La Nato ha comunicato di aver affondato otto navi da guerra appartenenti alle forze del leader libico Muammar Gheddafi, durante una serie di raid aerei notturni dell’Alleanza sui porti di Tripoli, Homs e Sirte.

“Vista l’escalation nell’uso della forza navale, la Nato non ha avuto altra scelta che passare ad un’azione di forza per proteggere la popolazione civile della Libia e le forze marittime dell’Alleanza”, ha affermato l’ammiraglio Russell Harding in un comunicato. Le otto navi, specifica la nota della Nato, sono state affondate nell’ambito di attacchi coordinati nei tre porti libici.

Intanto la televisione libica ha diffuso immagini del colonnello mentre incontra un funzionario del regime di ritorno da una missione in Russia. Sono le prime immagini del colonnello che non appare in pubblico ormai da diversi giorni. Nelle immagini si vede il raìs in una sala con sullo sfondo una televisione accesa sulla prima rete della tv di stato e la data “giovedì 19 maggio 2011”. Vestito di bianco e nero, indossa degli occhiali da sole scuri e sembra in buona salute. E poco dopo un comunicato del regime libico ha risposto alle parole pronunciate poche ore prima da Barack Obama (Leggi l’articolo) definendo “deliranti” le assicurazioni sulla sicura caduta del Colonnello: “Non è Obama che decide se Gheddafi lascia la Libia o no” ma “è il popolo libico che decide il suo futuro”.

E dalla Libia arriva anche la tragica notizia della morte del fotografo sudafricano Anton Lazarus Hammerl: scomparso lo scorso 4 aprile insieme ad altri tre giornalisti stranieri, è stato ucciso sei settimane fa dalle forze pro-Gheddafi. “Anton è stato ucciso dalle forze di Gheddafi in un luogo estremamente remoto del deserto libico. Secondo testimoni oculari, le sue ferite erano di tale gravità che non avrebbe potuto sopravvivere senza ricevere cure mediche”, ha spiegato su Facebook la famiglia di Hammerl.