“Cosi’ e’ una trappola”. Silvio Berlusconi non intende incontrare i pm della procura napoletana. Ieri aveva aperto ad un compromesso: essere ascoltato sul caso Tarantini, ma solo alla presenza dell’avvocato e di ogni tipo di garanzia, compresa la facoltà di non rispondere. Ma oggi il presidente del Consiglio – secondo quando riferisce l’Agi – fa dietrofront e manifesta la volontà di chiudere ogni porta.

Insomma, prende sempre più corpo l’ipotesi che la Procura di Napoli sia costretta a chiedere l’accompagnamento coatto del Cavaliere. E ancora una volta il parlamento potrebbe essere chiamato a stabilire se il premier è un cittadino uguale agli altri o meno.

A margine del Consiglio dei Ministri tenusoti questa sera il premier ha anche espresso irritazione per le nuove intercettazioni e si è dichiarato determinato a frenarne “l’abuso in atto e la pubblicazione delle conversazioni private sui giornali”. E non ha nascosto la sua preoccupazione per l’attacco della magistratura: “Un gioco al massacro a cui non mi presterò – ha detto – è indecente che dei magistrati possano cercare di tenere sotto scacco il governo.

Se ci sarà o no l’incontro tra Berlusconi e i Pm “dipenderà anche dal comportamento della procura”, ha avvertito Niccolò Ghedini, che oggi ha parlato in privato con il premier.

Intanto il partito studia possibili soluzioni. Una è quella di un decreto legge sulle intercettazioni: ma è uno strumento sul quale – spiegano fonti della maggioranza – Giorgio Napolitano ha espresso il suo dissenso nell’incontro di questa mattina con il premier. Quindi il Capo dell’esecutivo propenderebbe per un cambio di strategia, anche se sul tavolo l’ipotesi di un intervento d’urgenza, da adottare semmai la prossima settimana, resta. Altra opzione è quella di porre la questione non solo della incompetenza territoriale, ma dimostrare anche l’illegittimità del comportamento della procura. In ogni caso il Pdl chiederà a Nitto Palma che il presidente del Consiglio abbia tutte le tutele possibili, altrimenti – sottolineano fonti parlamentari – “lo scontro con i Pm sarà inevitabile”.

“E’ assurdo – ha ripetuto ancora Berlusconi ai suoi a margine del Consiglio dei Ministri – parlare a radio e tv di un processo in corso, non mi farò certo processare in piazza”. E torna sulle intercettazioni, sostenendo che la legge su questa materia “è la prima che vogliono gli italiani perchè l’87 per cento di loro sa di essere intercettato quando parla al telefono”.