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Usa-Iran, venerdì la firma dell’accordo. Netanyahu: “Non è finita, resteremo in Libano”. E annuncia la ricandidatura

L'intesa sarà siglata a Ginevra da Vance, che guiderà la delegazione. Trump: "Hormuz riaprirà completamente". Ma Teheran parla di "costi in cambio di servizi" per attraversare lo stretto
Usa-Iran, venerdì la firma dell’accordo. Netanyahu: “Non è finita, resteremo in Libano”. E annuncia la ricandidatura
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In Evidenza

Netanyahu: “Salvato Israele da annientamento, ma la lotta non è finita”

“La gente mi chiede cosa abbiamo ottenuto. La cosa più importante è che abbiamo salvato Israele dalla minaccia di annientamento, perché l’Iran stava correndo all’armamento nucleare e stava seppellendo sotto terra i missili. Abbiamo eseguito con i nostri alleati americani il più grande attacco aereo della storia d’Israele. Abbiamo eliminato gli scienziati nucleari, la leadership del regime del terrore, abbiamo decimato la maggior parte del programma missilistico e infinite infrastrutture militari”. Lo ha detto il premier israeliano Benjamin Netanyahu in conferenza stampa. “Se non avessimo agito quando abbiamo agito, con i nostri amici americani, tutti voi che ascoltate sareste stati sotto minaccia imminente di morte. E ora abbiamo allontanato per anni questa minaccia. È questo che abbiamo ottenuto”, afferma Netanyahu. “Ma la nostra lotta”, aggiunge, “non è finita qui. Dobbiamo continuare a difenderci. Dovremo continuare a essere forti e determinati per tutto il tempo necessario. Non solo contro l’Iran, ma anche contro i suoi proxy”.

Momenti chiave

    • 10:05

      Onu: “Accordo Usa-Iran è quadro di riferimento per ulteriori negoziati”

      Il Segretario generale delle Nazioni Unite, Antonio Guterres, si è congratulato “con gli Stati Uniti e l’Iran per aver raggiunto un accordo di pace che prevede un cessate il fuoco immediato e permanente, la riapertura dello Stretto di Hormuz e un quadro di riferimento per ulteriori negoziati“. “Questo – ha detto – rappresenta un passo fondamentale verso una soluzione pacifica del conflitto”. Guterres ha voluto, inoltre, esprimere “profonda gratitudine a Pakistan, Qatar, Egitto, Arabia Saudita, Turchia e agli altri Paesi della regione per il ruolo costruttivo svolto nel sostenere i negoziati che hanno portato a questo accordo di pace”.

    • 09:45

      Trump: “Xi? Un vero gentiluomo”

      Nella sua conversazione con il New York Times, Trump ha affermato che il presidente cinese Xi Jinping “è stato un vero gentiluomo: non avendo tentato di rompere il blocco inviando una petroliera, insieme a 20 cacciatorpediniere su ogni lato, per tentare di rompere il blocco”, un atto che avrebbe messo le marine cinese e americana in potenziale conflitto. 

    • 09:44

      Trump al NYT: “Hormuz esente da pedaggi. Netanyahu dovrebbe esserci grato”

      L’accordo raggiunto con l’Iran ha assicurato che lo Stretto di Hormuz sia “permanentemente esente da pedaggi“. Lo ha confermato il presidente degli Stati Uniti Donald Trump al New York Times, aggiungendo di aver salvato Israele dall’annientamento nucleare, nonostante le obiezioni del primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu riguardo il raggiungimento di un’intesa con Teheran. Trump ha anche insistito sul fatto che se l’Iran non dovesse raggiungere un accordo nucleare definitivo con gli Stati Uniti (dovrebbe essere siglato in Svizzera venerdì prossimo), riprenderebbe gli attacchi militari contro Teheran, rendendo gli Usa “guardiani del Medio Oriente” in cambio del 20 percento delle entrate della regione.Il tycoon ha invece aspramente criticato Netanyahu per aver sferrato attacchi che avevano quasi fatto deragliare l’accordo finale. “È un tipo molto difficile“, ha detto a proposito del primo ministro israeliano, “e a essere onesti, dovrebbe esserci molto grato. Perché se l’Iran avesse avuto un’arma nucleare, Israele non esisterebbe più dopo due ore”.

