Archivio | di Redazione Il Fatto Quotidiano
20 luglio 2010
Pm Caltanissetta: “A un passo dalla verità su via d’Amelio”
”La magistratura – ha detto Gozzo – sarà capace di reggere le verità che vanno emergendo sulle stragi. Anche lo Stato sarà in grado di sostenerle. Non so, invece, se altrettanto saprà fare la politica”. ”E’ un momento cruciale – ha detto Lari - sono trascorsi due anni dalle prime dichiarazioni di Gaspare Spatuzza. Dagli elementi che abbiamo acquisito sembrerebbe proprio che non sia stata solo la mafia a volere la strage di via D’Amelio. Ce la stiamo mettendo tutta – ha aggiunto il procuratore capo di Caltanissetta – per dirimere tutti i dubbi, vorremmo avere più mezzi ma ci stiamo impegnando al massimo. Da quando sono capo a Caltanissetta, abbiamo buchi in organico gravissimi”. Sulla trattativa tra Stato e mafia, Lari ha ribadito che ci sono stati “soggetti che pur avendo dovere di fedeltà alle istituzioni hanno tradito questi principi. Da quel periodo sono passati 18 anni. Se ci fossero stati elementi allora, sarebbe stato più facile far luce su questi fatti. E’ sicuro, però, che ci fu un depistaggio colossale. Nei processi di Borselino sono stati inflitti numerosi ergastoli – ha concluso – bisogna intanto fare giustizia almeno su questo”.
Rispetto al diverso peso che le procure di Palermo e Caltanissetta danno alle dichiarazioni del figlio di Vito Ciancimino, Massimo, e agli eventi del ’92, Lari ha detto: “tra le procure di Caltanissetta e Palermo c’è dialettica sulla valutazione della portata probatoria delle dichiarazioni di Ciancimino. La nostra posizione è più prudente, quella della procura di Palermo è piu’ fiduciosa. Noi comunque con la procura di Palermo ci scambiamo atti e documenti, poi ogni procura autonomamente deciderà quale peso dare a quelle dichiarazioni”.
Su un possibile ritorno alla stagione delle stragi infine Lari ha detto: “Ho fatto collezione di proiettili e lettere minatorie. Voglio sperare di non finire anche io nel tritacarne come i miei predecessori. E’ opportuno ricordare che ai tempi di Borsellino e Falcone la mafia era molto piu’ forte – ha concluso – mentre oggi e’ molto piu’ debole e tutti auspichiamo che non abbia piu’ la forza per dare vita a una nuova era stragista”.
Intanto, la commissione ha ritenuto opportuno apporre il segreto al contenuto dell’audizione di oggi: gli scenari delineati dai magistrati nisseni lasciano intuire collegamenti opachi e contengono elementi che le indagini stanno approfondendo. E su quanto detto dai pm nisseni è intervenuto il presidente della commissione Antimafia, Beppe Pisanu. L’ex ministro degli Interni ha ridotto la portata delle dichiarazioni dei pm negando che le parole rese ai giornalisti siano state pronunciate anche durante l’audizione. Una nota della commissione afferma che “non si può riferire alcunché dello svolgimento dei lavori della Commissione in seduta segreta e nega decisamente che i magistrati di Caltanissetta abbiano dichiarato di essere ad un passo dalla verità sulla strage di Via d’Amelio e che la politica non sarebbe in grado di reggere il peso di tale verità”.



Non so se la politica reggerà alla verità sulle stragi di mafia del ’92,certamente tutti i cittadini onesti non accuseranno il colpo.Ed è per questo che c’è urgenza di sapere.
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Ma scusate, perché non facciamo una raccolta fondi da destinare alla Procura di Caltanissetta in modo che possano avere i mezzi necessari per portare avanti le loro indagini? non si può fare niente per aiutarli? io sono una profana in materia ma i laureandi/laureati in giurisprudenza non possono fare servizio civile presso le procure di Caltanissetta? o volontariato?
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Non so quanto praticabile, ma l’idea mi pare ottima: “volontariato in tribunale: dai una mano a sgominare la mafia”.
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Berlusconi è complice, ispiratore e primo beneficiario dell’uccisione di Falcone e Borsellino che avevano scoperto il cosiddetto “terzo livello” di attività mafiosa, cioè il riciclaggio di denaro da parte delle cosche attraverso l’imprenditoria edile del nord.
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Ohhhhhhhh finalmente!!!!!
E nessuno che riesca a dimostrarlo, incredibile!?!
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Si, pienamente d’ accordo.
Nell’ ultima intervista di Borsellino, ad una TV francese (v. you tube), fa il nome di MAngano e dice che a Palermo si stava indagando (nonostante un Procuratore come Giammanco) su Dell’ Utri.
Quell’intervista, con ogni probabilità, ha causato l accelerazione verso la sua morte, 53 gorni dopo.
LA verità purtroppo,sta nell agenda rossa di PAolo Borsellino.trafugata minuti dopo l attentato.
Le scatole cinesi della struttura societaria fininvest, ed il rifiuto dello psiconano mafioso di rispondere a domande su provenienza di capitali, purtroppo non ha consentito alla Procura di PAlermo (negli anni di CAselli) di poter esplicitamente procedere per riciclaggio.
Falcone e Borsellino stavano arrivando al 3° livello. ecco perchè sono morti.
Ma si sono lasciato dietro uno stuolo di allievi e colleghi bravissimi e coraggiosissimi, che sapranno render loro giustizia.
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Me lo auguro davvero!
