Jack Warner e Sepp Blatter

Nuovo capitolo nella saga corruzione all’interno della Fifa, l’organo che governa il calcio internazionale, le regole, le competizioni mondiali e la conseguente vendita dei diritti televisivi, controllandone l’immensa quantità di denaro messa in circolazione. Una federazione che dal 1998 è guidata da un uomo solo al comando: lo svizzero Sepp Blatter, indiscusso padre-padrone del carrozzone pallonaro mondiale. E proprio dal complesso giro di compravendita dei voti che regola le elezioni del comitato esecutivo e del presidente, la scelta della nazione in cui vengono disputati i Mondiali, e la vendita dei diritti televisivi, parte l’ultima accusa nei confronti di Blatter. La affida ad un comunicato Jack Warner, discusso ex vicepresidente della Fifa, ex alleato di Blatter ed ex segretario della Concacaf (federazione del Nordamerica, Centroamerica e dei Caraibi, una delle sei federazioni suddivise su base geografica affiliate alla Fifa) da cui si è da poco dimesso. Warner denuncia di avere ricevuto nel 1998, come ‘regalo’ per aver aiutato Blatter a vincere le sue prime elezioni presidenziali, i diritti televisivi per trasmettere in centroamerica i Mondiali di Francia 1998 al prezzo simbolico di 1 dollaro.

E proprio nel 1998, intorno all’elezione che vide l’allora segretario generale Blatter sconfiggere il presidente dell’Uefa (l’affiliata federazione europea) Johansson per diventare l’ottavo presidente della Fifa, cominciano ad addensarsi le nubi intorno al nome di Blatter. Le prime accuse arrivano nel 1999: una soffiata per cui venti membri della delegazione mediorientale avrebbero ricevuto all’hotel Meridien di Parigi delle buste contenenti 50 mila dollari l’una (per un totale di 1 milione di dollari) per votare Blatter, che vince 111 voti a 80. Non si riesce a dimostrare che i soldi siano pervenuti direttamente dallo svizzero, che resta saldo in sella e si appresta a vincere le elezioni del 2002. Alla vigilia di quelle elezioni arriva la prima accusa diretta: il presidente della federazione somala, e vicepresidente di quella africana, Farah Addo rivela di avere ricevuto 100 mila dollari da Blatter per votarlo. Una commissione speciale istituita dalla Fifa non riesce a fare luce sull’accaduto e Blatter trionfa anche nel 2002.

Sempre nel 2002 il segretario generale della Fifa Zen-Ruffinen, ex delfino di Blatter, rende pubblico un dossier di 30 pagine in cui si accusa Blatter di cattiva gestione finanziaria della Fifa e del fallimento della controllata società di marketing ISL. Un tribunale svizzero rigetta tutte le accuse, assolve Blatter e condanna la Fifa a pagare le spese processuali. Una commissione interna della stessa Fifa esautora Zen-Ruffinen per aver reso pubbliche informazioni confidenziali. Nel 2006 spicca l’assenza di Blatter dalla cerimonia di premiazione che incorona l’Italia campione del mondo a Berlino. Girano voci che Blatter avrebbe preferito vincesse la Francia del suo amico Platini, in procinto di diventare l’anno dopo presidente dell’Uefa al posto dello svedese Johansson, vecchio nemico e più pericoloso avversario di Blatter. Nel 2010, quando tutti sono convinti che Platini sia pronto a succedere a Blatter alla guida della Fifa, l’ex juventino all’ultimo momento si tira indietro. All’ultimo esce allo scoperto un nuovo avversario per Blatter, il potente Mohammed Bin Hammam, qatariano e presidente della AFC (la federazione asiatica). Qui entra in gioco Jack Warner.

Altro cittadino del mondo pallonaro al di sotto di ogni sospetto, anche Warner è coinvolto in numerosi scandali. La creazione di società che si occupano della costruzione di alberghi, campi di calcio e infrastrutture, regolarmente utilizzate a suon di milioni dalla nazionale di Trinidad e Tobago e ospitanti remunerative competizioni internazionali sotto l’egida Fifa. La gestione di agenzie che si occupano della vendita dei biglietti per i mondiali di calcio, che gli hanno fatto guadagnare oltre 1 milione di dollari. Fino alla sospetta gestione dei premi partita per la partecipazione della nazionale di Trinidad e Tobago ai mondiali del 2006. Nel dicembre del 2010, prima Warner promette agli inglesi di votare per loro per l’assegnazione del mondiale 2018 (e in cambio ottiene che la nazionale inglese disputi un’inutile ma per lui vantaggiosa amichevole a Trinidad), poi all’ultimo appoggia la lobby che sostiene la Russia per il 2018 e il Qatar per il 2022. Nel maggio del 2011, in vista dell’’lezione presidenziale della Fifa annuncia che sosterrà (insieme ai 35 voti di cui dispone, che ne fanno una superpotenza nonostante la relativa poca importanza del calcio nord e centroamericano) il qatariano Bin Hammam contro il suo ex alleato Blatter.

Il 10 maggio, a soli 20 giorni dalle elezioni, dalla federazione delle Bahamas parte una denuncia per tentata corruzione contro Bin Hammam e Jack Warner. Blatter istituisce un’apposita commissione che in via preliminare accerta la colpevolezza di Bin Hammam. Il giorno prima delle elezioni il qatariano ritira la propria candidatura, lasciando campo libero a Blatter che vince come unico candidato. A giugno Bin Hammam è radiato mentre Warner si dimette per fare sì che l’inchiesta interna non possa proseguire, ma giura vendetta a Blatter.

Ed eccoci alle nuove accuse, per cui Warner avrebbe ricevuto la gestione dei diritti televisivi in area centroamericana, tramite una società messicana da lui controllata, del mondiale 1998 e dei seguenti per il prezzo nominale di 1 dollaro. A conferma di questa tesi, a settembre di quest’anno la Fifa ha rescisso un accordo per la trasmissione delle partite dei mondiali 2014 con la società International Media Content Ltd’s Sports Max, dopo aver “da poco” scoperto che la sua proprietà era riconducibile a Warner. A quest’accusa, Warner aggiunge che ufficiali Fifa gli avrebbero fatto un’offerta se a maggio avesse deciso di appoggiare Blatter invece che Bin Hammam: oltre alla vendita a 1 dollaro dei diritti televisivi per i mondiali 2018 e 2022 anche 1 milione di dollari per non meglio specificati progetti di sviluppo del calcio a Trinidad. E non è finita qui. Mentre la Fifa annuncia un’indagine, Warner garantisce per settimana prossima nuove e scottanti rivelazioni. La saga della corruzione all’interno della Fifa promette di arricchirsi di nuovi capitoli.