L'incontro tra Gheddafi e Berlusconi in occasione della visita a Roma del leader libico nell'agosto 2010

Il leader libico Muammar Gheddafi riappare in tv. Chiede alla Nato un negoziato per fermare i raid e minaccia di portare la guerra in Italia. Che “ha ucciso i nostri figli nel 1911, all’epoca della colonizzazione, e ora lo fa di nuovo nel 2011. Il governo italiano oggi attua la stessa politica fascista e coloniale dei tempi dell’occupazione”, ha detto il raìs in uno dei passaggi del discorso di stamani all’emittente di Stato nel quale ha denunciato la decisione del governo Berlusconi di dare il via libera ai bombardamenti italiani. “Con rammarico ho sentito i figli della Libia minacciare di portare la guerra in Italia – ha detto il Colonnello – Dicono che ormai la guerra è tra noi e gli italiani. I libici hanno ragione e io non posso porre un veto sulla sulla decisione di difendere la Libia e portare lo scontro nei territori nemici”.

”Il mio amico Silvio Berlusconi ha commesso un crimine”, ha accusato Gheddafi. ”Dov’è il Trattato di amicizia che non permette l’uso delle basi italiane contro la Libia? Non avete chiesto scusa e condannato il colonialismo? Come mai ripetete adesso l’invasione con i vostri aerei?”, si chiede il raìs, secondo cui in Libia c’è il tentativo di imporre “un nuovo colonialismo italiano”. L’occasione del discorso del Colonnello è il 96° anniversario della battaglia di Gardabiya, a sud di Sirte, che nel 1915 vide di fronte libici e soldati italiani. “Pensavamo di trattare con una nazione civile, ma con mio rammarico in questa ricorrenza invece di festeggiare la chiusura di questo triste capitolo ci troviamo oggi con un nuovo colonialismo italiano. Avete commesso un crimine, l’ha commesso il mio amico Berlusconi, l’ha commesso il Parlamento italiano. Ma ci rendiamo conto che non esiste un Parlamento in Italia, nè tanto meno la democrazia. Solo l’amico popolo italiano vuole la pace”.

Il Colonnello ha poi lanciato un appello alle forze Nato per avviare negoziati che mettano fine i raid aerei sulla Libia. “Noi non li abbiamo attaccati, né abbiamo oltrepassato i loro confini: perché allora ci stanno attaccando? Paesi che ci attaccate, fateci negoziare con voi”, ha chiesto Gheddafi. “La Libia è pronta già da ora ad un cessate il fuoco, ma che non sia unilaterale”, ha proseguito. “Siamo stati i primi ad accogliere un cessate il fuoco, ma l’attacco dei crociati Nato non si è fermato”, ha aggiunto. E bombe della Nato sono cadute su Tripoli nei pressi degli studi della tv proprio mentre parlava il rais.

”Servono fatti, non parole”: così la Nato ha risposto alla richiesta del raìs. Le nostre operazioni “proseguiranno – ha dichiarato un alto funzionario dell’Alleanza – fino a quando gli attacchi e le minacce contro i civili non finiranno. Appena poche ore prima della richiesta di tregua avanzata dal colonnello Gheddafi le sue forze hanno bombardato indiscriminatamente Misurata uccidendo molte persone, tra cui anche bambini”.

Il messaggio in tv di Gheddafi è arrivato a poche ore dall’ennesima dichiarazione di guerra ai ribelli. Il raìs ieri era intervenuto con un messaggio agli insorti: “Arrendetevi entro tre giorni o sarà un bagno di sangue”. Pochi minuti prima uno dei figli del Colonnello aveva avvertito: “non ci arrenderemo mai”.