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E’ inquietante leggere sul Corriere e sul Messaggero ,che il giudice Sergio lari sia già stato richiamato da Pisanu(il quale tranquillizza….chi di dovere che la verità è ancora lontana,al contrario di quello che ha detto la procura di Caltanissetta) per le sue dichiarazioni in merito alla nuva pista della sua Procura su Via D’Amelio.
Speriamo di non doverci trovare di fronte ad un’altro martire.Colgo l’occasione per congratularmi con Travaglio per il suo lavoro.
http://www.ilmessaggero.it/articolo.php?id=111696&sez=HOME_INITALIA
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In questo Paese non c`è giorno che non viene fuori qualc`uno con verità clamorose di cui il Paese o la politica potrebbe non reggerne il peso. Un giorno lo dicono i magistrati, il giorno dopo i Presidenti o i membri di Commissione Parlamentari, la settimana dopo interviene il pentito, poi il collaboratore ecc.ecc.. Per il piacere della lettura mi sono imbattutto nei verbali della Commissione Antimafia per intenderci quella che vedeva come Presidente l`On. Violante dell`era del grande Procuratore Caselli del grande Poliziotto De Gennaro dei grandi Pentiti Buscetta Marino Mannoia Gaspare Mutolo Coriolano della Floresta.Ebbene in tutto questo travolgente di indagini, costati alla collettività Milioni di Euro. E` stato coinvolto Andreotti, altri Ministri, Contrada, Carnevale, l`unico ad essere condannato è stato Contrada senza uno straccio di prova l`unico risultato concreto è stata la conoscenza delle centinaia di omicidi che hanno commesso, nessuno ha parlato dell`ingente traffico di droga di cui erano partecipi. Le cose travolgenti che hanno detto gia` si sapevano o almeno lo sapevano gli addetti ai lavori Poi tra menzogne e bugie hanno costruito le grandi verità. Quelle che facevano comodo al momento. Ma alla fine cosa abbiamo risolto? Tempo fa c`e stato Toto Riina che ha detto piu` o meno : Non guardate sempre dalla parte nostra guardate anche da voi, rivolgendosi ai magistrati. Le stesse cose dicevano i terroristi qualche anno fa, vi ricordate di Moretti? Allora visto che questi signori hanno qualcosa da dire invece di far parlare questi manovali come Spatuzza che non ha niente da dire perchè era solo manovalanza, perchè non facciamo dire quello che hanno da dire ai capi…a loro cosa è stato promesso se non parlano la salvaguardia dei beni? Ormai la mia generazione comincia ha diventare debole di cuore e con problemi di pressione ..mi raccomando quando sarete ad un passo dalla verità fermatevi e riflettete Tanto per ricordare una frase dellex Presidente Co
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il piacere della lettura dovrebbe essere accompagnato anche da una lettura un po più attenta. Contrada è stato condannato con prove documentali (p.e.s la famosa alfa fatta regalare all amante dal boss Riccobono), e dichiaraz convergenti di un numero impression di pentiti.
Andreotti non è stato materialmente condannato solo per intervenuta prescrizione per fatti pre-1980.
quella di Caselli è stata l epoca d oro della procura di , io che sono di Palermo ricordo bene, centinaia di arresti e di condanne. Non solo manovali ma fiori di capi…quando si incomincia ad incidere nella zona grigia, però, si diventa immediatamente GIUDUCI COMUNISTI…
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questa frase aveva il dolce profumo della verità e della libertà… ma subito Pisanu e poi Lari hanno smentito e corretto il tiro. E Alfano ci ha messo del suo. Ma quando se ne andrà questa gente? Speriamo con tutto il cuore che venga fuori la VERITA’ UNA VOLTA PER TUTTE!!!!! VOGLIAMO LA VERITA’!!!!!!!!!!!!!!!!!!!
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Come mai oggi hanno ritrattato tutte queste dichiarazioni??.Dall’alto è arrivato qulache altolà???.I PM un giorno dicono una cosa e il giorno dopo negano?.Non ci sarà mai giustizia in questo modo!!!.Ho sentito l’audio sul corriere di Domenico Gozzo…oggi tutto dimenticato???.Inizio a dubitare che si scoprirà mai la verità c’è TROPPO COINVOLGIMENTO DELLA POLITICA.
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Non so se la politica reggerà il peso della verità L’HO SENTITO CON LE MIE ORECCHIE…CI SONO PERSONE CHE HANNO TRADITO LO STATO…oggi cosa affermano nessun coinvolgimento di politici….MAH????.
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Spero vivamente che finalmente si faccia luce sulle stragi e sui suoi mandanti e soprattutto su tutti i politici e uomini di stato coinvolti nella trattativa con la mafia.Forza Lari e tutti i magistrati onesti!via la feccia da questa nazione!via i mafiosi dal governo!solo così la nostra nazione sarà migliore!
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Nell’estate 1981, Pisanu, sardo e amico di Armando Corona (che poi diventerà Gran Maestro della massoneria) conosce in Sardegna il banchiere Roberto Calvi (tessera P2 numero 1624). L’uomo che fa incontrare Calvi e Pisanu è Flavio Carboni, faccendiere sardo che era in contatto con un imprenditore milanese che voleva fare affari in Sardegna: Silvio Berlusconi (tessera P2 numero 1816). Pisanu è il padrino politico di Carboni, che presenta come un «interlocutore valido per le forze politiche richiamantesi alla stessa aspirazione, cioè quella cattolica». Dichiara Pisanu al magistrato titolare dell’indagine su Calvi e il suo Banco Ambrosiano: «Il Carboni si diceva congiuntamente interessato alle televisioni private in Sardegna: ciò in un’ottica di inserimento nella regione del circuito televisivo Canale 5, facente capo al signor Silvio Berlusconi di Milano
etc
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