Prima un inseguimento a piedi, poi lacolluttazione e la vittima ferita in strada dagli spari. Ha tutti gli elementi di un agguato quello avvenuto ieri sera a Tivoli Terme, vicino Roma, nei confronti di Francesco Bianco, conosciuto per il suo passato negli ambienti dei Nar e coinvolto in alcuni scandali come la parentopoli Atac.

Gli investigatori al momento non escludono nessuna pista: da quella politica a quella legata a vicende personali. Francesco Bianco, 51 anni e alcuni precedenti, è originario di Messina e residente a Guidonia. Ieri sera intorno alle 20 e 30 nei pressi del centro termale di Tivoli era stato avvicinato da due persone con il volto coperto dal casco e a bordo di uno scooter. Una di loro lo ha inseguito a piedi. Poi è nata una colluttazione e Bianco è stato ferito da tre colpi di pistola a un braccio e alla gambe. Poi gli aggressori sono scappati con la moto.

I carabinieri della compagnia di Tivoli che indagano ascolteranno presto il 51enne, che non è in pericolo di vita, nelle prossime ore. Intanto stanno interrogando eventuali testimoni. La vittima, vicina agli ambienti dei Nar, era conosciuta anche per essere stata coinvolta in passato in una bufera mediatica per alcuni insulti al presidente della comunità ebraica di Roma, Riccardo Pacifici, ed era stato sospeso dall’azienda.

Bianco era stato anche accusato di aver fatto commenti ‘postatì su facebook contro gli studenti che contestavano l’allora ministro dell’Istruzione Maria Stella Gelmini. La vittima è stata poi sospesa dall’azienda Atac, dove lavorava e per la quale era stata coinvolta nello scandalo di parentopoli. Bianco, coinvolto nelle vicende dei Nar e in alcuni episodi al fianco di esponenti di spicco del gruppo come Fioravanti e Alibrandi, ha un passato da militante di estrema destra ed è stato al centro di diverse vicende dei movimenti della galassia nera.

Quella di Bianco è la seconda gambizzazione che avviene nell’ambiente neofascista romano in pochi mesi: lo scorso aprile era stato raggiunto da proiettili di piccolo calibro ad una gamba il consigliere di Casa Pound Italia in XX municipio Andrea Antonini. Di quell’episodio ancora non sono stati accertati i responsabili, ma gli inquirenti arrivarono a parlare di “regolamento di conti interno”, mentre il diretto interessato parlò di “un errore di persona”

La tensione nella galassia neofascista è alle stelle dopo che il corteo unitario per commemorare i fatti di Acca Larentia è sfumato, provocando aspre polemiche tanto che Casa Pound Italia ha annunciato, con un comunicato del suo leader Gianluca Iannone, la rottura con il resto della destra radicale perché “tutti ci attaccano. Anche la destra quella più bigotta e infame. Anche quelli che hanno smesso di militare in altre formazioni solo perché non li stipendiavano più. Anche quelli che in passato furono graziati nei nostri concerti per atteggiamenti indegni. Anche chi ha un mediocre passato come militante. Oggi questi “teatrini di miserie umane” si sentono in dovere di parlare male e di infamare la nostra formazione.”

Ed è proprio ad alcune discussioni nate su internet sulla manifestazione di Acca Larentia, e ora cancellate dalle bacheche Facebook dei diretti interessati, che alcuni botta e risposta a cui partecipava anche Francesco Bianco si sono surriscaldati, per esempio quando rivolgendosi a C.G. Bianco scriveva: “l’elicottero lo dovresti prendere tu, e sparire per sempre da quel luogo. Cambia tono quando ti rivolgi a dei camerati che vogliono soltanto onorare dei morti senza interessi di parte. Quel “noi che aspettiamo tutti ” a chi si riferisce? Li tu, hai solo la funzione di portiere e se non ti piace piu’ restituisci le chiavi .Mo me so’ rotto il cazzo! Resto in attesa di qualsiasi chiarimento. Da fascisti pero'”.