Il mondo FQ

Trump: “Possibile accordo oggi o domani”. Teheran: “Intesa con l’Oman su Hormuz”. Cnn: “Usa hanno utilizzato l’80% dei missili intercettori”

L'intesa potrebbe essere annunciata a breve. Trump ha parlato di "molti progressi" nelle trattative ed è tornato minacciare l’Iran di "colpi durissimi" in caso contrario. Raid israeliani in Libano
Trump: “Possibile accordo oggi o domani”. Teheran: “Intesa con l’Oman su Hormuz”. Cnn: “Usa hanno utilizzato l’80% dei missili intercettori”
Icona dei commenti Commenti
  • 14:25

    Il ministro iraniano Araghchi venerdì in Pakistan per i negoziati

    Il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi dovrebbe recarsi venerdì in visita in Pakistan. Lo riportano i media di Teheran, secondo cui dovrebbe incontrare per colloqui il capo dell’esercito pakistano Asim Munir, il primo ministro Shehbaz Sharif e il ministro degli Esteri Ishaq Dar

  • 13:43

    Iran a leader di Hamas: “Con voi su ogni decisione nei negoziati”

    Teheran “sostiene ogni decisione, iniziativa o misura adottata dai leader palestinesi durante il processo negoziale in atto” tra Israele e Hamas. Lo ha detto il presidente iraniano, Masoud Pezeshkian, al nuovo leader dell’Ufficio politico di Hamas, Khalil al-Hayya, in una telefonata di cui dà notizia l’agenzia ufficiale iraniana Irna. Ribadito, precisa l’Irna, “il sostegno continuo al popolo palestinese”. Pezeshkian, si legge, ha confermato che “l’Iran non risparmierà sforzi nel sostegno ai palestinesi” e ha insistito per una “maggiore unità” tra i “Paesi islamici” anche per “rafforzare la cooperazione contro sfide comuni”.

    Le parole del presidente iraniano arrivano dopo che la scorsa settimana Donald Trump ha annunciato un accordo raggiunto dal Board of Peace sul “disarmo completo di Hamas e di tutti i gruppi armati a Gaza”. Solo ieri è arrivata la reazione del premier israeliano, Benjamin Netanyahu, che in un video diffuso sui social ha affermato che Israele non ha acconsentito al piano. Netanyahu che puntualizzato che Israele ha ricevuto una “bozza” e ha risposto con osservazioni, non con un via libera. “Ci hanno mandato una bozza, non l’abbiamo approvata. Non è la nostra bozza – ha detto in un video diffuso sui social – Abbiamo mandato le nostre osservazioni”.

  • 13:21

    Media iraniani: “Teheran non concluderà accordi sotto minaccia”

    “L’Iran non concluderà alcun accordo sotto minaccia“. Lo riporta Sepah News, sito web del Corpo delle Guardie Rivoluzionarie, citando un funzionario informato sui negoziati in corso tra Teheran ed il Sultanato dell’Oman per l’apertura dello Stretto di Hormuz.
    La fonte ha affermato che “il ritardo nel raggiungimento di un accordo con l’Oman sullo Stretto di Hormuz è dovuto principalmente all’interferenza Usa e le minacce di Trump”, sottolineando che ”finché persisteranno le interferenze e le minacce di un attacco militare contro l’Iran, l’accordo rimarrà bloccato”.

  • 13:11
  • 13:10

    Media iraniani: “Un eventuale accordo tra Iran e Oman non riaprirebbe subito Hormuz”

    Un possibile accordo tra Iran e Oman sulle modalità di passaggio delle navi attraverso lo Stretto di Hormuz non equivale alla sua immediata riapertura. Lo ha dichiarato una fonte informata all’emittente statale iraniana Irib, citata da Al Jazeera. La fonte ha affermato che i negoziati sulle future disposizioni per il transito marittimo si stanno svolgendo esclusivamente tra Teheran e Muscat e “non hanno nulla a che fare con gli Stati Uniti”. Anche in caso di intesa tra Iran e Oman, ha aggiunto, lo Stretto resterebbe chiuso finché continueranno quelle che Teheran definisce “violazioni da parte degli Stati Uniti”. “La riapertura dello Stretto di Hormuz dipende da un cambiamento nel comportamento degli Stati Uniti e dalla

  • 11:01

    Il portavoce degli Houthi: “Colpita con successo la petroliera saudita ‘Wafa’ nel Mar Rosso”

  • 10:57

    Economist: “Iran continuerà a trarre profitto da Hormuz”

