Sono giuristi, professionisti, imprenditori, commercianti e impiegati i primi firmatari della petizione-esposto alla Corte dei Conti in favore del sostegno agli allievi disabili gravi promossa dall’Osservatorio sulla legalità e sui diritti Onlus e aperta alla firma di tutti i contribuenti. In tre giorni sono state raccolte già centinaia di firme. La grande maggioranza dei sottoscrittori non sono insegnanti. Un dato positivo, secondo l’associazione promotrice, che evidenzia come la richiesta di un adeguato sostegno ai disabili gravi sia una scelta di civiltà e diritti sentita da tanti cittadini e non una battaglia di categoria.

Fra i primi firmatari figurano gli scrittori Oliviero Beha e Normanna Albertini, il presidente emerito aggiunto della Corte di cassazione Romano De Grazia, Gaetano Dragotto, già procuratore generale di Ancona, e Patrizia Bellucci, docente universitario e responsabile scientifico del laboratorio di Linguistica Giudiziaria dell’università di Firenze.

Mario Alberto Ruffo, avvocato cassazionista e docente di diritto penale amministrativo presso l’università ‘Magna Graecia’ di Catanzaro, ritiene l’iniziativa di grande valore: “Non soltanto l’ho sottoscritta subito insieme a mia moglie Angela, che è revisore dei conti – commenta – ma l’ho segnalata a diversi amici giuristi e non che hanno aderito con entusiasmo”.

“Aderisco convinta sperando anche in iniziative che raggiungano un pubblico vasto non solo di addetti ai lavori” si legge poi in un messaggio inviato sul sito dell’Osservatorio da una sottoscrittrice, “e allora per far questo bisogna fare denunce pubbliche circostanziate e rumorose”.

“L’Osservatorio sulla legalità e sui diritti non è nuovo alle iniziative rumorose sul sostegno ai disabili”, come ricorda Margherita Corriere, avvocato e componente del Comitato tecnico-giuridico dell’associazione, richiamando un appello inviato due anni fa alle Istituzioni perché garantissero il diritto allo studio dei disabili gravi, violato da due commi della legge finanziaria 2008 (che prevedevano tagli al sostegno). “L’appello ottenne circa 100.000 firme fra cittadini ed adesioni di associazioni, ma non ricevemmo alcuna risposta dal Ministro Maria Stella Gelmini – aggiunge il presidente nazionale dell’Osservatorio, Rita Guma – mentre il Parlamento inviò la petizione alle competenti Commissioni e la presidenza della Repubblica ci rispose due volte, pur potendo solo rinviare il problema al Ministro dell’Istruzione”.

“Quando la Corte Costituzionale, con sentenza del 22 febbraio 2010, ha dichiarato illegittimi i due commi, la questione è sembrata chiusa”, aggiunge Flavia Fulvio, presidente dei Probiviri dell’Osservatorio, “ma la tendenza al ribasso nella gestione del sostegno scolastico è proseguita ugualmente, generando proteste e ricorsi al Tar delle famiglie dei disabili gravi”. Nemmeno questo, però, ha provocato un ravvedimento dell’amministrazione. Infatti, spiega Rita Guma, “ogni volta che il ministero dell’Istruzione e le Direzioni scolastiche locali perdono una causa loro intentata dalla famiglia di un allievo disabile, i costi sono a carico dello Stato, il che non dissuade l’amministrazione dal proseguire nella sua politica di tagli al sostegno, anzi, per lo stesso motivo spesso sono proprio le famiglie ad essere dissuase dall’insistere per ottenere il riconoscimento del diritto, perché in tali condizioni non se la sentono di affrontare un giudizio”.

La nuova iniziativa dell’Osservatorio nasce proprio per porre rimedio a una situazione paradossale. “La novità della nostra petizione, consiste nel fatto che non si appella al ‘buon cuore’ delle istituzioni, ma chiede alla Corte dei Conti di indagare sullo spreco di risorse statali derivante dal rifiuto di adeguato sostegno scolastico cui conseguono centinaia di ricorsi per la lesione del diritto allo studio del disabile”, spiega Massimiliano Trematerra, membro del Comitato tecnico-giuridico dell’Osservatorio, ricordando che si tratta di un diritto di rango costituzionale: “La petizione, che ha le caratteristiche di un esposto, chiede quindi alla Corte dei Conti di accertare il danno erariale e d’immagine subìto dallo Stato per i tagli al sostegno lesivi dei diritti dei disabili gravi da parte di ministero, provveditorati e scuole interessate e chiede di perseguire i diretti responsabili delle scelte dannose, chiamandoli a pagare di tasca propria il danno prodotto”.

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