Le bare dei 25 morti al molo Favarolo

Viaggiavano come prigionieri i migranti trovati morti stamattina nella stiva di un barcone diretto a Lampedusa. Uno di loro sarebbe uscito sul ponte durante la traversata e, per punizione, sarebbe stato scaraventato in mare. Il conto delle vittime del tragico viaggio salirebbe così a 26. E’ quello che emerge dalle prime testimonianze raccolte dalla Squadra mobile di Agrigento. Ai dannati della stiva, tutti ragazzi tra i 25 e 30 anni, sarebbe stato vietato salire in coperta per il timore che il barcone, già stracarico, si rovesciasse in mare. Chiusi in una botola angusta, di due metri per tre, senza oblò ne prese d’aria, secondo i racconti dei sopravvissuti i “prigionieri” hanno cominciato presto ad avere difficoltà respiratorie e a gridare, ma senza risultato.

”La morte dei 25 immigrati clandestini è stata quasi certamente provocata da asfissia”, afferma l’assessore regionale alla Salute della Regione Sicilia, Massimo Russo, dopo aver letto la relazione predisposta dai suoi tecnici. Le autorità sono intervenute anche per tranquillizzare chi temeva che i 25 fossero stati uccisi da una malattia infettiva, possibilità molto remota dato che la dinamica dei fatti era emersa abbastanza chiaramente fin da stamattina stamattina. “Nessuno dei clandestini sbarcati sull’isola questa notte”, si legge nella relazione dell’assessorato, “presenta segni e sintomi riconducibili a patologie trasmissibili e diffusibili”. Un’ulteriore conferma arriva dal ministero dell’Interno, per bocca del sottosegretario Sonia Viale: la tragedia “è stata causata dalle disumane condizioni in cui le vittime sono state costrette a viaggiare”.

I venticinque cadaveri sono stati trovati stamattina a bordo del barcone, carico di 268 migranti, che era stato soccorso ieri sera dalla guardia costiera e che  era giunto a un miglio da Lampedusa. Il barcone, che procedeva molto lentamente, stamani all’alba ha però avuto un guasto, quando si trovava a circa un miglio da Lampedusa. I migranti sono stati quindi trasbordati sulle motovedette della Guardia costiera, ma a bordo il personale delle Capitanerie di porto ha fatto la macabra scoperta. I migranti tratti in salvo, la cui provenienza è ancora imprecisata, erano 271 (non 268, come appreso in un primo momento), tra cui 36 donne e 21 bambini.

La procura di Agrigento ha aperto un fascicolo d’inchiesta. L’indagine, a carico di ignoti, ipotizza i reati di morte come conseguenza di altro reato e favoreggiamento dell’immigrazione clandestina. “Faremo eseguire l’autopsia sui cadaveri – ha detto il procuratore di Agrigento Renato Di Natale – per ricostruire precisamente le cause della morte”. I magistrati spiegano che la morte delle persone sul barcone potrebbe essere avvenuta in acque internazionali.