Dominique Strauss-Kahn esce ammanettato dal carcere di New York per accertamenti medici

Dopo la seconda notte di detenzione a New York, oggi il direttore del Fondo Monetario Internazionale, Dominique Strauss-Kahn, è comparso davanti a un giudice, che ha respinto la richiesta di rilascio con una cauzione da un milione di dollari presentata dagli avvocati difensori e ha fissato la prossima udienza per il 20 maggio. Il direttore del Fondo monetario internazionale resterà quindi in carcere e rischia una condanna a 70 anni. Deve rispondere di sette capi d’accusa, tra cui stupro, sequestro di persona e anche “sodomia” (termine usato nel diritto americano per descrivere tutti i rapporti sessuali non vaginali, compreso quello orale). Vittima una cameriera portoricana di 32 anni  – Ophelia – del Sofitel di Times Square.

Le perizie preliminari, secondo i procuratori, confermano le accuse ai danni di Dominique Strauss-Kahn da parte della cameriera. Gli avvocati difensori hanno puntato sulla versione che il direttore dell’Fmi avrebbe lasciato l’albergo verso mezzogiorno per raggiungere sua figlia a pranzo. Ma l’alibi fornito vacilla: secondo il corrispondente di Liberation a New York, infatti, la polizia ha corretto l’ora dell’aggressione, che sarebbe avvenuta verso mezzogiorno e non più verso le 13, come detto finora. In un rapporto basato sulle notizie fornite da un alto responsabile della polizia newyorchese ai diplomatici francesi si legge poi che ”alcuni graffi sono stati rilevati sul torace di Strauss-Kahn, che “ha dato il suo accordo per analisi complementari”.

Nonostante le accuse, lo stato maggiore del Partito socialista francese ha deciso di confermare le date delle primarie che designeranno il candidato alle presidenziali del 2012. Prima dello scandalo, Strauss-Kahn, pur non avendo ufficializzato la sua candidatura, era l’avversario più temuto da Nicolas Sarkozy per le presidenziali. “E’ una vicenda privata, non un caso politico”, ha detto Harlem Desir, numero due del principale partito di opposizione, che ha “messo in guardia” la “destra” contro “ogni tentativo di sfruttare questa storia privata”.

E in effetti davanti allo scandalo che ha travolto DSK, la maggioranza di centrodestra francese sceglie finora la prudenza nelle dichiarazioni. Sarkozy, nonostante le numerose sollecitazioni da parte dei media, non ha finora voluto commentare la vicenda, e così anche i membri del suo entourage all’Eliseo. Massima sobrietà anche per il ministro degli Esteri, Alain Juppè, che invita ad aspettare, perché “siamo in fase di istruzione, sta alla giustizia americana di stabilire i fatti e far emergere la verità”. Il leader dell’Ump, partito di Sarkozy, Jean-Francois Copè, si è da parte sua limitato a deplorare un possibile effetto negativo sull’“immagine della Francia” nel mondo.

Uniche voce fuori dal coro, quella del ministro dell’Ambiente Nathalie Kosciusko-Morizet, che ricorda che Strauss Kahn è accusato di “atti molto gravi”, e che “oltre alla vittima presunta, la cameriera, c’è una vittima certa, che è la Francia” e quella del deputato dell’Ump, Bernard Debrè, secondo cui Dominique Strauss-Kahn è un “delinquente sessuale” che deve farsi “curare” e “non è la prima volta che gli succede qualcosa del genere al Sofitel. Tutti lo sapevano in quell’hotel”.

Intanto emergono altre accuse contro Dsk. La scrittrice e giornalista francese, Tristane Banon, ha dichiarato che denuncerà Dominique Strauss-Kahn per un tentativo di stupro subito nel 2007 (Leggi l’articolo di Alessio Pisanò). La Banon, scrittrice e giornalista 31enne, aveva raccontato nel 2007 durante una trasmissione televisiva di aver subito un’aggressione sessuale da Strauss-Kahn. “Stiamo lavorando alla denuncia, io sono con lei”, ha dichiarato il suo avvocato David Koubbi. All’epoca, ha ricordato Koubbi, “Tristane era stata dissuasa dal denunciarlo da sua madre”, Anne Mansouret, consigliere regionale socialista dell’Alta Normandia. La madre domenica aveva dichiarato di avere un rimorso per quella decisione e di avvertire “una responsabilità molto pesante”.

In attesa degli sviluppi giudiziari, il Fondo monetario ha nel frattempo rinviato a oggi – lunedì – la convocazione del suo consiglio di amministrazione. “La riunione informale che avevamo programmato per informare il Cda è stata ritardata in attesa di nuovi sviluppi a New York” ha reso noto con un comunicato il portavoce dell’Fmi, William Murray. Intanto, secondo quanto riporta il Financial Times, i vertici del Fondo devono valutare se chiedere o meno l’immunità diplomatica per il direttore generale DSK. In base allo statuto dell’Fmi, i suoi funzionari “sono immuni da processi giudiziari per azioni espletate nella loro capacità ufficiale, salvo quando il Fondo revoca tale immunità”. Al momento né l’Fmi, né i legali di Strauss Kahn hanno tuttavvia accennato alla possibilità di appellarsi all’immunità. Fonti interne, citate dal quotidiano, suggeriscono che è improbabile che l’Fmi decida di mettersi di traverso alla giustizia americana su questa vicenda.

La notizia dell’arresto di Strauss-Kahn con l’accusa di stupro ha sconvolto la Francia dove il capo del Fmi era dato come favorito in tutti i sondaggi sulle presidenziali francesi del 2012, anche se non aveva ancora sciolto la riserva su una sua possibile candidatura (leggi le reazioni).