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Archivio | di Chiara Avesani

25 giugno 2010

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“Lo Sbarco” contro il grande sonno dell’Italia

Serve un occhio esterno. Quando sei dentro un sistema non te ne accorgi e vai avanti. Il problema è anche della società civile che deve vigilare sui diritti.
Lo Sbarco dei Mille per vincere l'Indifferenza

“Penso che in Italia ci sia un Grande Sonno, un grande rincoglionimento”. Luna, 29 anni, da quattro vive in Spagna e lavora come fotografa. Lavora pagata, perché come dice lei, “qui quando ti pubblicano un servizio lo pagano”. E questo, paradossalmente, non è poco. Perché Luna prima ha abitato a Bologna e Roma dove non era così. Luna partecipa a “Lo Sbarco” la nave dei diritti che parte oggi da Barcellona per approdare domani a Genova. Dove per tutta la domenica si discuterà di problemi concreti che cambiano l’esistenza delle persone: il lavoro, la scuola, la legalità, la cultura, la cittadinanza, la parità dei diritti.  Questioni che la politica dovrebbe affrontare,  ma che, secondo lei, vengono ignorate.

“Ma anche noi italiani”, spiega, “ abbiamo le nostre responsabilità.  Ci si dimentica che ogni nazione è fatta dai cittadini non dai pochi politici che la governano. Sono i cittadini che devono volersi impegnare per cambiare le cose. Il problema è prima nella società civile, tra i cittadini”. Se si possono approvare certe leggi, smantellare lo Stato è grazie all’indifferenza di molti, che non si accorgono che poi saranno anche loro a portarne il peso. “Qui è diverso “, continua, “Se un servizio pubblico viene tolto o gestito male qui si agisce. In Italia si dice “lasciamolo fare agli altri”. Bisogna essere vigili e impegnarsi a partire dal basso”. Allora, Luna, perché non torni? “A 18 anni mi sono trovata davanti alla scelta se andare via da Napoli o restare. Sono andata via, anche per curiosità, ma poi quando ti accorgi che fuori ti riconoscono dei diritti che in Italia non hai, non puoi più tornare. Ad esempio, io che sto con la mia compagna Sara, qui vivo serena. In Italia non avrei mai potuto farlo. Eppure si può fare a Parigi, Berlino, Stoccolma, in tutti i Paesi civili insomma. Se ti vengono a mancare dei diritti e non puoi vivere, allora li vai a cercare altrove e resti dove ti viene data questa possibilità”.

Dario pensa invece che abbia un senso rientrare solo se in Italia le cose inizieranno a cambiare. Lui ha 26 anni ed è a Barcellona per studiare cinema: “È assurdo che non lo si possa fare in Pese come il nostro. Da noi, di fatto, esiste solo la Scuola Nazionale di Cinema di Roma, ma le hanno tagliato i fondi e i criteri di accesso sono tutt’altro che chiari. Adesso sull’ esperienza de “Lo Sbarco”stiamo facendo un documentario. Lo abbiamo seguito fin dagli inizi e c’è una energia forte che abbiamo ritrovato anche nel sostegno di tanti gruppi in Italia e di italiani in Europa. Spero che “Lo Sbarco” crei una rete per un rinnovamento culturale e una resistenza civile”.


Andrea è un maestro elementare. Ha vissuto quarant’anni a Milano e da qualche anno è anche lui Barcellona. Osserva che, i problemi reali dell’Italia si percepiscono da dati indicativi del benessere della popolazione. “Io lavoro a scuola”, spiega Andrea “qui ci sono tante famiglie con 3 figli. Questo ti dà l’idea di una energia che non è solo una questione economica ma anche di prospettive di qualità della vita. “Lo Sbarco” nasce con i movimenti per la Scuola contro la riforma Gelmini. Il timore è che prima o poi arrivino anche qua queste riforme. Oggi, con la nave, il tema della scuola è solo una parte dei problemi da affrontare”.
Andrea parla anche della legge sul tetto massimo di bambini stranieri nelle scuole elementari e chiarisce: “E’ un problema reale, che andrebbe affrontato seriamente. E’ fondamentale garantire l’educazione in scuole con tanti stranieri e, allo stesso tempo, è difficile. Si devono analizzare le questioni con professionalità, non si risolve così, con una propaganda demagogica. Nelle situazioni peggiori, si devono creare le condizioni migliori per lavorare. In Italia i problemi reali vengono subissati da fatterelli di cronaca con titoli di giornali a caratteri cubitali”.
Il movimento poi ha rivolto l’attenzione sulla condizione generare dell’Italia oggi. “Crediamo che l’Italia sia davvero un’anomalia” continua Andrea ,“Lo Sbarco”, come azione preventiva a livello europeo. La società si cambia contemporaneamente dall’alto al basso. Il messaggio deve essere anche culturale. Ci hanno minato dentro. Serve una ribellione etica”.

