“L’operazione durerà il tempo necessario perché Gheddafi smetta di bombardare la sua popolazione”. Così l’ammiraglio Rinaldo Veri, a capo dell’operazione navale dell’Alleanza atlantica, ha commentato il futuro dell’impegno internazionale in Libia. Una situazione in cui l’ammiraglio “non crede ci sia uno stallo”, come invece lamentato da più parti. “Questo è un lavoro che richiede pazienza e determinazione” ha aggiunto Veri. Il comandante ha anche spiegato che il raid in cui è rimasto ucciso uno dei figli dei rais, Saif al-Arab, era del tutto legittimo. “Noi non colpiamo obiettivi, ma le installazioni da cui Gheddafi ed i suoi uomini sono in grado di guidare e di condurre gli attacchi contro la popolazione”, ha sottolineato.

Sul fronte diplomatico, il primo ministro turco, Recep Tayyip Erdogan, ha ribadito la necessità di un passo indietro di Muammar Gheddafi, e un suo allontanamento del Paese. Mentre i ribelli chiedono aiuto economico a Francia, Italia e Stati Uniti: “La liquidità di cui disponiamo nel Paese sarà sufficiente probabilmente per tre, quattro mesi al massimo”, ha dichiarato Ali Tarhoni, ministro dell’economia e del petrolio del Consiglio nazionale di transizione di Bengasi. Gli insorti spiegano di avere bisogno di tre miliardi di dollari: la loro proposta è di utilizzare i fondi congelati al Colonnello.

In Libia intanto continua ad essere isolata – per il terzo giorno consecutivo – la città di Misurata, da settimane sotto assedio. Le forze lealiste starebbero bombardando il porto con una decina di razzi, mentre le mine impediscono il passaggio di aiuti umanitari e medici. L’Organizzazione internazionale per le migrazioni ha lanciato un appello a “tutte le parti coinvolte nel conflitto” perché consentano alla sua nave ‘Red star‘ di attraccare ed evacuare mille migranti, di cui 71 tra donne e bambini, provenienti da Niger, Ghana, Ciad, Nigeria, Sudan, Mali, Egitto e Bangladesh.