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Attacco Usa nel sud dell’Iran. Khamenei: “Mai più un luogo sicuro per le loro basi”. Media Israele: “Ucciso capo dell’ala militare di Hamas”

Pasdaran: "Aperto il fuoco contro droni e caccia F-35 americani". Il segretario di Stato Usa Marco Rubio: "Un accordo è ancora possibile. E Hormuz va riaperto, in un modo o nell'altro". Media iraniani: "Uccidono 80 mila persone e la chiamano legittima difesa"
Attacco Usa nel sud dell’Iran. Khamenei: “Mai più un luogo sicuro per le loro basi”. Media Israele: “Ucciso capo dell’ala militare di Hamas”
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In Evidenza

Media: “Gli Usa rilanciano Project Freedom per scortare una petroliera tedesca attraverso Hormuz”

Gli Stati Uniti hanno rilanciato l’operazione militare “Project Freedom” per effettuare un servizio di scorta della marina per le navi in transito nello Stretto di Hormuz, rende noto il Wall Street Journal, anticipando che nei prossimi giorni saranno fatte passare una decina di navi, fra cui super petroliere e container e che già una super petroliera greca con due milioni di petrolio a bordo è stata guidata attraverso lo Stretto. L’operazione era stata congelata 36 ore dopo soltano l’inizio, ai primi del mese.

  • 09:52

    Khamenei: “Paesi islamici rafforzino amicizia e cooperazione”

    “Invito i Paesi islamici a rafforzare l’amicizia e la cooperazione affinché possiamo progredire insieme per il bene” comune. E’ quanto afferma la Guida Suprema dell’Iran, Mojtaba Khamenei, in una dichiarazione in occasione di Hajj diffusa su Telegram e rilanciata dalla tv satellitare al-Jazeera. “La Nazione islamica e il popolo della regione hanno capacità e interessi che plasmeranno il nuovo ordine della regione e del mondo”, aggiunge.

  • 09:50

    Khamenei: “Mai più un luogo sicuro per le basi Usa nel Golfo”

    I Paesi del Golfo non fungeranno più da “scudo” per basi militari americane. E’ quanto afferma la Guida Suprema dell’Iran, Mojtaba Khamenei, in una dichiarazione in occasione di Hajj diffusa su Telegram e rilanciata dal canale inglese dalla tv satellitare al-Jazeera.
    “Gli Usa non avranno alcun rifugio sicuro in cui diffondere il male e stabilire le proprie basi militari nella regione”, afferma ancora la dichiarazione diffusa dal canale in lingua araba. Mojtaba Khamenei non è mai apparso in pubblico da quando ha marzo ha raccolto l’eredità del padre, Ali Khamenei, ucciso durante le operazioni di Usa e Israele contro l’Iran.

  • 09:48

    Cina: “Usa e Iran rispettino il cessate il fuoco”

    La Cina ha chiesto alle “parti interessate” dal conflitto in Medio Oriente, Stati Uniti e Iran, di rispettare il cessate il fuoco. Lo ha dichiarato la portavoce del ministero degli Esteri Mao Ning.
    Mao ha risposto in conferenza a una domanda sulla ripresa degli attacchi statunitensi contro i siti missilistici iraniani e imbarcazioni che tentavano di posare mine. “Esortiamo le parti interessate a rispettare i propri impegni di cessate il fuoco, a risolvere le controversie con mezzi pacifici”, ha affermato Mao invitando a “promuovere il rapido ripristino della pace”.

  • 09:21

    Qatar: “12 miliardi all’Iran per accettare il processo di pace? Falso”

    Il Qatar ha smentito le notizie secondo cui avrebbe offerto a Teheran lo sblocco di 12 miliardi di dollari di beni iraniani congelati, in cambio dell’accettazione di un processo di pace. Lo scrive Sky News.
    Un portavoce del ministero degli Esteri del Qatar ha dichiarato: “Le notizie secondo cui lo Stato del Qatar avrebbe ‘offertò 12 miliardi di dollari all’Iran per garantire la conclusione di un accordo sono totalmente infondate e vengono diffuse da soggetti che cercano di far fallire l’accordo e di minare gli sforzi diplomatici volti a ridurre le tensioni e a promuovere la stabilità nella regione”.
    Nell’ambito dei negoziati, l’Iran ha recentemente insistito affinché miliardi di sterline di beni congelati venissero sbloccati come parte di qualsiasi accordo. Ieri il ministro degli Esteri del Paese Abbas Araghchi e il presidente del parlamento Mohammad-Bagher Ghalibaf, si trovavano entrambi in Qatar insieme al governatore della banca centrale iraniana.