Li sostengono nomi importanti, intellettuali e artisti di spessore, ma il senso di quello che manca, dei diritti che i cittadini italiani non hanno, sta tutto nelle loro parole. Nel cambiamento delle loro vite, fuori dall’ Italia. Il loro ritorno vuole significare che le opportunità si devono creare anche qui. La nostra società civile deve essere vigile attenta e avere il coraggio di cambiare. Buon viaggio. Vi aspettiamo. Ci troverete pronti.

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  1. Aldo scrive:

    Sono veramente contento per la bella iniziativa che vede gli “spagnoli” spinti in un impresa che presto diventera’ storica, la ripresa della coscenza civile in Italia.
    Io spagnolo,in Malaga e genovese de Zena sono particolarmente vincolato al successo dello SBARCO!
    Ciao a tutti italiani e…coraggio,ne avremo bisogno
    Alfa

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  2. Simone scrive:

    Invece in’italia serve una bella e sana rivoluzione contro questo sistema politico corrotto,pieno di escort,e fatto di camicie verdi…

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  3. Luana - Valencia España scrive:

    Ebbene s¡, facciamo parte pure io e mio marito del gruppo di persone che hanno deciso di emigrare… In passato gli italiani emigravano per fame, ora per disgusto… Le abbiamo pensate tutte prima di decidere di andare via, ma anche spostandosi all’interno dell’Italia, le cose non cambiavano. Ancor piú, pensando di avere un figlio: che prospettive potevamo garantirgli? In Spagna, abbiamo trovato un buon lavoro garantito (ma i giornali italiani non descrivono la Spagna come un paese sull’orlo del collasso economico…???)e finalmente tutti quei servizi per i cittadini che sognavo da tempo! Non posso fare a meno di commuovermi quando, prendendo il mio bus quotidiano (sempre pulito e in orario… finalmente lascio la macchina in garage!)trovo dei monitor informativi del municipio che danno consigli per risparmiare acqua ed energia…”UN GRIFO BIEN CERRADO ES AHORRO ASEGURADO!”. E poi, ci sono le bici pubbliche in affitto, che puoi lasciare in qualsiasi punto della cittá… e le ha organizzate un governo di destra…. mi sto commuovendo pure ora, scrivendolo…
    C’é un fattore culturale importante che distingue gli spagnoli: SI INDIGNANO!!! In Italia lavoravo in aeroporto e ricordo i passeggeri spagnoli che, increduli, mi chiedevano:”Ma come, in questo aeroporto, non c’é un ufficio per i diritti dei passeggeri che funzioni?”. In effetti, anche se c’era, era sempre chiuso…
    E’ decisamente arrivato il momento di una rivoluzione etica in Italia, e noi la sosterremo in pieno.

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  4. spaziotempox scrive:

    Il punto è proprio questo: i cittadini non vogliono prendersi responsabilità; non vogliono prendere in mano la situazione, e delegano così i pochi (perlopiù criminali) a pensare a tutto, loro, coi risultati che ben vediamo.
    Forse siamo vigliacchi oppure (spererei) distratti in ogni caso una situazione cui è difficile trovare una via d’uscita. Nessuno nel mondo civilizzato è come noi: il sud completamente preda della criminalità organizzata; il nord in mano, praticamente,ad una formazione razzista e nazi-fascista almeno nel folklore: mi si dica come si fa ad uscirne.

