La notizia dell’arresto di Strauss-Kahn con l’accusa di stupro ha sconvolto la Francia dove il capo del Fmi era dato come favorito in tutti i sondaggi sulle presidenziali francesi del 2012, anche se non aveva ancora sciolto la riserva su una sua possibile candidatura. Ora la possibilità che Strauss-Kahn si presenti sembra sfumare completamente, anche per una semplice questione di tempi tecnici, come spiega Jeremie Saland, avvocato di New York, citato dal sito francese Le Tèlègramme.com. “La presentazione delle candidature alle primarie socialiste si svolgerà dal 28 giugno al 13 luglio ed è quasi impossibile” che il caso sia in un qualche modo chiuso entro quella data. “Di solito bisogna contare sei o sette mesi prima che si svolga un processo. Ci sono due possibilità perchè l’ingranaggio si arresti: che Strauss-Kahn decida di dichiararsi colpevole e sia possibile trovare un accordo con la vittima o che il Grand Jury, il collegio popolare che sarà chiamato in causa nel caso decida che questo possa essere abbandonato per mancanza di elementi sufficienti. Da quello che ho potuto leggere, nessuna di queste ipotesi mi sembra possibile”.

Secondo il Financial Times che dedica l’apertura allo scandalo che ha travolto il direttore del Fmi, l’arresto del direttore generale del Fondo monetario internazionale getta “scompiglio” nei negoziati per la crisi del debito della Grecia visto che oggi Strauss-Kahn era atteso a Bruxelles per la riunione dell’Eurogruppo incentrata sui dossier di Grecia e Portogallo e che ieri è stato cancellato l’incontro previsto con la cancelliera tedesca Angela Merkel. Eppure, il portavoce del commissario Ue agli affari economici e monetari, Olli Rehn cerca di rassicurare i mercati: “I fatti che hanno coinvolto il direttore generale dell’Fmi, Dominique Strauss-Kahn, non avranno alcun impatto sui piani messi a punto per la Grecia e l’Iralnda e sulle altre decisioni che ci si accinge a prendere”. ”Siamo fiduciosi che ci sarà una continuità totale nel processo decisionale dell’Fmi”, ha auspicato Rehn.

La condanna della stampa francese è unanime nel considerare ormai fuori dalla corsa per l’Eliseo Dominique Strauss-Kahn. ‘DSK OUT’ è il grande titolo di Liberation, giornale della gauche, che nell’editoriale nota come “la messa in stato d’accusa di Strauss-Kahn apra una breccia che riguarda tutta la classe politica, in pieno la sinistra, gli altri di rimbalzo, ma nessuno è più al riparo. La Francia conosce il suo primo sex scandal all’anglosassone ed entra brutalmente in una zona del dibattito pubblico che, finora, per eccezione culturale, identità ‘latina’ o debolezza democratica, restava confinata ai alle voci o ai pettegolezzi di una piccola cerchia”.

Per Le Figaro, ‘Bomba sulle presidenziali’ è il titolo in prima, mentre nell’editoriale ‘PS: il grande balzo nell’ignoto’, si legge: “Incredibile, inverosimile, inconcepibile. Gli strateghi del partito socialista avevano immaginato tutti gli scenari ma non questo”. La sinistra “vede sparire lo scenario annunciato dagli istituti di sondaggio, che predicevano per DSK una quasi elezione automatica nella primavera 2012. L’impressione che domina stamane è che nel Partito socialista tutto sia da ricominciare da capo”.

Eppure, dal partito socialista arrivano per ora solo attestati di solidarietà: ”Siamo al suo fianco, e siamo sicuri che fra poco potrà tornare fra noi”, ha detto Jean-Christophe Cambadelis, segretario nazionale del Ps incaricato di Europa e rapporti internazionali. “Prima di tutto – ha detto Cambadelis – deve esserci la presunzione di innocenza. Poi, noi siamo convinti che Strauss-Kahn sarà completamente scagionato”.

