Sei operai sono morti in seguito ad una esplosione in una fabbrica di fuochi d’artificio di Carnello, nel comune di Arpino (Frosinone).

Oltre alle vittime accertate, i vigli del fuoco e la protezione civile – che sono intervenute sul posto transennando immediatamente l’area e impedendo l’accesso a chiunque fatta eccezione per i familiari delle vittime – stanno cercando altre due persone.

Sul posto sono arrivate diverse ambulanze e due elicotteri del 118. Il capannone della fabbrica, di proprietà di Claudio Cancelli e dei suoi due figli Giuseppe e Giovanni, è andato completamente distrutto, mentre sul posto sono intervenuti carabinieri e polizia. Secondo una prima ricostruzione, la deflagrazione sarebbe avvenuta nei locali di confezionamento del materiale pirotecnico.

La governatrice del Lazio Renata Polverini ha espresso cordoglio per quanto accaduto, e lo stesso hanno fatto alcuni esponenti del Partito Democratico locale. Solidarietà viene espressa anche dal Capo dello Stato Giorgio Napolitano. L’ex ministro del lavoro e segretario del Pd Cesare Damiano ha ricordato che si tratta di una delle più gravi stragi sul lavoro degli ultimi anni, aggiungendo che ” è indispensabile continuare a battersi per la riduzione dei rischi. Per far questo bisogna rendere certe, stringenti e applicate le norme del decreto 81, voluto dal governo Prodi e purtroppo depotenziato dall’attuale governo”. L’attuale titolare del welfare, Maurizio Sacconi, dopo aver espresso “partecipazione all’intenso dolore dei familiari e dei colleghi dei lavoratori deceduti e feriti” ha annunciato l’invio degli ispettori “al fine di una tempestiva individuazione delle cause e delle eventuali responsabilità”.

“Che nessuno ci venga a parlare di tragica fatalità”, hanno invece affermato Giuseppe Giulietti e Stefano Corradino, portavoce e direttore di Articolo21. “Nonostante i ripetuti interventi del presidente della Repubblica”, hanno aggiunto, “il tema delle morti bianche e degli incidenti sul lavoro sono usciti dall’agenda delle priorità. Non c’è crisi alcuna per quanto acuta che possa giustificare distrazioni e disattenzioni in materia di tutela del lavoro e sicurezza”. Nel 2010, secondo le statistiche contenute nell’ultimo rapporto dell’Inail, gli incidenti mortali sullavoro sono stati 980.

Parole dure sull’incidente arrivano anche dalla segretaria della Cgil Susanna Camusso, che dalla festa de l’Unità di Bologna tuona: “Questi sono i danni che produce una stagione in cui si pensa che si possa tagliare sui diritti della persona e sulla sicurezza”. Per la leader sindacale “il tema degli infortuni sul lavoro è sempre più di attualità, in una situazione difficile come questa. Purtroppo, basta vedere la manovra che è stata fatta, che continua a tagliare sui diritti delle persone, sulle condizioni di lavoro”.