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  5. FRAMARKU scrive:

    Non so cosa VERAMENTE succeda negli altri paesi, ma certamente in Italia la democrazia non esiste. Abbiamo avuto ed abbiamo tanti limiti ed impedimenti al nostro divenire democratico, ma non dobbiamo arrenderci! Facendo parte della UE, possiamo sperare di poterci liberare da qualche condizionamento che fino ad oggi si è dimostrato pernicioso ed invalicabile. Approfittiamone! Sono grato a chiunque vorrà darci una mano!

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  6. Simone scrive:

    X Aldo..Sei veramente covinto che in’italia ci sarà il 90% di movimento della coscienza civile?Bhà! Da 2 anni il nano e la sua troup si fanno i cacchi loro e noi immuni a guardare e pagare senza aver in cambio nulla..Dovremmo fare tutti come LUANA andarsene da qui visto che se uno paga le tasse in spagna ma come nel resto d’europa sià i servizi adeguati pubblici e privati..Ma L’italia non sarà mai perla d’europa,perchè qui da noi contano 3 cose :Corruzione,Donne,e Calcio.Quindi ci vuole corraggio ad’andarsene da qui,specialmente per i giovani e per quelle famiglie che voglio che i loro figli avranno un futuro migliore da questa nazione Becera e senza cercare la raccomandazione per il lavoro…

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  7. mauro scrive:

    auguri per la riuscita di questo sbarco ma forse ci vorrebbe proprio garibaldi per finire quello che non fini allora “fare gli Italiani” siamo un popolo di bigotti ci lamentiamo di tutto ma non facciamo niente per cambiare (certo chi freqenta questo sito almeno a parole ci prova)ci lamentiamo della spazzatura e continuiamo a buttare il sudicio per strada anche dove c’è un servizio di raccolta che non costa niente un po di tempo per telefonare a costo zero (comune di firenze e limitofi)è solo uno degli esempi che potrei fare ma non mi dilungo concludo col solito ci lamentiamo ma alle elezioni prendono i voti i soliti vecchi partiti e politici

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  8. Mario Alessandro POTALIVO scrive:

    Il mio blog aperto in rete l’anno scorso http://lavisioneimmaginaria.splinder.com/ s’intitola
    IL SOGNO RISORGIMENTALE DI UN ITALIANO – CONTRO L’OSCURANTISMO E LA NORMALIZZAZIONE MEDIATICA DEL NUOVO RE SOLE IL CITTADINO SOGNA….
    Cosa posso aggiungere all’apprendere questa bella notizia?
    Nel primo RISORGIMENTO Mazzini fondò “La Giovine Italia” ora questo manipoli di amanti della libertà hanno fondato un altro moto insurrezionale: “LA SVEGLIA D’ITALIA”.
    Che la chiusa dei miei commenti nelle varie testate giornalistiche in “SVEGLIATI ITALIA” abbia sortito il suo effetto? Io me lo auguro e grido con forza
    SVEGLIATI ITALIA

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  9. vittorio scrive:

    Superati i 40, sposato, tre figli, medico ospedaliero, sempre vissuto a Milano. Due anni fa la decisione: trasferirmi in Spagna. Più lavoro (Monte ore quasi raddoppiato) ma mia moglie può restare a casa, stipendio proporzionale all’impegno e ambiente di lavoro migliore. Servizi per la famiglia e diritti riservati alle famiglie numerose (Quelle appunto con tre o più figli) comprese agevolazioni fiscali (Alla faccia dello sbandierato e mai realizzato quoziente famigliare italiano). Una società che ancora si indigna per la corruzione ed un rispetto per l’ambiente e la cosa pubblica ormai dimenticati (Almeno nella “civile” Lombardia). Sicuramente non è facile “emigrare” ma qui la possibilità di progettualità ti fa sentire vivo e ti rendi conto che sopra la “nebbia” padana c’è ancora un cielo azzurro per te e i tuoi figli.