  • 09:14

    Schnabel (Bce): “A giugno necessario alzare i tassi d’interesse a causa della guerra in Iran”

    La Bce dovrebbe aumentare i tassi di interesse a giugno anche se in caso di un accordo di pace tra Usa e Iran perché la guerra si è protratta molto più del previsto e gli alti prezzi dell’energia si stanno riversando in tutta l’economia. E’ quanto ha dichiarato in una intervista a Reuters la componente del comitato esecutivo della Bce, Isabel Schnabel
    “Considerata l’entità e la persistenza dello shock attuale, a mio avviso ignorare la situazione non è più un’opzione”, ha detto l’economista tedesca, ritenendo “necessaria” una stretta a giugno “dalla prospettiva di oggi”.
    “Anche se la guerra finisse oggi – ha infatti spiegato – i danni alle infrastrutture energetiche e alle catene di approvvigionamento globali sono già ingenti”. L’inflazione ha raggiunto il 3% il mese scorso e si teme che gli alti costi energetici contageranno l’economia innescando una spirale inflazionistica difficile da contrastare.
    “Stiamo assistendo a segnali crescenti che lo shock si sta propagando ad altre parti del paniere dei consumi”, ha rilevato Schnabel, secondo cui l’indagine sulle aspettative dei consumatori della Bce, i dati Pmi e l’indicatore di fiducia della Commissione europea segnalano che lo ‘spill-over’ potrebbe già essere in corso.
    Dopo giugno la Bce, ha aggiunto, non dovrebbe impegnarsi in alcuna misura di politica monetaria e rivalutare la propria posizione a ogni riunione sulla base dei dati.

  • 08:53

    Pakistan: “Adesione agli accordi di Abramo è inaccettabile”

    Il ministro della Difesa pakistano Khawaja Asif ha affermato di non ritenere che Islamabad debba aderire agli Accordi di Abramo, che normalizzano le relazioni con Israele, così come richiesto dal presidente degli Stati Uniti Donald Trump come condizione per la fine della guerra in Iran. “Personalmente, non credo che dovremmo aderire ad alcun accordo che contrasti con le nostre ideologie fondamentali”, ha detto Asif in un’intervista a Samaa TV, “abbiamo una posizione molto chiara: questo per noi è inaccettabile”.

  • 08:51

    Rubio: “Hormuz deve essere riaperto, in un modo o nell’altro”

    Lo Stretto di Hormuz deve essere aperto, “in un modo o nell’altro”. Lo ha dichiarato il segretario di Stato americano Marco Rubio riferendosi agli attacchi statunitensi di ieri contro l’Iran. “Gli stretti devono essere aperti, lo saranno in un modo o nell’altro, quindi devono essere aperti”, ha detto Rubio ai giornalisti a bordo del suo aereo a Jaipur, in India, aggiungendo che la definizione dei termini dell’accordo con l’Iran potrebbe richiedere “alcuni giorni”.

  • 08:51

    Media iraniani: “Uccidono 80 mila persone e la chiamano legittima difesa”

    “Abbiamo appena scoperto che è possibile uccidere 80.000 persone, tra cui più di 10.000 bambini, sfollare 2 milioni di persone e chiamarlo legittima difesa”. Così su X la Tv di Stato iraniana Irib, commentando la notizia degli attacchi “in autodifesa” degli Stati Uniti.

  • 08:48

    Teheran: “Nuovi attacchi avranno risposta durissima, oltre la regione”

    Abolfazl Shekarchi, portavoce di alto livello delle Forze Armate iraniane, ha dichiarato che qualsiasi nuova aggressione contro l’Iran riceverà una risposta “molto più severa” che si estenderà oltre i confini della regione. Lo scrive Al-Jazeera. “Se verremo attaccati, i nostri attacchi saranno più duri, più intensi e più potenti. La nostra risposta andrà oltre la regione – la dichiarazione del militare, così come riportata su X – L’obiettivo è già stato individuato ed è pronto. La risposta a qualsiasi nuova aggressione sarà diversa. Se impediranno le nostre esportazioni, l’Iran impedirà al petrolio di lasciare la regione”. 

  • 08:38

    Rubio: “Un accordo con l’Iran è ancora possibile, nonostante l’ultimo raid Usa. Ci vorranno alcuni giorni””

    “Un accordo con l’Iran è ancora possibile, nonostante gli ultimi attacchi statunitensi contro siti missilistici nel sud del Paese”. Lo sostiene il segretario di Stato americano. “Oggi si sono tenute alcune discussioni in Qatar, quindi vedremo se riusciremo a compiere progressi. Penso che le discussioni ruotino molto attorno alla formulazione precisa del testo iniziale, quindi ci vorranno alcuni giorni”, ha dichiarato Rubio a Jaipur, durante una visita ufficiale in India. “Il presidente ha espresso la sua volontà di raggiungere un accordo. O concluderà un accordo, o non ci sarà alcun accordo” ha concluso.

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