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Guerra in Iran, Trump informato per 45 minuti sui nuovi piani di attacco contro Teheran

Dopo essere tornato a minacciare Italia, Spagna e Germania (“Potrei ritirare parte delle truppe da quei Paesi” ha detto), Trump fa il punto sulla possibile ripresa della guerra
Guerra in Iran, Trump informato per 45 minuti sui nuovi piani di attacco contro Teheran
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  • 12:43

    Guterres: “Chiusura Hormuz strangola l’economia globale”

    “Le conseguenze della crisi in Medioriente si aggravano drammaticamente di ora in ora. La limitazione dei diritti e delle libertà di navigazione nell’area dello Stretto di Hormuz sconvolge i mercati dell’energia, dei trasporti, della produzione e dei prodotti alimentari e strangola l’economia globale“. Lo scrive su X il Segretario generale delle Nazioni Unite, Antonio Guterres. “È giunto il momento del dialogo, di trovare soluzioni che ci allontanino dal baratro e di adottare misure che possano aprire la strada alla pace”, ha aggiunto.

  • 12:39

    Iran: “Guerra Usa non ti autodifesa ma di aggressione”

    Quella lanciata da Usa e Israele contro l’Iran non è una guerra di “autodifesa” ma un “atto di aggressione contro la nazione iraniana”. Lo ha scritto su X il portavoce di Teheran, Esmaeil Baghaei. “Autodifesa contro cosa? C’è stato forse un attacco armato da parte dell’Iran che giustificasse l’autodifesa? Assolutamente no!”, aggiunge ancora.

  • 12:05

    Media: “Pezeshkian e Ghalibaf vogliono destituire Araghchi”

    Il presidente iraniano Masoud Pezeshkian e il presidente del parlamento di Teheran Mohammad Bagher Ghalibaf, starebbero facendo pressioni per ottenere la rimozione del ministro degli Esteri Abbas Araghchi. Lo scrive Iran International, giornale con sede a Londra. L’accusa è quella di essere troppo vicino ai Pasdaran. Pezeshkian e Ghalibaf – viene spiegato – ritengono che nelle ultime settimane Araghchi si sia comportato meno come un ministro incaricato di attuare le politiche governative e più come un assistente di Ahmad Vahidi, comandante delle Guardie Rivoluzionarie. La situazione avrebbe causato profonda insoddisfazione in Pezeshkian, il quale avrebbe confidato ai suoi collaboratori che, se la situazione dovesse persistere, licenzierà Araghchi, secondo quanto riferito dalle fonti.

  • 12:03

    Media: “Israele ha inviato sistema di difesa aerea laser negli Emirati”

    Israele avrebbe inviato una versione del sistema di difesa aerea laser Iron Beam negli Emirati Arabi Uniti durante i recenti scontri con l’Iran, per contribuire a proteggere la nazione del Golfo da attacchi missilistici e di droni. Lo scrive il Financial Times. Secondo il quotidiano britannico Israele avrebbe anche inviato un sistema di sorveglianza noto come “Spectro” per aiutare a rilevare i droni iraniani fino a 20 chilometri di distanza.

  • 12:02

    Idf: “Distrutti 40 siti di Hezbollah nlle ultime 24 ore”

    L’esercito israeliano ha annunciato di aver colpito e distrutto oltre 40 siti di Hezbollah nel Libano meridionale nelle ultime 24 ore. “Tra questi – riporta il Times of Israel citando le Forze di Difesa israeliane (Idf) – figurano centri di comando da cui operavano membri del gruppo terroristico, che stavano pianificando attacchi contro le truppe e Israele”.

  • 11:27

    Nbc: “L’Iran dissotterra missili in vista del possibile fallimento tregua”

    Negli ultimi giorni, l’Iran si sarebbe preparato a un potenziale fallimento del cessate il fuoco con gli Stati Uniti e Israele, lavorando per dissotterrare missili e altre munizioni sepolte sottoterra o sotto le macerie. Lo riferisce NBC News, citando un funzionario statunitense anonimo e altre due fonti ben informate. Secondo il rapporto, Washington ritiene che Teheran voglia essere pronta a riprendere rapidamente gli attacchi con droni e missili qualora la guerra dovesse riprendere. Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump dovrebbe decidere nei prossimi giorni come procedere, dopo essere stato informato ieri sulle opzioni militari, aggiunge l’agenzia.

