Lo Shocking Club, il Luminal, il Cafè Solaire. Tre nomi famosi della movida milanese sarebbero collegati a Guglielmo Fidanzati, trafficante di droga e figlio di Gaetano detto Tanino, storico boss di Cosa nostra trapiantato a Milano dagli anni Sessanta e finito in manette per l’ennesima volta il 5 dicembre 2009. Alle tre discoteche si aggiunge un ristorante emergente, il Moscati di via Moscati 13, all’angolo con via Canonica, nella Chinatown milanese. Simbolo: il volto di un anziano con la coppola, neppure troppo stilizzato. Quanto al Cafè Solaire, era già finito sotto sequestro qualche anno fa, quella volta per una vicenda di ‘ndrangheta, visto che era controllato da Vincenzo Falzetta, uomo del boss lecchese Franco Trovato.

E agli atti dell’inchiesta spunta il nome di Lele Mora, l’agente dei vip televisivi già imputato nel processo sulle notti a luci rosse di Silvio Berlusconi. Una testimone ha raccontato agli investigatori che Guglielmo Fidanzati sarebbe “socio occulto” di diversi locali compreso “il Borgo Karma con Lele Mora”. In alcune intercettazioni, gli indagati si riferirebbero a lui anche come persona “interessata” al Cafè Solaire e allo Shocking. Mora, sempre secondo la testimone, sarebbe stato protagonista “di un vorticoso giro di assegni e di cambiali” insieme agli uomini del boss.

Oltre alle insegne più “in”, è finita sotto sequestro una decina di bar più ordinari, sparsi per le vie del capoluogo lombardo, due società immobiliari e alcune automobili. Il valore complessivo delle 14 quote societarie sequestrate è di 15 milioni di euro. Per quanto riguarda lo Shocking, l’inchiesta fa riferimento alla gestione precedente, prima del passaggio di proprietà avvenuto nel 2009, e il locale infatti non è stato fisicamente sequestrato, a differenza del Luminal di viale Monte Grappa.

I sequestri sono partiti stamattina a opera dei finanzieri del Nucleo di polizia tributaria di Milano, su ordine del gip Fabrizio D’Arcangelo. Secondo le accuse, i locali sarebbero legati a 14 società appartenenti a esponenti della criminalità organizzata legati a Guglielmo Fidanzati, uomo d’onore figlio di Gaetano Fidanzati arrestato il 5 dicembre 2009 a Milano e considerato il numero due di Cosa nostra dopo il superlatitante Matteo Messina Denaro. Guglielmo Fidanzati è stato arrestato il 16 aprile scorso, dopo un’inchiesta coordinata dal pm Marcello Musso, per aver trafficato quasi nove chilogrammmi di cocaina insieme a elementi della criminalità calabrese ed ex jugoslava.

Dopo l’arresto, la Guardia di Finanza ha iniziato a seguire le tracce dei soldi, scoprendo che i profitti della coca venivano reinvestiti nei bei nomi della movida milanese. Dalle indagini coordinate dai pm Ester Nocera e Giovanni Narbone, della Direzione distrettuale antimafia, è stato possibile scoprire che il rampollo di Cosa nostra, proprio per sfuggire a eventuali sequestri, aveva affidato la titolarità o la gestione di bar e discoteche, attività commerciali nelle quali aveva investito i ricavi dei suoi proventi illeciti, a collaboratori prestanome chiamati “discepoli”. Sono state così denunciate 13 persone per associazione a delinquere finalizzata all’intestazione fittizia di beni. Le analisi finanziarie e patrimoniali dei finanzieri che hanno tratto spunto anche da risultanze investigative della polizia e dei carabinieri hanno permesso di scovare le società intestate a prestanomi e di effettuare i sequestri.

Il Luminal e e il Café Solaire erano già finiti nel mirino della Finanza neppure un mese fa, il 13 luglio, in un’inchiesta per truffa.