la foto comparsa su Il Giornale lunedì 14 febbraio "Ecco il leader nudo (in luogo pubblico)"

Prima “gli amori segreti della Boccassini” (nel 1980 aveva un fidanzato giornalista di Lotta Continua); poi gli altarini di Ambra Angiolini, Catherine Spaak e Isabella Ferrari (“moraliste dalla memoria corta” con “un passato da ninfette che le ha portate al successo con non poche polemiche. Ma oggi si indignano per il caso Ruby”); poi ancora le foto di Noemi Letizia e dell’amica Roberta Oronzo (“Sono giovani, innocenti: si prendono in giro, si fanno i dispetti, si inseguono con la macchina fotografica e la cinepresa”). E infine lo “scatto proibito” di Nichi VendolaIl Giornale, il giorno dopo la grande manifestazione del 13 febbraio “Se non ora, quando?”, torna alla carica con un altro titolo contro “la doppia morale della sinistra”: “Ecco il leader nudo (e in luogo pubblico)”. Ma chi è il leader? Non Berlusconi, ma “un giovane Nichi Vendola nel campo nudista di Capo Rizzuto”. Siamo nel 1979. La foto gira da tempo su internet: l’attuale governatore pugliese aveva all’epoca 21 anni (è nato a Bari nel 1958) e stava facendo una vacanza in un campeggio naturista. La tesi del quotidiano diretto da Alessandro Sallusti: “Nichi difendeva la libertà sessuale, ma ora lo acclamano come paladino dell’etica”.

Una tesi a cui il governatore della Puglia si ribella. In un’intervista a La Repubblica Vendola parla apertamente di “metodo Boffo”, il direttore di Avvenire costretto alle dimissioni dopo la pubblicazione di notizie false da parte dell’allora direttore de Il Giornale Vittorio Feltri. “Sono molto gratificato nel subire lo stesso trattamento riservato a Boffo, Mesiano, Marcegaglia e Boccassini – spiega Vendola -. Ciclicamente tocca anche a me. Lo stesso poligono di tiro della famiglia Berlusconi aveva pubblicato una mia foto al Gay Pride priva di qualunque significato con il titolo ‘Può quest’uomo fare lezioni di morale?‘”. Il leader di Sel non ha dubbi: “Certo che posso. La verità è la bussola della mia esistenza”. Vendola infatti non ha mai nascosto la sua omosessualità. E fino a prova contraria, in Italia, essere gay non è reato. Ma qual è l’obiettivo di questi attacchi personali? “L’equiparazione – afferma Vendola – Berlusconi non è pulito, ma siamo tutti luridi, tutto è contaminato”. Il Giornale mette insieme “un mix di moralismo e immoralismo – dice ancora il politico pugliese – Il moralismo di chi si finge neoclericale per ragioni elettorali e di chi si intruppa al Family day, di chi si scaglia contro Beppino Englaro rendendo un tema drammatico un’arena per gladiatori, di chi non esita a mandare in galera i ragazzini con lo spinello”.

Il giorno dopo la pubblicazione della foto di Vendola nudo in Calabria, a ricordare lo “scoop” c’è solo un editoriale di Sallusti intitolato “Il corpo di Vendola”. Dopo aver affermato che “in piazza non c’era un milione di persone” e che “nel mirino c’era il corpo di Berlusconi”, il direttore affronta l’argomento “foto”: “Quella foto, il Vendola desnudo ha accettato di farsela scattare. (…) Noi l’abbiamo riprodotta per dimostrare proprio quello che Vendola contesta, rinnegando se stesso e la sua cultura per meri fini politici”. E cos’è che Vendola rinnega? “Che del proprio corpo, ognuno, uomo o donna che sia, fa quello che meglio crede senza dover passare per il giudizio della Boccassini, della Repubblica, di Santoro, del Parlamento e della piazza”. Ecco l’inganno del “siamo tutti luridi” di cui Vendola parla nell’intervista. Un inganno che ha fatto scattare l’indignazione di molti lettori dello stesso Giornale e che, però, non ha trovato sfogo sulle pagine del quotidiano. Nello spazio riservato alle lettere, nessun segno di dissenso, anzi, i commenti sono tutti contro la piazza e contro “la santa inquisizione” che ha colpito il Cavaliere.

Non c’è traccia neppure della lettera aperta che Chicca Belloni, lettrice milanese, ha inviato a Sallusti. Anche lei si trovava quell’anno a Capo Rizzuto nello stesso campeggio di Vendola e racconta: “Avevo più o meno l’età di Noemi Letizia e di Ruby e provavo quel mix di insicurezza e curiosità, paura ed entusiasmo che accompagna gli adolescenti al debutto nel mondo della sessualità. Mi sono innamorata, ho dato baci e carezze, ho mostrato il mio corpo. Esattamente come fanno le ‘papi girl’, mi dirà lei. No: chi lo guardava non era più vecchio di mio padre e, al risveglio, non mi ha fatto bonifici in banca, né mi ha regalato preziosi gioielli”. Per Chicca “ad Arcore, non c’è un uomo “che fa quel che vuole del suo corpo”, ma un uomo che fa quel che vuole IL suo corpo (perché questo, evidentemente, ha preso il sopravvento). Non c’è un uomo che chiede libertà, ma un uomo che si è concesso molte libertà, anche quelle che il codice penale – non un condizionamento culturale – vieta: la libertà di pagare l’amore di una minorenne, la libertà di richiederne l’immediato rilascio contro ogni regola, la libertà di elargire cariche pubbliche in cambio di ore di sesso. Ecco perché il paragone tra Nichi Vendola e il Suo Presidente non regge – conclude -. La parola libertà, per i due, non ha lo stesso profumo”.