Stima per DSK anche da parte dell’economista francese, Jean Paul Fitoussi, intervistato da Radio3Rai: “Conosco molto bene Dominique Strauss Kahn. Non ci credo, non è possibile. Non è stupido, commettere uno stupro in un hotel di New York è l’ultima cosa che farebbe. Non è possibile”. “Non è impulsivo – ha detto oggi l’economista ai microfoni di ‘Tutta la città ne parla’ – c’è una lunga distanza tra il fatto che gli piacciono le donne e uno stupro. Credo piuttosto a una trappola o alla possibilità per la donna di servizio di sfruttarlo per farsi dare un po’ di soldi tramite un indennizzo”. Secondo Fitoussi comunque “tutto è possibile perché ci sono tanti interessati a indebolirlo. Sia all’interno del Fondo monetario internazionale, dove ha cambiato la dottrina, sia all’esterno”.

Di giudizio opposto Marine Le Pen, presidente del Front national, che, in un’intervista su La Repubblica ha dichiarato di provare “vergogna nel vedere un mio concittadino macchiato di tali accuse” anche perché “la fragilità sessuale di Dominique Strauss-Kahn era un segreto di Pulcinella. Tutti sapevano, ma c’è stata una vera e propria omertà negli ambienti politici e giornalistici”, ha ammesso Le Pen. “Non capisco come Nicolas Sarkozy lo abbia potuto candidare al Fondo monetario internazionale, rovinando la reputazione della Francia nelle istituzioni internazionali”. Secondo Le Pen, Strauss-Kahn dovrebbe “subito dimettersi dall’Fmi”, mentre definisce “sciocchezze” le ipotesi di un complotto ai danni del presidente del Fondo monetario internazionale. “Parlo da donna – aggiunge inoltre -. Sono scandalizzata di sentire illazioni su un possibile complotto ai danni di Strauss-Kahn e nessuno che si preoccupi di difendere e proteggere la donna aggredita. Non è perché è una cameriera d’albergo che non bisogna crederle”.

Di parere diverso, ma sempre critico l’ex consigliere del defunto presidente socialista francese Francois Mitterrand, storico, filosofo ed economista, Jacques Attali secondo cui il presidente dell’Fmi “in politica ora è fuori gioco: meglio se fa un passo indietro” anche se “la presunzione di innocenza deve valere sempre soprattutto in una storia come questa, quasi incredibile”, ha dichiarato Attali sempre a La Repubblica. Ultimamente Dominique Strauss-Kahn era stato vittima di molti attacchi personali per cui, secondo Attali “non si può escludere che ci sia stata una manipolazione contro di lui” anche se Attali ha ammesso che “è difficile immaginare che una cameriera di un grande albergo rispettabile di New York sia una ‘spia’ nemica inviata per incastrarlo”.

Un coro di condanna viene invece da Parigi per le immagini diffuse dai media di tutto il mondo di Dominique Strauss-Kahn ammanettato fra due agenti americani mentre esce da un commissariato di New York. Per il socialista Manuel Valls, si tratta di immagini di “una crudeltà insostenibile” e “per la vita politica francese ci sarà un prima e un dopo” tutto questo. Sull’altra sponda, il presidente dell’Ump, il partito di destra al governo,Jean-Francois Copè, ha garantito di aver chiesto a tutti i dirigenti del suo partito “molta misura, o anche il silenzio” e ha aggiunto che il presidente Nicolas Sarkozy si è trovato d’accordo con questo atteggiamento: “Abbiamo pensato anche all’immagine della Francia”, ha aggiunto Copè. La giovane leader ecologista Cecile Duflot chiede “giustizia” per Strauss-Kahn e per la giovane cameriera che lo accusa, definendo “brutale per tutti” questa situazione. Eva Joly, candidata alle primarie per i Verdi ed ex magistrato, ha sottolineato “la violenza” delle immagini e parla di “incubo”.