    La capacità dell’Iran di trarre profitto dallo stretto di Hormuz “diminuirà, ma potrebbe non scomparire mai del tutto” e “anche se le tariffe che l’Iran può imporre diminuiranno nel tempo, la sua influenza strategica non si affievolirà necessariamente. Anzi, potrebbe persino rafforzarsi man mano che il regime istituzionalizza la propria influenza regionale”. Lo scrive l’Economist in un’analisi intitolata ‘Per quanto tempo l’Iran potrà utilizzare Hormuz come arma?’ la cui conclusione è, appunto, che Teheran potrebbe continuare a sfruttare lo Stretto sia per ottenere entrate sia per mantenere una forte leva geopolitica ben oltre la fine della guerra.
    L’Economist ricorda come per Hormuz passi circa il 20% del petrolio e del gas naturale liquefatto mondiale. Con la guerra, i Paesi del Golfo hanno cercato alternative. L’oleodotto est-ovest dell’Arabia Saudita, che evita lo stretto attraversando la penisola fino al porto Yanbu sul Mar Rosso, trasportava solo 1 milione di barili al giorno per l’esportazione prima della guerra. Oggi funziona a una capacità di 7 milioni. Gli Emirati Arabi Uniti hanno sfruttato al massimo il loro oleodotto Habshan-Fujairah, che trasporta 1,8 milioni di rispetto a 1 milione di barili al giorno prima della guerra. Circa 200mila transitano attraverso un oleodotto iracheno più piccolo, un tempo inattivo, verso la Turchia. I Paesi del Golfo stanno poi costruendo oleodotti alternativi, ma non saranno sufficienti a sostituire completamente lo Stretto. Inoltre anche le vie alternative hanno rischi. Per lasciare Yanbu si passa per Bab al-Mandab, vulnerabile agli attacchi Houthi alleati dell’Iran, oppure attraverso il canale di Suez, che sbocca sul Mediterraneo. Ma il 29 luglio un drone ha colpito una petroliera a Damietta, a soli 50 chilometri in linea d’area da quello sbocco. E, se per il petrolio esistono alcune alternative, per carburanti raffinati e gas naturale liquefatto (Gnl) sono molto limitate. Nuove infrastrutture richiederanno anni di lavori e potrebbero essere vulnerabili a nuovi attacchi.

  • 09:37

    Hegseth contro la Cnn per la notizia sui missili: “Vergognatevi”

    Il segretario alla Difesa americano Pete Hegseth ha respinto la validità di quanto riportato dalla Cnn, secondo cui, dall’inizio della guerra all’Iran, gli Usa avrebbero esaurito l’80% dei missili intercettori Thaad e il 50% di Patriot. “Quel titolo non è vero, Cnn. Vergognatevi”, ha scritto Hegseth su X, postando la foto di un momento della trasmissione in cui è stata presentata la vicenda con il relativo banner riassuntivo e la citazione dell’80% dei Thaad in meno. “Non odiamo abbastanza i media delle fake news”, ha aggiunto.

  • 09:24

    Houthi: “Colpita petroliera saudita nel Mar Rosso”

    Gli Houthi yemeniti, sostenuti dall’Iran, hanno dichiarato di aver attaccato una petroliera saudita al largo di Yanbu, nel Mar Rosso, mentre i ribelli continuano il loro dichiarato blocco marittimo dell’Arabia Saudita. Il gruppo “ha colpito con successo la petroliera saudita Wafa nel Mar Rosso settentrionale, al largo della costa di Yanbu, con diversi missili balistici”, ha affermato il loro portavoce militare Yahya Saree in una dichiarazione video, aggiungendo che si tratta dell’ottava nave presa di mira dall’inizio del blocco il 22 luglio

  • 09:08

    Iran: “Usa non sono affidabili. Tutte le proposte accolte con scetticismo”

    “Gli americani hanno dimostrato più volte di non essere affidabili. Il presidente statunitense Donald Trump ha una personalità instabile. Gli Stati Uniti e Israele hanno violato diverse clausole dell’accordo di cessate il fuoco. Qualsiasi passo compiuto dagli americani incontrerà una contromossa da parte dell’Iran, con una forza ben maggiore. Qualsiasi proposta avanzata dagli Stati Uniti, sia nell’ambito dei negoziati che in altre iniziative, dovrebbe essere accolta con scetticismo“. Lo ha dichiarato il segretario della Commissione parlamentare per la sicurezza nazionale iraniana Behnam Saidi.

TRUMP POWER

di Furio Colombo 12€ Acquista