    • 09:29

      Katz: “L’esercito israeliano rimarrà in Libano, Siria e Gaza”

      “Il nostro esercito rimarrà nelle zone di sicurezza in Libano, Siria e Gaza, senza alcun limite di tempo, per proteggere, da lì, il confine e le comunità israeliane dagli elementi jihadisti”. Lo ha detto il ministro della Difesa di Tel Aviv, Israel Katz, in una dichiarazione riportata dal Times of Israel e successiva alla notizia dell’accordo Usa-Iran che prevede la fine delle ostilità anche in Libano. Katz assicura che proseguiranno anche gli ordini di evacuazione per la popolazione libanese. “Ci opponiamo al ritiro del nostro esercito, nonostante tutte le pressioni esistenti e quelle che ancora arriveranno”.

       

    • 09:20

      Meloni: “Ostilità cessino anche in Libano”

      “È necessario che le ostilità cessino anche in Libano, dove l’Italia continuerà a lavorare per sostenere la sovranità libanese”. Lo afferma la premier Giorgia Meloni, in una dichiarazione con cui plaude al memorandum d’intesa siglato tra Iran e Usa.

    • 09:05

      Meloni: “Pronti a presenza navale previa autorizzazione del Parlamento”

       “I principi del memorandum d’intesa tra Usa e Iran “sono chiari: l’Iran non può dotarsi dell’arma nucleare e la libertà di navigazione deve essere garantita. Siamo pronti, insieme agli altri partner e fermo restando la necessaria autorizzazione parlamentare, a contribuire a una presenza navale internazionale per accompagnare la piena riapertura dello Stretto di Hormuz”. Lo afferma la premier Giorgia Meloni in una dichiarazione. 

    • 08:49

      Netanyahu a Trump: “Israele non si ritirerà dal Libano, continueremo a contrastare Hezbollah”

      Israele non si ritirerà dal Libano e non si considera vincolato dalla clausola contenuta nell’accordo con l’Iran. Lo ha detto il Primo Ministro israeliano Benjamin Netanyahu al presidente degli Stati Uniti Donald Trump. Secondo fonti israeliane, Netanyahu ha chiarito che le Forze di Difesa Israeliane manterranno le loro attuali posizioni in Libano e continueranno a operare per contrastare la minaccia di Hezbollah, distruggendo le infrastrutture terroristiche e rispondendo a qualsiasi attacco contro Israele. Tra i ministri del governo vi è la convinzione che Israele difenda i propri interessi in Libano e Netanyahu ne ha ricevuto il pieno sostegno durante la riunione di gabinetto.

    • 08:48

      Ben-Gvir: “L’accordo di Trump non ci vincola in Libano”

      “L’accordo di Trump non ci vincola. Israele non è subordinato agli Stati Uniti. Siamo un Paese indipendente e sovrano”: è quanto affermato in una dichiarazione, citata dal Times of Israel, dal ministro della Sicurezza nazionale israeliano Itamar Ben-Gvir, a commento dell’intesa annunciata tra Washington e Teheran. “Non siamo parte di questo accordo, che non garantisce la nostra sicurezza. Non dobbiamo ritirarci da alcun territorio [in Libano] conquistato dai nostri combattenti”, ha aggiunto il ministro del governo Netanyahu. 

    • 08:21

      Von der Leyen: “Bene l’accordo, aprire subito Hormuz”

      La presidente della Commissione europea Ursula Von der Leyen accoglie con favore l’accordo raggiunto tra Stati Uniti e Iran, frutto di “sostenuti sforzi diplomatici di diversi partner”. La priorità, dichiara, ora “è una rapida e piena attuazione da parte di tutte le parti”. L’intesa deve consentire “l’immediata riapertura dello Stretto di Hormuz” perché “la libertà di navigazione deve essere ripristinata senza pedaggi. Ciò è essenziale per la stabilità regionale e per l’economia globale”.

    • 08:19

      Kallas: “Aprire Hormuz e poi negoziati sul nucleare”

      Per l’Unione Europea “naturalmente l’accordo annunciato da Usa e Iran è il benvenuto. La prima fase è aprire lo Stretto di Hormuz“, per poi “andare a negoziare sul nucleare e altri temi che sono importanti per la stabilità della regione”. Lo dice l’Alta Rappresentante dell’Ue Kaja Kallas, a Lussemburgo a margine del Consiglio Affari Esteri “Siamo in contatto” con le parti, prosegue, e “possiamo offrire aiuto” in vari campi, anche perché “abbiamo esperienza nel nucleare. Ne discuteremo” oggi nel Consiglio Ue. L’annuncio di una prossima apertura dello Stretto “è il benvenuto, incrociamo le dita, speriamo che apra venerdì”. E, aggiunge infine, “speriamo che duri”.