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  10. antonio roma scrive:

    meno male che c’è la Spagna!!!!! viva Zapatero,
    meglio correre li’, vabbè magari l’economia fa un po’ schifo, ma si tasseranno gli italiani, come hanno aiutato la grecia aiutereanno anche la spagna. VIVA ZAPATERO, poi i nostri giovani non troveranno lavoro, la disoccupazione è al 20%, e in italia è al 9%, ma… VIVA ZAPATERO, ma forse potranno entrare nella polizia spagnola e così sparare sui clandestini ed ammazzarne un bel po!!!! si perchè quest’italia fascista, i clandestini, li riporta a casa, in spagna li “matano”, ma che importa VIVA ZAPATERO!!
    ah poi…. ho sentito che sulla nave cè anche quella di piazza navona…. QUELLA *******, CON LA FACCIA DA *******, CHE DAVA DELLA ******* A CHI ******* NON E’.

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  11. Esperanza scrive:

    Il vero problema italiano non sono i politici in quanto tali, ma gli italiani, per la loro mentalità e cultura mafiosa. Questa piaga che ci contraddistingue si ritrova in tutti gli strati sociali, dalla base più umile della popolazione, alle più alte vette del potere. Ognuno, nel nostro paese, pensa esclusivamente a coltivare il proprio “orticello” privato e a farlo prosperare il più possibile usando ogni mezzo senza guardare in faccia nessuno. Tutti i posti di lavoro sono degradati da personaggi arroganti, prepotenti e assolutamente impreparati. Prospera il clientelismo, il nepotismo e la “prostituzione”. Se provo ad aprire un dibattito sulla attuale situazione vergognosa e catastrofica del nostro paese, mi sento sempre rispondere: “Che ce le dicono a fare tutte queste cose, meglio non sapere, tanto non si può fare niente. Io penso a salvare me.” Ecco, noi siamo così, adoriamo chi ci usa e ci calpesta e critichiamo chi si adopera per la giustizia.

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  12. trafficointenso scrive:

    Beppe Grillo, già qualche anno fa, aveva definito i politici i “nostri dipendenti”. Bisogna recuperare questa verità. I politici – di qualsiasi tendenza – sono votati e lautamente pagati per RAPPRESENTARE gli elettori (non solo i LORO elettori) e quindi sono dipendenti temporanei e provvisori che dovrebbero lavorare “in nome e per conto” del popolo.

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  13. Paola F scrive:

    Non vorrei emulare Zaia o la lega sul seguente tema, ma mi pare il modo più pragmatico di mandare a casa questi politici che si sono autoproclamati a rappresentarci: Lo sciopero fiscale; ovvero in qualche modo, forma o tempo sospendere il pagamento mensile delle tasse dei lavoratori (pagamento che effettuano le imprese per conto dei lavoratori).. Anche in forma simbolica, posticipata di un giorno.. I lavoratori pagano sempre tutti i mesi trovandosi la busta più leggera mentre c’è chi evade o paga dilaziona to dopo un anno..

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  14. spegnilatv scrive:

    italia, accendi la luce…!

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  15. Tiziana84 scrive:

    Il nostro Bel Paese sta diventando una terra invivibile. E più passano i mesi, più urgente diverrà il bisogno di un cambiamento radicale. Radicale perchè io che ho quasi 26 non vedo un futuro vivibile, andando avanti così. Ma soprattutto, come diceva Hume nessuno ha stipulato un contratto alla nascita con il quale accettava questa o quella forma di sistema o di assetto politico. Siamo ABITUATI a vivere in questo contesto, per nascita, è come un consenso psicologico, dal quale si può uscire manifestando la propria libertà di scelta, e andando a vivere in un altro Paese. Bravi tutti quelli che l’hanno fatto!

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  16. gaiakenya scrive:

    Io mi sono trasferita in Kenya e devo dire che la lotta con certa sottocultura italiana la devo fare anche qui…tanto che mi viene voglia di spostarmi dalla comunità italiana qui presente e mischiarmi ai tanti inglesi, tedeschi e inglesi e dichiararmi svizzera!
    Unica magra consolazione vedere che quello che provo e scrivo io lo provano in tanti e molti da fuori del paese vedono l’anestetizzamento continuo che ha colpito tutti gli italiani!
    http://gaiakenya.wordpress.com/2010/06/11/italiani-%E2%80%9Cbrava-gente%E2%80%9D/

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