E ora tenteranno di imbavagliare i referendum: il cosiddetto regolamento Butti, già depositato nella sede della commissione parlamentare di vigilanza, sarà lo strumento per attuare il piano di oscuramento, per far saltare il quorum.

Chi si è assunto la responsabilità di affossare la mozione parlamentare che chiedeva una sola data per lo svolgimento delle elezioni amministrative e del referendum, si è assunto anche la responsabilità di ridare vigore al regolamento manette. Ci dispiace davvero che tra costoro ci sia anche il parlamentare radicale Marco Beltrandi che, in altre occasioni, ha invece sostenuto le campagne promosse , tra gli altri, da Articolo 21.

Tra qualche giorno, ovviamente speriamo di essere smentiti: Butti e la maggioranza lasceranno cadere gli emendamenti civetta, quelli relativi ai conduttori a rotazione, tanto per fare un esempio, ma riproporranno, pari pari, il testo dell’ultimo regolamento, quello votato a maggioranza che aveva determinato la chiusura di tutte le trasmissioni di approfondimento, tra cui Annozero e Ballarò, e non contenti proporranno di chiudere anche le trasmissioni di satira e comunque di proibire in quegli spazi qualsiasi riferimento ai referendum. Per altro a fine maggio non poche trasmissioni avranno chiuso i battenti e così sarà più facile portare a compimento questa canagliata.

Lo faranno perchè sono terrorizzati, perchè sanno che le questioni relative al nucleare, all’acqua pubblica, al legittimo impedimento stanno a cuore a milioni di cittadini e, dunque, pur di evitare una sconfitta sono disposti a tutto, anche a una truffa mediatica che sia la premessa di una truffa elettorale. Naturalmente questi divieti non saranno estesi ai Tg, dove ormai, salvo le solite eccezioni, dilagano e il presidente da solo ha occupato uno spazio doppio rispetto a quello di tutte le opposizioni messe insieme.

Per queste ragioni non sarà sufficiente un’ordinaria battaglia di opposizione, ma sarà necessario contrastare questa legge bavaglio in tutte le forme possibili, in tutte le sedi, internazionali e nazionali. Articolo 21, insieme con Libera informazione e con chi ci vorrà stare, a cominciare da alcuni tra i più prestigiosi giuristi italiani, ha deciso di promuovere un comitato per la legalità repubblicana e per illuminare i referendum; il comitato si metterà a disposizione dei comitati referendari e delle singole associazioni , non solo per presentare gli esposti alle Autorità di garanzia, ma anche per chiedere agli stessi tribunali di tutelare il diritto dei cittadini ad essere informati in modo completo e rispettoso del pluralismo politico, sociale e scientifico, dal momento che i quesiti investono materie particolarmente delicate e decisive per il futuro della comunità nazionale e di ogni singolo cittadino.

Nel frattempo, ovviamente, ciascuno di noi metta a disposizione il suo sito, il suo blog ed ogni altro spazio utilizzabile per ospitare le voci dei promotori dei referendum. Le piazze per la Costituzione che hanno segnato la grandi manifestazione del 12 marzo hanno ora il dovere civico di promuovere la più ampia partecipazione a questo grande appuntamento democratico.