  • 11:25

    Teheran: “Usa non affrontano temi nucleare e sanzioni in modo serio”

    Gli Stati Uniti “non affrontano in modo serio la questione del nucleare e le sanzioni” riguardanti l’Iran: è quanto affermato dal portavoce del ministero degli Esteri di Teheran, Esmail Baghaei, citato dall’agenzia Irna. Parlando in un programma tv, Baghaei, ha affermato che “ogni volta che l’Iran ha avviato colloqui con gli Stati Uniti sulla questione nucleare e sulla revoca delle sanzioni, gli Usa hanno contemporaneamente condotto azioni militari” contro la Repubblica Islamica. E ha sottolineato che “gli Stati Uniti non sono seri riguardo alla revoca delle sanzioni e non hanno imparato dagli errori del passato”: Baghaei ha quindi affermato che tra i due Paesi “esiste una profonda sfiducia” e ha accusato gli Stati Uniti di “aspettarsi che vengano accettate le loro richieste massimaliste”, mentre l’Iran “ha sempre presentato le proprie proposte sulla base della fine della guerra e dell’instaurazione di un cessate il fuoco”. Il portavoce ministeriale iraniano ha anche spiegato che “molti Paesi, con varie intenzioni, hanno annunciato la propria disponibilità a mediare”, ma per Teheran “il mediatore ufficiale resta il Pakistan“. 

  • 11:23

    Israele: “Abbattutti 4 droni di Hezbollah”

    Le Forze di Difesa israeliane (Idf) hanno abbattuto quattro droni di Hezbollah. Secondo l’esercito israeliano, un drone ha attraversato il confine facendo scattare le sirene nella comunità di Rosh Hanikra mentre altri tre sono stati intercettati sopra il Libano meridionale prima di entrare nel territorio israeliano. Un missile intercettore è stato inoltre lanciato contro un altro presunto drone di Hezbollah individuato in un’area del Libano meridionale dove sono dispiegate le truppe. L’esito dell’intercettazione è ancora in fase di valutazione da parte di Tsahal.

  • 11:22

    Cnn: “Trump dice di conoscere solo lui lo stato dei colloqui con l’Iran”

    Donald Trump ha affermato che nessuno, a parte lui e una manciata di altre persone, conosce lo stato dei colloqui con l’Iran, suggerendo che i negoziati stiano procedendo nonostante l’apparenza pubblica di una situazione di stallo, pur riconoscendo l’incertezza sulla leadership iraniana. Lo riporta la Cnn sottolineando che il presidente ha detto che i negoziati si stanno svolgendo “telefonicamente” e che la sua risposta a qualsiasi proposta dell’Iran dipenderà da quanto Teheran si spingerà nel limitare il proprio programma nucleare. Oggi – ricorda il media americano – i mediatori pachistani si aspettano una proposta di pace rivista da parte dell’Iran, dopo che il presidente Usa ha respinto la versione precedente.

  • 09:42

    I dubbi Usa sulla necessità dell’autorizzazione del Congresso

    Il cessate il fuoco tra Usa e Iran, iniziato ai primi di aprile, ha “posto fine” alle ostilità tra le parti ai fini della scadenza congressuale sui poteri di guerra. Lo ha chiarito un funzionario dell’amministrazione, secondo i media Usa, dopo che i repubblicani al Senato hanno sollecitato un’interpretazione dei 60 giorni previsti dal War Powers Act. La sollecitazione dei senatori repubblicani è maturata in vista della scadenza del primo maggio, termine oltre i quale il presidente è tenuto ad un passaggio di autorizzazione al Congresso sui suoi poteri di guerra, salvo che non decida di ridimensionare le operazioni, anche se il conteggio ha un inizio incerto e variabile. I primi attacchi contro l’Iran sono stati sferrati a fine febbraio. “Ai fini del War Powers Act, le ostilità iniziate sabato 28 febbraio sono nel frattempo terminate“, ha riferito il funzionario, sulla considerazione non vi sono stati più atti di guerra tra le due forze armate da quando, oltre tre settimane fa, è entrato in vigore un fragile cessate il fuoco. La legge del 1973 concede al presidente 60 giorni per un’azione militare prima di doverla interrompere, richiedendo l’autorizzazione al Congresso, o domandare una proroga di 30 giorni motivata da “inevitabile necessità militare” alla sicurezza delle forze armate. Trump ha notificato il conflitto al Congresso 48 ore più tardi, facendo scattare i 60 giorni, la cui scadenza era fissata per il primo maggio. Durante l’audizione al Senato di giovedì, il segretario alla Difesa Pete Hegseth ha detto di ritenere che il conteggio si fosse interrotto durante la tregua. I dem hanno contestato l’interpretazione, sostenendo l’assenza di disposizioni legali in tal senso. La Costituzione americana stabilisce che solo il Congresso, non il presidente, abbia il potere di dichiarare guerra. Fanno eccezione, però, le operazioni che l’amministrazione qualifica come a breve termine o mirate a contrastare una minaccia immediata. 

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