“E’ una persona che faceva parte del Pdl” così Gianni Alemanno, sindaco di Roma, a margine di un’iniziativa in Campidoglio, replica all’arresto per collusione con la ‘ndrangheta di Francesco Morelli, detto Franco, consigliere regionale Pdl in Calabria, sostenuto in campagna elettorale proprio dal primo cittadino della Capitale. Alemanno non risponde sull’impegno profuso per nominarlo assessore in Calabria, il suo portavoce urla ai colleghi: ” Altre domande”. Oggi il sindaco di Roma parla di una semplice appartenenza allo stesso partito, ma in realtà Alemanno sponsorizzò la candidatura del consigliere regionale, finito in manette. Su youtube ci sono numerosi video che testimoniano come il rapporto tra i due vada oltre la semplice appartenenza comune allo stesso partito. In alcuni Alemanno abbraccia Morelli, gli alza il braccio in segno di vittoria durante l’iniziativa elettorale del marzo 2010 a Cosenza, durante la quale il primo cittadino dichiarò: “Per fare questo ci vogliono le persone giuste che indicano la strada, permettetemi di dirlo e non per amicizia, per effettiva valutazione concreta e reale, credo che questa persona possa essere Franco Morelli”.

Nell’ordinanza firmata dal Gip Giuseppe Gennari emerge chiaramente la vicinanza non solo politica. Nell’aprile 2008, a Roma, al Cafè de Paris (poi sequestrato perché riconducibile alla ‘ndrina Alvaro) si tiene un incontro alla presenza di Alemanno, allora ministro delle politiche agricole e forestali, organizzato da Giulio Lampada, boss di ‘ndrangheta arrestato, ieri, come capo dell’organizzazione mafiosa. Alemanno, si lascia andare a ringraziamenti e complimenti. Lo stesso Lampada, il 3 aprile, ne parla al telefono con l’avvocato Giglio e racconta la serata.

Giulio: perché l’altra, l’altra sera, l’altra sera mi hanno presentato Gianni Alemanno, eh! Bellezza!

Mario: sì, sì! Eh, eh, eh! (…)

Giulio: Tu immagina il Ministro con il microfono in mano, seguimi, “ringrazio il gruppo Lampada, noto industriale calabrese a Milano e il dotto Vincenzo Giglio”. Noi in un angolino che gli alzavamo la mano tipo “cià, cià, cià”.

Giulio Lampada racconta la serata: “ Eravamo i vip diciamo, la Reggio bene, Bellezza!”.

Scrive il Gip Gennari nell’ordinanza: “Che Alemanno – così come è – non avesse idea alcuna di chi fossero in realtà i Lampada conta poco o nulla. Quello che conta è che il gruppo mafioso riesca ad accedere a determinate relazioni personali di favore alle quali mai avrebbe potuto avvicinarsi se non beneficando della rete di compiacenze mafiose”.

Alemanno si fida del ‘sodale’ politico che oggi definisce genericamente “uno del Pdl” tanto che nell’ottobre 2009 partecipa alla cresima, in forma privata, della figlia di Franco Morelli in un’azienda agricola a Lamezia Terme. Da una intercettazione a Giulio Lampada si evince che la madrina sarebbe stata la moglie del boss mentre il padrino il sindaco di Roma. Il Gip Gennari chiarisce l’estraneità di Gianni Alemanno: “L’attuale sindaco di Roma paga il cinismo e lo spessore criminale del suo compagno di partito e seguace Morelli che non si fa alcuno scrupolo ad avvicinare uomini come Lampada ad Alemanno, ben sapendo quale fosse lo spessore del primo e quali le ricadute per la immagine del secondo, una volta scoperte le cose”.

L’interesse di Alemanno per il politico Morelli si è evince dalle telefonate che intercorrono tra i due nel periodo di formazione della giunta regionale calabrese dopo la vittoria di Giuseppe Scopelliti. Alemanno comunica a Morelli che sentito Ignazio La Russa il suo nome nella rosa di assessori non c’è. Il problema è che ci sono voci su possibili indagini a carico dello stesso Morelli, il quale attiva tutti i canali per avere informazioni sul suo conto e sgomberare il campo. Alemanno è al corrente delle voci, ma insiste e alla fine solo nel 2010 ottiene una prima carica per Morelli. Lo chiama al telefono per comunicargli la notizia. E’ il 6 maggio 2010.

Alemanno: Buondì, senti io ieri sera finalmente sono riuscito a parlare con Scopelliti ( governatore della regione Calabria, ndr) a quattr’occhi

Morelli: Si, si

Alemanno: Lui dice che, chiude sta vi, sta vice…chiuderebbe sta vicenda con le due commissioni, commissione di bilancio per te e commissione di sanità per quello di Vibo e…fra un anno…ci sarebbe il rimpasto(…) però si aprirebbe lo spazio per il tuo assessorato, e nel frattempo lui mi ha detto una serie di, di questioni, adesso io faccio le verifiche, che…bisogna fare per confutare tutte queste illazioni e vediamo un po’ più di questo non sono riuscito a ottenere

(…)

Alemanno: Mi dispiace, ma più di così non riesco a fare perché ripeto, una volta eletto, il presidente, ha il coltello dalla parte del manico, dopo di che se, se fa, mm se continua su questa strada poi gliela faremo pagare presto o tardi, però adesso non abbiamo grandi armi insomma

Morelli: sì, sì, no io ripeto, per quanto riguarda queste verifiche, posso stare non tranquillo, ma super tranquillo

Alemanno: non, no, va bè, ma io ne ne sono convinto pure io, però visto che lui ha detto delle cose, verifichiamo insomma

Morelli: tu hai modo e possibilità di potere vedere

Alemanno: certo, certo, certo, certo