lazio chiede in una nota indirizzata al Prefetto di Roma Giuseppe Pecoraro di vietare la manifestazione del 7 gennaio in quanto “mette a forte rischio la sicurezza della Capitale, rischiando di alimentare l’odio politico e di trasformarsi in un evento mediatico di apologia del fascismo e dell’antisemitismo. Gli organizzatori, infatti, sono stati protagonisti negli ultimi mesi di gravi episodi di violenza politica e razzista, dalle aggressioni ai militanti del Pd alle minacce agli esponenti della Comunità ebraica romana”.